Liguria e Québec rafforzano la cooperazione nella blue economy con la “Naval Québec – Italy Mission 2026”. La tappa ligure, dal 7 al 10 settembre, coinvolge istituzioni, imprese, ricerca e cluster tecnologici tra Genova e La Spezia. L’obiettivo è sviluppare collaborazioni nei settori della cantieristica, delle tecnologie marine e subacquee, della difesa e dei sistemi autonomi, mettendo in relazione due ecosistemi industriali fortemente legati al mare.
Non è soltanto una visita istituzionale. Dietro l’incontro tra il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la delegazione imprenditoriale del Québec c’è il tentativo di capire se due filiere marittime molto specializzate possano trasformare una relazione già avviata in partnership industriali, trasferimento tecnologico e nuove opportunità di mercato.
Il momento scelto dalla delegazione canadese rende il confronto particolarmente significativo. Il Québec sta entrando in una fase di forte investimento nella costruzione navale, mentre la Liguria dispone di una concentrazione di cantieristica, ricerca, portualità, difesa e tecnologie marine che trova pochi equivalenti nel sistema italiano.
Una missione che arriva mentre il Québec accelera sulla cantieristica
Naval Québec rappresenta un ecosistema che riunisce oltre 1.000 aziende della cantieristica e dell’indotto navale canadese. La missione prevede visite agli stabilimenti, incontri con imprese, istituzioni, cluster tecnologici, Università di Genova e mondo della ricerca e della formazione. Regione Liguria indica esplicitamente tra gli obiettivi l’apertura di nuove opportunità di business e il rafforzamento dei rapporti industriali con il mercato nordamericano.
Il percorso, però, era cominciato prima. Il 14 novembre 2025 il Distretto Ligure delle Tecnologie Marine e la Fédération des chefs d’entreprises du Québec avevano sottoscritto un memorandum per favorire progetti congiunti, rapporti tra imprese e centri di innovazione, missioni bilaterali e trasferimento tecnologico. Tra gli ambiti individuati figuravano tecnologie marine, automazione e sicurezza, energia e sviluppo sostenibile, logistica e trasporti.
La missione di settembre rappresenta quindi un primo passaggio dalla cornice istituzionale al confronto diretto tra sistemi produttivi. Il punto non è più soltanto riconoscere una comune vocazione marittima, ma individuare dove competenze e tecnologie possano realmente integrarsi.
Il segnale da 11,3 miliardi di dollari canadesi
A spiegare perché il Québec guardi oggi con particolare attenzione alle tecnologie e alle competenze marittime basta un dato.
Il 24 agosto 2026, due settimane prima degli incontri in Liguria, il Governo canadese ha assegnato a Chantier Davie Canada di Lévis un contratto da 11,3 miliardi di dollari canadesi, tasse escluse, per progettare e costruire sei nuovi rompighiaccio destinati alla Guardia Costiera canadese. È il maggiore contratto di costruzione navale mai annunciato nella storia del Québec. I lavori partiranno nel 2027 e l’intera flotta dovrebbe entrare in servizio entro il 2038.
Ottawa stima quasi 5.000 posti di lavoro durante la fase di costruzione e un contributo vicino ai 650 milioni di dollari canadesi annui al PIL nazionale. Ma c’è un dettaglio importante per leggere correttamente le opportunità che si aprono alla Liguria: i sei rompighiaccio saranno costruiti in Canada e il governo punta esplicitamente a utilizzare acciaio, materiali, produttori e fornitori nazionali.
Per le imprese italiane sarebbe quindi fuorviante immaginare un accesso automatico a queste commesse. Lo spazio più realistico è un altro: accordi con partner canadesi, tecnologie specialistiche, ricerca, trasferimento di know-how e integrazione nelle catene industriali attraverso collaborazioni locali.
È anche per questo che la missione assume valore: consente alle imprese liguri di posizionarsi prima che rapporti industriali e tecnologici vengano definitivamente consolidati.
La Liguria parte da una specializzazione già misurabile
Il Québec incontra un territorio nel quale l’economia del mare non rappresenta semplicemente un settore importante, ma una componente strutturale del sistema economico.
Il XIV Rapporto nazionale sull’Economia del Mare 2026, realizzato da OsserMare e Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, attribuisce alla Liguria la più alta incidenza regionale italiana del valore aggiunto della blue economy sul totale dell’economia territoriale: 14,4%. La Spezia raggiunge il 17,1% e Genova il 16,2%, rispettivamente terza e quarta provincia italiana secondo questo indicatore.
Il dato nazionale aiuta a comprendere la dimensione della filiera: l’economia del mare genera 78,9 miliardi di euro di valore aggiunto diretto e, considerando l’attivazione prodotta sugli altri comparti, arriva a 224,9 miliardi, pari all’11,4% del PIL.
La Liguria sta cercando di trasformare questa concentrazione in una politica industriale più coordinata. Nel 2026 la Regione ha avviato una Cabina regionale di coordinamento della Blue Economy, organizzata su settori che comprendono cantieristica, portualità, formazione e ricerca, logistica, digitalizzazione e transizioni.
È qui che il rapporto con il Québec acquista una dimensione più interessante: non l’internazionalizzazione di una singola impresa, ma la possibilità di presentare all’estero un sistema integrato di competenze marittime.
Underwater e sistemi autonomi sono il terreno più avanzato
Tra i settori indicati da Bucci, le tecnologie underwater meritano particolare attenzione. La Spezia concentra competenze nella difesa, nella ricerca marina e nei sistemi tecnologici avanzati, mentre la missione canadese include esplicitamente tecnologie marine, subacquee e autonome tra gli ambiti sui quali sviluppare collaborazioni.
Robotica, sensoristica, sistemi autonomi, monitoraggio dell’ambiente marino e protezione delle infrastrutture sommerse stanno avvicinando comparti che in passato procedevano più separatamente. Cantieristica, ricerca, difesa e industria digitale condividono ormai tecnologie e competenze sempre più trasversali.
È probabilmente su questo terreno che l’incontro tra Liguria e Québec può produrre i risultati più interessanti: non replicare ciò che ciascun territorio sa già fare, ma mettere in relazione specializzazioni complementari.
La misura del successo della missione, quindi, non sarà il numero degli incontri organizzati tra Genova e La Spezia. Sarà ciò che resterà dopo: accordi tra aziende, progetti di ricerca, trasferimenti tecnologici, forniture specialistiche e relazioni capaci di aprire mercati.
Il Québec sta investendo miliardi per rafforzare la propria capacità marittima. La Liguria possiede competenze industriali e tecnologiche per dialogare con quella crescita. Trasformare questo incontro in filiera è adesso la vera sfida.













