Il MASAF ha riconosciuto la diffusione della lattococcosi in alcuni impianti di acquacoltura e maricoltura della Toscana come evento eccezionale assimilabile a una calamità naturale. Il decreto non assegna automaticamente contributi alle aziende, ma compie il passaggio necessario affinché la Regione possa attivare le misure compensative previste dalla normativa.
Per gli allevamenti ittici toscani colpiti dalla lattococcosi arriva un primo risultato concreto sul piano istituzionale.
Con il decreto ministeriale n. 373963 del 30 luglio 2026, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha riconosciuto il carattere eccezionale dell’epizoozia verificatasi nel corso del 2024 e del 2025 in alcune aree della Toscana.
Il provvedimento, firmato dal ministro Francesco Lollobrigida, è stato pubblicato sul sito del MASAF il 31 luglio 2026 ed è destinato alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
La lattococcosi è una batteriosi che può colpire diverse specie di pesci allevati e provocare perdite rilevanti per le aziende acquicole. Il decreto non entra nel dettaglio delle specie interessate, dei quantitativi perduti o del valore economico dei danni: riconosce però ufficialmente che, nei territori individuati, l’evento ha superato la normale capacità di gestione delle singole imprese.
Cosa riconosce il decreto del MASAF
La decisione del Ministero accoglie la proposta avanzata dalla Regione Toscana con la deliberazione della Giunta regionale n. 785 del 22 giugno 2026.
Gli accertamenti effettuati a livello regionale hanno consentito di qualificare la diffusione della lattococcosi come evento di carattere eccezionale. Su questa base, il MASAF ha emanato la declaratoria prevista dal decreto legislativo n. 102 del 2004, la normativa che disciplina gli interventi finanziari in favore delle attività produttive colpite da calamità ed eventi assimilabili.
Il riconoscimento non equivale a un indennizzo già concesso, ma rende applicabili gli strumenti introdotti dall’articolo 9-bis del decreto-legge n. 25 del 2026, convertito nella legge n. 59 del 27 aprile 2026.
La disposizione autorizza le Regioni a destinare le risorse residue dei precedenti riparti del Fondo di solidarietà nazionale anche alle imprese e ai consorzi della pesca e dell’acquacoltura che abbiano subito danni produttivi a causa di epizoozie o altri eventi eccezionali.
Il testo del provvedimento è disponibile nella pagina ufficiale del MASAF dedicata alla declaratoria.
Le aree interessate
Il decreto delimita con precisione i territori nei quali potranno essere applicate le misure:
- Piombino, in provincia di Livorno, con riferimento al Golfo di Follonica;
- Orbetello, in provincia di Grosseto;
- Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto.
Il riconoscimento riguarda le imprese e i consorzi presenti in queste aree e interessati dagli effetti dell’epizoozia.
La delimitazione territoriale è un elemento essenziale: consente di collegare gli eventuali interventi alle realtà effettivamente danneggiate e di evitare un’applicazione generica della misura.
Il caso toscano richiama inoltre l’attenzione sulla vulnerabilità dell’acquacoltura italiana di fronte agli eventi sanitari, che possono compromettere interi cicli produttivi e incidere sulla continuità economica degli impianti.
Cosa cambia adesso per le imprese
Per le aziende interessate il decreto rappresenta l’apertura formale del percorso, non la sua conclusione.
Il MASAF ha riconosciuto l’eccezionalità dell’evento; spetterà ora alla Regione Toscana verificare le risorse residue effettivamente disponibili e definire gli eventuali interventi.
Non sono previsti rimborsi automatici e il decreto non stabilisce importi, percentuali di aiuto o scadenze per la presentazione delle domande.
Questi elementi dovranno essere indicati nei successivi atti regionali, insieme ai requisiti di accesso, alla documentazione necessaria e ai criteri utilizzati per dimostrare i danni subiti.
Per gli operatori sarà quindi importante conservare e aggiornare la documentazione aziendale relativa all’evento, ai danni produttivi e agli eventuali costi sostenuti, seguendo nel frattempo le comunicazioni ufficiali della Regione Toscana.
Cosa manca prima dell’attivazione degli aiuti
Il passaggio successivo sarà decisivo. La Regione dovrà stabilire se e quante risorse residue possano essere destinate alle imprese colpite, nel rispetto dei limiti finanziari e delle regole applicabili agli aiuti di Stato nel settore della pesca e dell’acquacoltura.
Solo dopo l’adozione degli atti regionali sarà possibile conoscere:
- quali danni saranno considerati ammissibili;
- quali imprese potranno presentare domanda;
- quali documenti dovranno essere prodotti;
- quali somme potranno essere effettivamente riconosciute.
Il decreto del MASAF offre però alle aziende un punto fermo: la gravità dell’epizoozia è stata riconosciuta ufficialmente e gli strumenti previsti dalla legge possono ora essere attivati.
Non è ancora il momento degli indennizzi, ma è il passaggio che permette di arrivarci.












