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Le aree marine protette hanno successo solo se sono efficaci, giuste e durature

Un recente studio ha evidenziato come le più grandi aree marine protette (AMP) non stiano offrendo i benefici attesi per la biodiversità a causa dell'implementazione lenta delle strategie di gestione e della difficoltà nel limitare le attività umane più impattanti

Candida Ciravolo by Candida Ciravolo
14 Maggio 2024
in In evidenza, News, Sostenibilità
Le aree marine protette hanno successo solo se sono efficaci, giuste e durature

Le aree marine protette hanno successo solo se sono efficaci, giuste e durature

Le aree marine protette hanno successo solo se sono efficaci, giuste e durature – La biodiversità oceanica è fondamentale per la sopravvivenza umana: regola il clima, produce ossigeno e sostiene la catena alimentare, oltre a offrire risorse preziose per la medicina e l’industria. La presenza di un’ampia varietà di specie in un’area marina è cruciale per prevenire impatti negativi sull’ecosistema, che possono compromettere le risorse alimentari umane e la biodiversità stessa.

Un recente studio pubblicato su “Conservation Letters” dal Marine Conservation Institute di Seattle, guidato da Elizabeth Pike, ha evidenziato come le più grandi aree marine protette (AMP) non stiano offrendo i benefici attesi per la biodiversità a causa dell’implementazione lenta delle strategie di gestione e della difficoltà nel limitare le attività umane più impattanti.

Il World Database on Protected Areas, gestito dal World Conservation Monitoring Centre dell’UNEP, registra oltre 18.000 AMP che coprono circa 30 milioni di chilometri quadrati, pari al 7,3% degli oceani globali. Le 100 AMP più estese occupano quasi 26,3 milioni di Km², rappresentando quasi il 90% delle aree marine protette del pianeta. I ricercatori hanno valutato queste aree usando indicatori chiave di successo per la biodiversità, basandosi sui criteri del “The MPA Guide“, pubblicato su “Science” nel 2021.

Kirsten Grorud-Colvert, coautrice dello studio e dell’MPA Guide, sottolinea l’importanza delle AMP sane e biodiverse per i benefici umani e la mitigazione delle minacce agli ecosistemi marini. Tuttavia, il report rileva che molte delle più grandi AMP necessitano di un rafforzamento per ottenere benefici duraturi.

Mentre l’Unione Europea e il mondo intero mirano a proteggere almeno il 30% degli oceani entro il 2030, Grorud-Colvert ricorda che il raggiungimento di questo obiettivo richiede un miglioramento sia in quantità sia in qualità delle AMP. I risultati dello studio sollevano dubbi sull’efficacia degli attuali sforzi di conservazione.

Le AMP dovrebbero offrire benefici significativi per le persone, la natura e il pianeta, ma esiste un divario tra la copertura oceanica e l’efficacia delle protezioni. La “MPA Guide” collega i risultati della conservazione alle prove scientifiche, offrendo un quadro per valutare l’effettiva contribuzione delle AMP alla salvaguardia degli oceani.

L’analisi mostra che in un terzo delle aree dove sono state istituite le AMP sono permesse attività industriali dannose. Inoltre, un altro quarto delle AMP non ha ancora implementato misure di protezione concrete. Questa mancanza di gestione fa sì che queste aree non offrano reali benefici in termini di conservazione.

La filantropa Dona Bertarelli enfatizza l’importanza di aumentare la comprensione e il supporto per gli obiettivi globali, notando che le AMP efficaci possono offrire benefici significativi sia per l’umanità che per la natura. Lance Morgan, presidente del Marine Conservation Institute, sottolinea l’urgenza di designare e implementare aree di conservazione efficaci per rispettare l’impegno del Global Biodiversity Framework entro il 2030.

Questo studio non solo identifica le sfide ma propone anche un percorso chiaro per una protezione efficace e duratura dell’oceano, essenziale per un futuro resiliente e sostenibile.

Le aree marine protette hanno successo solo se sono efficaci, giuste e durature

Tags: AMPAree Marine Protettebiodiversità oceanosostenibilità
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Candida Ciravolo

Candida Ciravolo

Autrice Pesceinrete Candida Ciravolo collabora con Pesceinrete nella produzione di contenuti dedicati alla filiera ittica. I suoi articoli affrontano temi legati a mercati, imprese, sostenibilità, acquacoltura, eventi e trasformazioni del settore, con un taglio informativo pensato per rendere più chiari i cambiamenti che attraversano il comparto.

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Commenti 1

  1. Dick Bagnato says:
    2 anni fà

    Lo sforzo di pesca non è più da attribuirsi alla pesca che sono rimasti quattro gatti ma al diporto milioni di barche dai 5 ai 9 metri di lunghezza hanno distrutto il mare sotto costa.

    Rispondi

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