• HOME
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
martedì 15 Settembre, 2026
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home In evidenza

Pesca UE, le ONG frenano sulla revisione della PCP

Il confronto sulla Politica comune della pesca si riapre a Bruxelles. Ong ambientaliste e piccola pesca chiedono di applicare meglio le regole esistenti, mentre il settore guarda a redditività, semplificazione e fondi europei

Luca Di Noto by Luca Di Noto
3 Luglio 2026
in In evidenza, News, ONG, Pesca
Peschereccio in porto con reti a bordo nel dibattito sulla Politica comune della pesca

La Politica comune della pesca torna al centro del confronto europeo tra sostenibilità, regole e futuro delle marinerie

La Politica comune della pesca torna al centro del confronto europeo. Dopo la valutazione della Commissione e il dibattito tra i ministri della pesca, alcune organizzazioni ambientaliste e rappresentanze della piccola pesca chiedono all’Unione europea di non riaprire il quadro normativo. Il punto, secondo loro, non è cambiare le regole, ma applicarle meglio. Per il settore, però, la partita resta più ampia: sostenibilità, redditività, semplificazione, energia e competitività devono stare dentro lo stesso equilibrio.

La PCP torna al centro del confronto europeo

La Politica comune della pesca entra in una fase delicata. A Bruxelles non si discute solo di stock, quote e sostenibilità. Si discute del modello con cui l’Unione europea intende governare la pesca nei prossimi anni, in un contesto segnato da costi elevati, pressione ambientale, margini ridotti, obblighi di controllo e crescente fragilità economica di molte marinerie.

Il confronto si è riaperto dopo la valutazione del regolamento sulla PCP, il quadro che dal 2013 disciplina la gestione sostenibile della pesca e dell’acquacoltura nell’Unione europea. I progressi ci sono stati, soprattutto in alcuni bacini e su diversi stock gestiti in modo più rigoroso. Restano però criticità importanti: recupero lento di alcune risorse, difficoltà applicative, obbligo di sbarco, capacità della flotta, transizione energetica, impatto dei cambiamenti climatici e tenuta socio-economica del comparto.

In questo scenario, organizzazioni ambientaliste europee come Environmental Justice Foundation, Oceana e Seas At Risk, insieme a LIFE – Low Impact Fishers of Europe, realtà legata alla piccola pesca a basso impatto, hanno preso posizione contro l’ipotesi di una revisione profonda della PCP. Il messaggio è netto: il problema non sarebbe l’impianto della politica, ma la sua applicazione incompleta da parte degli Stati membri.

Applicare le regole, non riaprire tutto

La tesi è chiara: la PCP contiene già strumenti per riportare gli stock entro livelli sostenibili, ridurre l’impatto della pesca sugli ecosistemi e dare maggiore stabilità alle comunità costiere. Dove le regole sono state applicate con continuità, i risultati sono arrivati. Dove l’attuazione è rimasta debole, le criticità si sono trascinate.

Per questo viene chiesto di evitare una riapertura del quadro normativo che potrebbe trasformarsi in un percorso lungo, incerto e politicamente esposto a pressioni diverse. La priorità, secondo questa lettura, dovrebbe essere un’altra: controlli più efficaci, maggiore responsabilità degli Stati membri, rispetto delle misure tecniche, applicazione reale dell’obbligo di sbarco, riduzione delle catture indesiderate e piani di recupero più incisivi per gli stock in difficoltà.

È una posizione forte, ma non esaurisce il dibattito. Perché la pesca non vive solo dentro la dimensione ambientale. Vive anche nei porti, nelle imprese, negli equipaggi, nei mercati, nelle aste e nelle filiere che devono restare economicamente sostenibili.

Sostenibilità e competitività devono stare insieme

Per il settore produttivo, la questione non può essere ridotta allo schema “riforma sì” o “riforma no”. Il vero tema è capire se la PCP, così come viene applicata oggi, riesca ancora a tenere insieme obiettivi ambientali, economici e sociali.

La pesca europea lavora con vincoli crescenti, costi spesso pesanti e una concorrenza internazionale non sempre sottoposta agli stessi standard. In molte marinerie il problema non è soltanto quanta risorsa si può pescare, ma a quali condizioni si può continuare a lavorare. Energia, sicurezza, rinnovo generazionale, investimenti a bordo, controlli, burocrazia e decarbonizzazione incidono direttamente sulla capacità delle imprese di restare in mare.

Il Mediterraneo è uno dei banchi di prova più complessi. Qui la gestione della pesca deve fare i conti con stock sensibili, flotte articolate, forte presenza della piccola pesca, multispecificità e pressioni ambientali diverse da area ad area. Applicare meglio le regole è necessario, ma non basta se il quadro non offre strumenti concreti per accompagnare le imprese nella transizione.

Il legame con i fondi europei

Il confronto sulla PCP si intreccia anche con la partita dei fondi europei per il periodo successivo al 2027. Il sostegno pubblico alla pesca, all’acquacoltura, ai controlli, alla raccolta dati e alla transizione energetica sarà decisivo per capire se l’Europa intende chiedere più sostenibilità offrendo anche strumenti proporzionati.

