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Home Acquacoltura Algocoltura

La produzione di alghe potrebbe valere fino a 9 miliardi di euro entro il 2030

Un nuovo report evidenzia il potenziale non sfruttato della produzione di alghe in Europa

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
30 Ottobre 2020
in Algocoltura
produzione di alghe

produzione di alghe

Il potenziale economico del settore europeo delle alghe potrebbe valere fino a 9 miliardi di euro e arrivare a creare 115.000 nuovi posti di lavoro entro il 2030. È quanto emerge da un nuovo report della Seaweed for Europe Coalition.

Il report “Hidden Champion of the Ocean: Seaweed as a Growth Engine for a Sustainable European Future” analizza anche i benefici sull’ambiente e sulla salute che il settore sarebbe in grado di produrre.

Il report suggerisce che con buoni investimenti e con il giusto supporto tecnologico, la produzione europea di alghe potrebbe aumentare dalle 300.000 tonnellate metriche (MT) di oggi, a circa 8 milioni di MT entro 10 anni.

Le alghe sono largamente riconosciute come valido e nutriente alimento per l’uomo e gli animali. Due segmenti che, secondo il report, hanno il più alto potenziale di crescita, insieme ai biostimolanti per uso agricolo e orticolo. Altri usi attuali e potenziali delle alghe includono cosmetici, imballaggi biologici, biocarburanti, tessuti, detergenti e materiali green da costruzione.

I benefici ambientali previsti dell’aumento della produzione di alghe in Europa includono la rimozione fino a 20.000 tonnellate di azoto e 2.000 tonnellate di fosforo all’anno, insieme a una maggiore disponibilità di cibo e habitat per i pesci.

Lo sviluppo del biopackaging delle alghe ha poi un potenziale entusiasmante come alternativa più sostenibile e sicura per l’ambiente marino ai materiali plastici esistenti. È importante poi sottolineare che il settore delle alghe sosterrebbe la maggior parte degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite.

Il report ha esaminato anche il motivo per cui l’allevamento di alghe non si è ancora sviluppato su scala europea. È emerso che i metodi attuali ne rendono costosa la produzione, mentre la catena di approvvigionamento al mercato è frammentata. I piccoli produttori e trasformatori non sono disposti a crescere, perché non possono fare affidamento su punti vendita a lungo termine e con prezzi stabili, mentre gli acquirenti su larga scala per applicazioni alimentari e bevande o cosmetici non possono procurarsi i volumi di cui hanno bisogno. Stando così le cose, continua la dipendenza dall’Asia che oggi copre il 99 percento della produzione mondiale di alghe.

Secondo il report, una crescita della portata prevista, richiederebbe metodi di coltivazione e lavorazione più efficienti in grado di soddisfare anche le aspettative di criteri di agricoltura sostenibile.

La copresidente di Seaweed for Europe ed ex commissario europeo per gli affari marittimi e la pesca, Maria Damanaki, ha identificato un ulteriore problema che ostacola lo sviluppo.

“Per realizzare il pieno potenziale delle alghe, i responsabili politici devono comprenderne il valore in gioco e adattare le politiche per creare le condizioni che consentano loro di prosperare”, ha affermato.

Per affrontare le barriere alla crescita e creare le condizioni preliminari necessarie per lo sviluppo sostenibile, Seaweed for Europe sta lanciando un programma di sei azioni che mira a ottimizzare il processo di licenza per l’allevamento di alghe, attrarre investitori pubblici e privati, creare una rete di stakeholder, aumentare la consapevolezza dei vantaggi e del potenziale delle alghe, stabilire solidi standard di sicurezza e un sistema di certificazione completo ed ancora sfruttare la scienza per accelerare l’innovazione.

Tags: produzione di alghe
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Mariella Ballatore

Mariella Ballatore

Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

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