Le organizzazioni rappresentative della pesca e dell’acquacoltura chiedono al Ministero del Lavoro e al MASAF la proroga al 31 luglio 2026 del termine per presentare le domande di indennità relative al fermo pesca 2025. La richiesta nasce dall’assenza dei modelli, dalla mancata comunicazione completa delle procedure e dalla non pubblicazione del decreto, elementi che rendono difficile rispettare la scadenza attualmente fissata al 30 giugno.
Le organizzazioni rappresentative della pesca e dell’acquacoltura – AGCI Pesca e Acquacoltura, Confcooperative FedAgriPesca, Legacoop Agroalimentare, Coldiretti Pesca, Federpesca, FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA Pesca – hanno inviato una nota congiunta alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, On. Marina Elvira Calderone, e al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, On. Francesco Lollobrigida, per chiedere la proroga della scadenza del 30 giugno per la presentazione delle domande di indennità per il fermo pesca 2025.
La richiesta è di spostare il termine al 31 luglio 2026.
“Ad oggi non sono ancora disponibili i modelli da compilare, le procedure non sono state comunicate in maniera completa e il decreto non è ancora stato pubblicato. In queste condizioni è impossibile chiedere agli operatori di presentare domanda entro il 30 giugno”, dichiarano congiuntamente le organizzazioni firmatarie. “Chiediamo ai Ministri un intervento immediato per evitare che lavoratori e imprese vengano penalizzati a causa di ritardi che non dipendono da loro.”
Le organizzazioni evidenziano inoltre che il periodo individuato coincide con una fase particolarmente intensa sul piano amministrativo e fiscale, con scadenze concomitanti che gravano su imprese, consulenti e associazioni di categoria, aggravando ulteriormente le difficoltà operative già presenti.
“Un mese in più è il minimo indispensabile per garantire che tutti i soggetti aventi diritto possano accedere all’indennità senza incorrere in errori procedurali o esclusioni ingiuste”, aggiungono i firmatari. “Confidiamo nella sensibilità dei Ministri e attendiamo un riscontro rapido”, concludono le organizzazioni.











