La FAO a Procida per diffondere l’allevamento di alghe e ricci di mare – Le innovative pratiche dell’acquacoltura nel Mediterraneo sono divenute argomenti centrali per le politiche di crescita economica dei Paesi legati al mare. La ricerca in tale settore sta generando interessanti prospettive che la FAO vuole approfondire e diffondere.
Organizzato dalla FAO, nella prima settimana di ottobre, si svolgerà, presso l’isola di Procida, il seminario dedicato alla “Produzione e gestione dei ricci di mare e delle alghe: realtà del Mediterraneo a confronto”, un momento di riflessione collettiva per focalizzarsi sulle criticità, e soprattutto sulle opportunità che le attività di acquacoltura sostenibile possono rappresentare per le attività dei pescatori, per la salvaguardia del mare, la tutela dell’ambiente, la diversificazione nella produzione di alimenti nobili e la possibilità di apportare benefici economici reali alle comunità locali e insulari.
L’importanza economica e ambientale dell’allevamento dei ricci di mare e delle alghe è al centro delle analisi degli esperti, grazie anche all’azienda ittica procidana Echinoidea che ha realizzato il primo impianto europeo offshore di allevamento di ricci, attirando l’attenzione internazionale delle organizzazioni della blue economy.
Una progettualità che ha già innescato la curiosità di alcune organizzazioni della Tunisia che lavorano sulla cooperazione internazionale in tema di blue economy.
Lo scorso fine settimana, Franz Martinelli, presidente di Gi. & Me. Association, che opera da tempo in Tunisia nel settore rurale e ittico assieme a Slow Food Tebourba Association, con alcuni soci del Rotary Club Roma Cassia, hanno visitato a Procida il laboratorio e l’impianto di allevamento di ricci di mare Echinoidea, ricevuti da Michele Trapanese.

Echinoidea è un’impresa sorta nel 2016 con sede in Procida che si occupa di acquacoltura in mare aperto di echinodermi, che dispone di una sede con laboratorio e impianto di avannotteria di circa 200 mq e di una concessione demaniale marittima di uno specchio d’acqua di circa 40.000 mq nelle acque dell’isola di Procida. A tal riguardo, l’ingegnere Franz Martinelli intende portare avanti un progetto di allevamento similare anche nei Paesi del Nord Africa, a partire dalla Tunisia, per la produzione dei ricci di mare e per il ripopolamento della specie nel Mediterraneo.
Il riccio di mare è estremamente importante per la vita del Mediterraneo perché ha un compito da intermediario nella catena alimentare marina, riducendo gli scarti della vita marina in piccoli frammenti. Il riccio intercetta e si nutre di piccoli molluschi e degli organismi animali e vegetali morti o che si perdono tra le alghe, ripulendo il mare e i suoi fondali. I ricci di mare vivono a stretto contatto dei fondali marini e talvolta possono ancorarsi a substrati solidi. Popolano le zone rocciose e alcune specie scavano all’interno delle rocce delle tane. Sono animali molto sedentari ma possono effettuare spostamenti brevi con una lentezza fuori dal comune. Preferiscono vivere in zone ombreggiate e possono ricoprirsi il corpo con sassolini o conchiglie per ripararsi dalla troppa luminosità.
I pescatori più esperti sanno individuare i ricci commestibili e utili all’alimentazione, in quanto la sola parte che può essere mangiata è la polpa arancione, comunemente identificata con le uova. La lenta scomparsa del riccio di mare su molti tratti di costa italiana vede le sue popolazioni naturali divenire sempre meno numerose e la sua tutela è divenuta una priorità per gli esperti della FAO e per le organizzazioni che intendono sviluppare una progettualità sulle opportunità dell’allevamento anche per una sua successiva reintroduzione in mare per il ripopolamento.
La FAO a Procida per diffondere l’allevamento di alghe e ricci di mare
Leggi anche La valorizzazione dei ricci di mare a Procida tra innovazione e tutela della biodiversità marina












