
Hong Kong occupa meno dell’uno per cento delle acque cinesi ma, con oltre un quarto delle 22,629 specie marine registrate nel paese. I dati sono il risultato di una ricerca condotta dagli scienziati dello Swire Institute of Marine Science (Swims) e della University of Hong Kong, e confermerebbero che 5.943 specie sono state registrate nelle acque della città, ponendola con i suoi 1.650 chilometri quadrati di acque, in termini di diversità biologica, alla pari con il Mar Baltico, che è 200 volte più grande.
La zona acquea è sede di due terzi di tutti i policheti, vermi marini, e oltre il 30 per cento delle specie di pesci, cefalopodi e anfipodi mai registrato nel Mar Cinese Meridionale. Lo studio, il primo completo del suo genere, durato circa un anno e mezzo è stato pubblicato sulla rivista Biodiversity and Conservation.
“I risultati hanno sorpreso anche noi”, ha dichiarato il professor Williams, che ha guidato il team di ricerca. “Comprendere il numero di specie che abbiamo nel nostro ambiente marino è una necessità fondamentale se vogliamo proteggere e conservare la biodiversità.”
Nonostante la reputazione di giungla di cemento della città, otto specie diverse di mangrovie crescono qui, molto più che in Africa orientale.
“Con 84 specie di coralli duri, Hong Kong è anche molto più avanti dei Caraibi. Per le sue dimensioni, la biodiversità di Hong Kong è sproporzionatamente ricca”, ha detto Terence Ng Pun-tung responsabile del progetto (Swims).
Il clima subtropicale della città e la posizione al centro di tre correnti oceaniche ha creato l’ambiente perfetto per flora e fauna tropicali e temperate.
Ma gli scienziati hanno allertato sul cambiamento climatico: l’acidificazione degli oceani e il ritmo incessante dell’ urbanizzazione possono minacciare la biodiversità. Hanno esortato il governo ad aumentare la quantità di acque protette e di stabilire un registro centrale per catalogare tutte le specie.











