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Home Associazioni di categoria

Scognamiglio: impianti eolici marini scelta dannosa per ecosistema e pesca

Il presidente nazionale di Unci AgroAlimentare critica duramente la strategia energetica dell’UE: impianti eolici in mare aperto rischiano di compromettere ambiente, biodiversità e filiera ittica

Redazione by Redazione
20 Giugno 2025
in Associazioni di categoria, In evidenza, News, Pesca, Sostenibilità, Tecnologia, Unci AgroAlimentare
energia eolica in mare

energia eolica in mare

“L’installazione di impianti per l’energia eolica in mare appare un’ipotesi poco praticabile, con un notevole impatto sull’ambiente e che costituisce l’ennesimo problema scaricato sulla pesca e sui lavoratori del settore”.

Così Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale dell’Unci AgroAlimentare, a seguito del vertice tenutosi a Roma, presso la Direzione generale della Pesca, sulla questione delle infrastrutture eoliche.

“Mentre da anni – prosegue il dirigente dell’associazione di settore del mondo cooperativistico – si discute con toni molto critici dei parchi eolici sulla terra ferma, rispetto ai quali ad opporsi sono cittadini, enti locali e associazioni ambientaliste, a causa del notevole impatto che determinano sul paesaggio, delle potenziali implicazioni negative per la salute delle persone per effetto dell’inquinamento elettromagnetico ed acustico, come sostenuto da diversi studi scientifici, e del pericolo che costituiscono per la fauna aviaria, a fronte di una resa energetica ridotta e instabile, c’è chi immagina di poter incrementare la realizzazione di impianti offshore, non prendendo affatto in considerazione le eventuali ricadute negative di installazioni in mare aperto”.

“Da parte nostra – aggiunge Scognamiglio –  nessuna posizione pregiudiziale, ma non si può non rilevare che tutto ciò avviene in Italia dopo decenni di incalzante estensione delle superfici destinate a parchi eolici, con tutti i problemi indicati, che però riescono a soddisfare soltanto una minima parte delle esigenze energetiche della comunità, costituendo meno del 10% dell’intera produzione, nonostante gli ingenti finanziamenti di risorse pubbliche da parte dell’Unione europea, a copertura degli alti costi di installazione. L’Ue ora punta sulla realizzazione di nuovi e diffusi parchi eolici in mare, in nome della transizione ecologica, senza tener conto dei danni che provocherebbero alla flora e alla fauna marina, minando ancor più la biodiversità già compromessa a causa dell’inquinamento e dei rifiuti, ma anche dell’impatto sulle attività di pesca, sulle quali pesano già forti limitazioni, e sulle altre attività marine.
Una simile scelta sarebbe un’ulteriore tegola su un settore fortemente penalizzato, che svolge un ruolo fondamentale e troppo spesso sottovalutato per assicurare la varietà e la qualità della dieta alimentare delle famiglie e che rappresenta una risorsa economica e occupazionale significativa per le aree costiere e per il made in Italy in generale.
Sarebbe una iattura per l’Italia, ma anche per gli altri Paesi, se nel Mediterraneo si disseminassero impianti eolici, mentre altrove si sta mettendo in dubbio una simile strategia, anche per il problema dello smaltimento delle turbine da dismettere, la cui dimensione media è in costante aumento per ottimizzare la resa, costruite con materiali difficilmente riciclabili, e che durante il funzionamento rilasciano microplastiche contenenti Bisfenolo A nell’ambiente marino.
Appare quindi molto più sensato investire su fonti energetiche rinnovabili, con costi più ridotti, una resa superiore e maggiormente sostenibili, coerentemente con la necessità, da noi condivisa, di mettere in campo azioni efficaci per contrastare gli squilibri ambientali e climatici, così come la stessa Ue sostiene di voler fare”.

“Confidiamo pertanto – conclude Scognamiglio – in una valutazione sulla questione da parte del governo che sia adeguata, prudente e realmente lungimirante”.

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Tags: biodiversità marina eolicocritiche Unci eolicodanni pesca eolicoenergia rinnovabile sostenibileeolico offshore pescaimpatto ambientale energia eolicaScognamiglio Unci AgroAlimentaretransizione ecologica UE
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