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Il Regno Unito promuove il consumo di specie ittiche autoctone

Il Public Health England raccomanda il consumo regolare di due porzioni di pesce da 140 g a settimana

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
9 Giugno 2021
in In evidenza, Mercati, News, Nutrizione e salute, Pesca, Sostenibilità
Regno Unito specie ittiche autoctone

Seaspiracy, il discusso documentario che racconta a modo suo dell’impatto ambientale dell’industria della pesca, ha generato a livello globale una discussione sulla sostenibilità della vita marina nei nostri oceani

Nel Regno Unito in modo particolare nelle ultime settimane si sta ponendo l’attenzione sulle cinque principali specie ittiche che costituiscono l’80 per cento di quelle maggiormente consumate: merluzzo, eglefino, tonno, salmone e gamberi, si tratta per lo più di specie importate.

Love Seafood

Love Seafood è impegnata ad aumentare la consapevolezza dei britannici sulle dozzine di specie catturate nelle acque del Regno Unito.

“Sia in termini di nutrizione sia di ambiente, è la varietà delle specie ittiche che è importante”, afferma Juliette Kellow, dietista di  Love Seafood. “Ci sono così tante specie di pesci e crostacei provenienti dalle acque del Regno Unito che vengono tradizionalmente esportate ma che potrbbero fornire grandi benefici se incluse con maggiore frequenza nella nostra dieta”.

Dal nasello alla passera di mare, dall’aringa allo scampo, diverse specie di pesci offrono benefici per la salute grazie alle proteine e ai nutrienti presenti ​​in quantità.
Con l’alto contenuto di acidi grassi omega-3 a catena lunga acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), i pesci grassi hanno proprietà antinfiammatorie e il consumo regolare può aiutare ad abbassare il colesterolo LDL (il tipo cattivo) e i trigliceridi.

Public Health England

Il Public Health England (PHE) raccomanda il consumo regolare di due porzioni di pesce da 140 g a settimana di cui una di pesce azzurro e né il tonno fresco né quello in scatola contano per il consumo di quest’ultimo.

“Un paio di anni fa il PHE ha rivisto la sua guida e rimosso il tonno dall’elenco dei pesci raccomandati per il suo contenuto benefico di omega-3”, afferma Kellow. “Il tonno è buono, ma non contiene tanti grassi omega-3 come le altre specie”.

Via libera invece a sardine, aringhe, calamari e cozze consigliate dalla Shellfish Association of Great Britain come “la fonte più sostenibile di omega-3”.

Ottimo il consumo di scampi, sgombri ideali per la protezione del cuore e di granchio. La polpa di granchio è un’ottima fonte di proteine, ricca di zinco importante per la fertilità maschile,  contiene 12 volte il quantitativo di selenio, nutriente con un ruolo chiave nelle difese antiossidanti dell’organismo e nella protezione delle cellule, presente nella carne bovina.

Fonte: thetimes.co.uk

Tags: consumo di pescegranchioomega-3polpa di granchioprodotti itticiRegno Unito specie ittiche autoctonesettore ittico
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Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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