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Home Sostenibilità

Un misuratore di azoto esclusivo per l’acquacoltura

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
20 Ottobre 2015
in Sostenibilità

In collaborazione con altri partner europei, Nofima (Istituto norvegese che si occupa di cibo, pesca e acquacoltura) ha sviluppato un sensore totalmente automatico per misurare i livelli di azoto nell’acqua dei sistemi di ricircolo. L’organizzazione norvegese spiega che si tratta del “primo sensore ideato appositamente per l’acquacoltura, sensibile e preciso per essere impiegato in questa attività” perché “soluzioni precedenti, che hanno utilizzato tecnologie industriali per la gestione dell’acqua, non sono state in grado di adattarsi correttamente”.
Il lavoro svolto da Nofima in questo settore si inquadra in un più ampio progetto europeo denominato “Aquality”.
Nofima sostiene che “questa tecnologia è particolarmente vantaggiosa nel caso di sistemi di ricircolo”, sistemi che ricorda “si stanno sempre più stabilizzando, e dove la qualità dell’acqua è fondamentale per garantire il benessere dei pesci”.
I sistemi di ricircolo attuali hanno un biofiltro costituito da microrganismi che trasformano i prodotti di scarto a base di azoto in nitriti e nitrati; e sono proprio gli alti livelli di nitriti e ammoniaca che indicano il mal funzionamento del biofilitro. Dunque appare importante che “le concentrazioni siano continuamente note per assicurare una strutturazione efficiente dei composti di azoto, potenzialmente tossici, nell’acqua”.
“Dobbiamo offrire al pesce la qualità di acqua di cui necessita affinché si senta comodo e cresca in modo ottimale” afferma Jelena Kolarevic , una dei ricercatori che, insieme al collega Bjørn-Steinar Sæther, lavora al progetto Aquality. Kolarevic sottolinea a tal proposito che “la nostra conoscenza circa i fattori di benestare del salmone e sul suo rendimento nei sistemi di ricircolo ci ha permesso di adattare la tecnologia alla biologia del salmone”.

Così, il ruolo di Nofima all’interno del progetto Aquality, è stato quello di contribuire alla conoscenza delle esigenze del pesce e dei limiti per i vari parametri di qualità delle acque, oltre a testare il prototipo del sensore e capire come può essere sviluppato per destinarlo poi ai sistemi di ricircolo.
Un lavoro, questo, in cui ha giocato un ruolo importante il ‘Nofima Centre for Recirculation in Aquaculture’ a Sunndalsøra, nel quale si è distinta la figura di Dag Egil Bundgaard che, insieme ai suoi colleghi, è riuscito a trasferire le conoscenze sul nuovo sistema di OXYGUARD, partner del consorzio; di fatto, ha in programma di prendere il prototipo e svilupparlo sull’aspetto marketing.

Il sensore può continuamente monitorare la qualità dell’acqua in sistemi a ricircolo, ed è un componente del sistema di misurazione in grado di misurare simultaneamente otto parametri. Pertanto, il personale degli impianti potrebbe ricevere continuamente on-line, attraverso uno schermo, il valore di nitriti, componenti complessivi di azoto, pH, salinità, livello di ossigeno, saturazione di anidride carbonica e la temperatura .

Nofima presenterà il sistema anche alla conferenza europea sull’ Acquacoltura a Rotterdam, il 22 ottobre.

 

Tags: acquacolturaNofima
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Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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