È qui che il dibattito diventa politico. Una PCP applicata meglio richiede controlli più solidi, dati più affidabili, selettività, innovazione, tracciabilità e capacità amministrativa. Ma richiede anche investimenti. Senza risorse adeguate, il rischio è caricare sulle imprese nuovi obblighi senza dare loro i mezzi per rispettarli.

La sostenibilità non può essere solo un principio regolatorio. Deve diventare una condizione praticabile. Questo vale per la pesca industriale, ma vale ancora di più per la piccola pesca, spesso indicata come modello a basso impatto, ma ancora fragile sul piano economico, organizzativo e commerciale.

La vera partita è l’equilibrio

La discussione europea non è una questione tecnica marginale. È il primo segnale di un confronto più ampio sul futuro della pesca nell’Unione. Da una parte c’è chi teme che riaprire la PCP possa indebolire obiettivi ambientali già difficili da consolidare. Dall’altra c’è un settore che chiede regole applicabili, meno burocrazia, più attenzione alla redditività e strumenti reali per affrontare la transizione.

La risposta non può essere ideologica. Una politica della pesca credibile deve proteggere gli stock, ma anche le comunità che vivono di pesca. Deve fondarsi sulla scienza, ma dialogare con le imprese. Deve pretendere legalità e sostenibilità, ma riconoscere che senza reddito, investimenti e prospettiva non esiste futuro produttivo.

Il nodo, oggi, non è soltanto riscrivere o non riscrivere la PCP. Il nodo è farla funzionare davvero. E farla funzionare significa applicare le regole, correggere le distorsioni, sostenere chi investe nella transizione e impedire che la sostenibilità diventi un peso insostenibile proprio per chi dovrebbe renderla concreta ogni giorno in mare.

Tags: Environmental Justice Foundationfondi europei pescaLIFEMediterraneoobbligo di sbarcoOceanaPCPpesca europeapesca sostenibilepesca UEpiccola pescaPolitica Comune della PescaSeas At Risksostenibilitàstock ittici
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Tracciabilità, QR code e sostenibilità: perché GS1 parla anche alla filiera ittica

Prossimo articolo

Mercato ittico europeo, Italia in crescita mentre la Spagna arretra

Luca Di Noto

Luca Di Noto

Giornalista e autore Pesceinrete Luca Di Noto è giornalista e autore Pesceinrete. Scrive contenuti dedicati a imprese, prodotti, mercati, consumi, food service, distribuzione e trasformazione del settore ittico. Nei suoi articoli segue la filiera seafood con un taglio professionale, attento alle dinamiche economiche e alla leggibilità dei fenomeni commerciali.

Articoli Correlati

pianificazione dello spazio marittimo

Pianificazione dello spazio marittimo, l’UE prepara una gara da 3,6 milioni

by Candida Ciravolo
15 Settembre 2026

La Commissione europea prepara una gara da 3,6 milioni di euro per il nuovo ciclo del meccanismo di assistenza alla...

import italiano di pesci lavorati

Pesci lavorati, l’import italiano supera 3,2 miliardi nel 2025

by Luca Di Noto
15 Settembre 2026

Nel 2025 l’Italia ha importato pesci lavorati per 3,204 miliardi di euro, il 6% in più rispetto all’anno precedente. Le...

mitilicoltura italiana in crisi

Mitilicoltura 2026: A.M.A. conferma la crisi da caldo estivo e chiede dati certi per tutelare le imprese

by Redazione
15 Settembre 2026

La mitilicoltura italiana attraversa una grave crisi produttiva legata alle elevate temperature marine dell’estate 2026. A.M.A. segnala morie del prodotto...

Kadis e la pesca italiana

Kadis e la pesca italiana, il valore dell’ascolto si misura nelle decisioni

by Mariella Ballatore
14 Settembre 2026

La visita di Costas Kadis in Sicilia porta il Commissario europeo dentro alcuni dei nodi più complessi della pesca mediterranea....

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.







Articoli più letti

  • 10 pesci costosi e prelibati
  • Le specie di sarago del Mediterraneo
  • Pesci con più e meno mercurio
  • Molva, una ricchezza del Mare del Nord
  • Molluschi bivalvi: descrizione e caratteristiche
  • Congelare il tonno in scatola
  • Gattuccio e palombo, gli squali buoni da mangiare
  • Triglia: caratteristiche e proprietà nutrizionali
  • Mangiare il tonno crudo: vantaggi e pericoli
  • Sgombro e lanzardo, pesce azzurro per il cuore
Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura. In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

Newsletter

Categorie

  • News Ittico
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Associazioni di categoria
  • Sindacati
  • ONG
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas
  • Nutrizione e salute
  • Approfondimenti
  • Chi siamo
  • Policy editoriali
  • Partner
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Mappa del sito

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits

Pesceinrete
Gestisci Consenso

Usiamo cookie tecnici per far funzionare il sito, e cookie statistici (anche di terze parti) per capire come viene usato e migliorarlo. Puoi accettare tutto, rifiutare tutto o scegliere quali attivare — restando comunque libero di navigare senza restrizioni.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Personalizza
  • {title}
  • {title}
  • {title}
  • Home
  • Nutrizione e salute
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits