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Nuova vita a imballaggi flessibili in plastica

Protocollo di filiera tra Ucima, Giflex e l'Unione italiana Food alla presenza del Ministro Giorgetti

Redazione by Redazione
21 Dicembre 2021
in In evidenza, Mercati, News, Sostenibilità
Nuova vita a imballaggi flessibili in plastica

Nuova vita a imballaggi flessibili in plastica

Nuova vita a imballaggi flessibili in plastica. Per la prima volta Ucima, Giflex e l’Unione italiana Food hanno intrapreso un percorso comune volto al tema della sostenibilità. Dato il Piano per l’Economia Circolare dell’UE, che prevede entro il 2025 il 50% degli imballaggi plastici riciclabili ed entro il 2030 tutti gli imballaggi riutilizzabili o riciclabili in modo economicamente sostenibile, le tre Associazioni hanno sottoscritto giovedì 16 dicembre a Palazzo Piacentini, sede del Ministero dello sviluppo economico, un Protocollo d’Intesa alla presenza del ministro Giorgetti e del sottosegretario Gava.

L’accordo, firmato ha l’obiettivo di costituire un tavolo di lavoro composto da tecnici di alto profilo per formulare delle risposte concrete per il miglioramento delle operazioni di pre-trattamento e selezione per i rifiuti di imballaggio in plastica con l’obiettivo di creare una risposta alternativa alla discarica o al recupero energetico; per innovare le linee di produzione di packaging adeguandole ai nuovi materiali sostenibili presenti sul mercato; per adeguare le macchine confezionatrici dell’industria alimentare ai nuovi materiali di imballaggio; per creare un mercato per le materie prime seconde incentivando il riciclo degli imballaggi e la circolarità dei materiali.

Nuova vita a imballaggi flessibili in plastica. “È un progetto che approccia in maniera corretta la sfida della sostenibilità ambientale delle nostre aziende e che si pone nella giusta traiettoria del Pnrr – dichiara Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico  – che aggiunge: “il Mise favorisce, in collaborazione con le università, il trasferimento tecnologico dalla ricerca alle imprese”.

“Con il Protocollo d’Intesa firmato al Ministero dello Sviluppo Economico – aggiunge Vannia Gava, Sottosegretario al Ministero della Transizione Ecologica – ci mettiamo al lavoro per mettere a disposizione delle aziende della filiera alimentare soluzioni per rendere l’imballaggio flessibile maggiormente riciclabile. Apriamo un tavolo che coinvolgerà specialisti e tecnici cui chiederemo di proporre soluzioni per innovare le linee di produzione di packaging adeguandole ai nuovi materiali sostenibili, adeguare le macchine confezionatrici dell’industria alimentare ai nuovi materiali, creare un mercato per le materie prime seconde incentivando il riciclo degli imballaggi e la circolarità dei materiali”.

“La sostenibilità è un obiettivo che viaggia su filiera lunga, dalla produzione agroalimentare alle nostre case e la filiera del packaging Made in Italy, in quanto leader mondiale e antesignana nello sviluppo di soluzioni sostenibili, ha tutte le caratteristiche per ambire a essere il motore e la guida di una trasformazione verde di materiali e tecnologie di confezionamento su scala internazionale – spiega Riccardo Cavanna, Vicepresidente UCIMA – Tutti i più importanti players stanno lavorando al fine di fornire approcci e soluzioni sempre più sostenibili. Alcune sono già sul mercato, altre sono in fase di studio e verranno presentate tra qualche anno. Queste sono uno dei fattori che compongono un circolo di innovazione sostenibile che oltre ad essere legato alla ricerca e sviluppo della tecnologia si lega anche alla sostenibilità aziendale, alla conoscenza dei materiali, alla collaborazione con i produttori di questi e alla relazione con il cliente. Per questo UCIMA ha voluto fortemente questo accordo, per dare un’impronta comune ai diversi player della filiera”.

“Un prodotto su due in un supermercato è un packaging flessibile – puntualizza Alberto Palaveri,  presidente Giflex – E lo si realizza con poco materiale (1/6 del totale sul mercato), un alleato ideale per la lotta al Climate Change. Materiali e imballaggi di nuova generazione sono già allo studio ma il pack del futuro sarà il risultato di un lavoro di filiera e di ascolto perché la sfida è culturale ed organizzativa, non solo tecnologica. Per questo chiediamo alle Istituzioni di sedere allo stesso tavolo, per condividere una chiara definizione di sostenibilità del packaging e obiettivi realmente misurabili. Non politiche punitive o scelte di consenso ma interventi per portare valore all’intera Supply Chain. L’industria Italiana del packaging (leader nel mondo in innovazione e tecnologia) è pronta ad affrontare le sfide dell’European Green Deal se l’obiettivo a cui tendere sarà chiaro”.

“Le aziende alimentari sono da sempre impegnate a produrre alimenti buoni, sani, sicuri e accessibili, e il confezionamento è stato un aspetto fondamentale per la distribuzione del cibo su larga scala. Unione Italiana Food, con tutti i suoi Associati – dichiara Paolo Barilla, vicepresidente Unione Italiana Food – è impegnata a lavorare insieme ai partner di filiera per trovare sistemi e soluzioni tecnologiche più avanzate che impattino sempre meno sull’ambiente. Il Protocollo sugli imballaggi per noi è lo strumento più efficace per raggiungere risultati significativi e riteniamo che una tassazione sui film plastici, materiali recuperabili e riutilizzabili, sia incoerente e inefficace. La sostenibilità è un obiettivo da perseguire con grandi investimenti e una valorizzazione di tutti gli attori in prima linea con il sostegno delle Istituzioni”.

Tags: Giancarlo GiorgettiGifleximballaggi flessibili in plasticaUCIMAUnione italiana FoodVannia Gava
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