Il persico del Nilo è un pesce d’acqua dolce originario dei bacini del Nilo e del Niger. Nel 1960 è stato introdotto dall’uomo nel Lago Vittoria e da lì si è diffuso con estrema rapidità. Il persico del Nilo è un vorace predatore che può raggiungere i due metri di lunghezza.
Sottoposta a un forte e crescente sfruttamento degli stock ittici, la popolazione di persici del Nilo nel Lago Vittoria consta quasi esclusivamente di giovani animali. L’introduzione di questa specie di pesci predatori nel Lago Vittoria è stata aspramente criticata, in quanto ha generato mutamenti importanti per la fauna ittica locale e ha soppiantato numerose specie autoctone. Tuttavia, per alcune popolazioni locali, il persico del Nilo rappresenta un pesce sacro, che riesce a sfamare interi villaggi e i pescatori affrontano quotidianamente coccodrilli e ippopotami per poterlo pescare. L’interesse è tutto per le acque profonde e particolarmente ricche di pesce che circondano il Lago Vittoria. Mentre in altre zone del Lago, i pescatori sono alle prese con la sistematica diminuzione delle quantità e varietà delle specie ittiche, nelle zone del lago dove le acque sono più profonde, le reti si riempiono di sardine e giganteschi esemplari di persico del Nilo.
Le carni del persico del Nilo sono di colore rosato, poco saporite ma morbide, che lo rendono apprezzato localmente grazie alla poca presenza di spine. Facili da pulire, lavorare e cucinare, i filetti si prestano per panature, cotture al forno, alla griglia o in padella. Durante gli anni 50, il persico del Nilo fu introdotto nel lago nel tentativo di aumentare la produzione della pesca e combattere le sistematiche carestie che colpivano la popolazione locale.
L’operazione è stata devastante per l’ecosistema locale, che vide estinguersi molte delle specie di pesci ciclidi endemiche del lago causando un danno alla biodiversità ancora oggi difficilmente quantificabile a causa della mancanza di ricerca e di un attento monitoraggio locale. In più è andato rapidamente diminuendo l’iniziale e importante ritorno economico della pesca del persico, che negli ultimi anni ha subito un fenomeno di sovra pesca che ne ha ridotto le dimensioni medie dai 50 kg del 1980 ai 10 kg nel 1996.
Il persico del Nilo è un pesce di colore argento con sfumature blu, ha gli occhi neri con un anello color giallo intorno sull’esterno. Gli esemplari mediamente pesano dai due ai quattro chilogrammi ma sono stati catturati alcuni pesci che arrivano anche ad oltre 200 chilogrammi. Dalle notizie locali dei pescatori, possiamo affermare che il più grande persico del Nilo mai catturato pesava 232 chilogrammi. Le femmine sono, genericamente, più grandi rispetto ai maschi.
L’alimentazione del persico del Nilo è incentrata sulla caccia ad altri pesci, insetti, crostacei e molluschi. Il tipo di prede ingerite da questo pesce dipende dalle sue dimensioni e dalla disponibilità nell’habitat. I giovani persici del Nilo mangiano copepodi, gamberetti, piccoli pesci, gasteropodi e bivalvi, mentre i pesci adulti, vivendo in acque più profonde, mangiano maggiormente altri pesci ciclidi. Inoltre, qualche volta, mangiano anche lumache, molluschi e insetti. Più le dimensioni del persico del Nilo aumentano, più cacciano prede grandi.
Il pesce persico del Nilo agisce come un grande predatore nel suo habitat naturale e negli ambienti nei quali viene introdotto. Per le popolazioni e i villaggi ubicati lungo il corso del fiume di Uganda, Kenya e Tanzania, il persico del Nilo rappresenta un pesce importante e in alcune zone anche le comunità locali hanno accentrato la propria sopravvivenza sulla pesca di tale pesce e sulla vendita alle grandi industrie ittiche.











