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A.M.A., finalmente si può parlare seriamente di ostriche

Quello delle ostriche italiane è un settore in crescita che merita un'IVA equa e il giusto riconoscimento come risorsa dell'acquacoltura nazionale

Redazione by Redazione
24 Marzo 2025
in Acquacoltura, Associazione Mediterranea Acquacoltori, Associazioni di categoria, In evidenza, Mercati, News, Sostenibilità
A.M.A., finalmente si può parlare seriamente di ostriche

A.M.A., finalmente si può parlare seriamente di ostriche

A.M.A., finalmente si può parlare seriamente di ostriche – Dopo essere stati travolti da luoghi comuni e preconcetti difficili da sradicare, finalmente, grazie anche all’intervento del Ministro Lollobrigida sulla necessità di adeguamento dell’IVA, dal 22% al 10%, possiamo affrontare il tema delle ostriche in modo serio e informato.
Le ostriche sono spesso considerate un alimento di lusso, riservato a occasioni speciali e a palati raffinati. Tuttavia, c’è molto di più da sapere su questi molluschi affascinanti. Innanzitutto, è importante sfatare alcuni miti comuni.
Pochi sanno che da circa 20 anni è stato avviato l’allevamento dell’ostrica a livello nazionale e negli ultimi anni, grazie all’affinamento delle tecniche di allevamento in sospensione, la produzione è in crescita esponenziale, per il 2025 si stimano oltre 600 ton di prodotto commerciale, di alta qualità e apprezzate anche all’estero.
Molti altri prodotti ittici spuntano prezzi alla produzione e al dettaglio di gran lunga più alti, ma con IVA al 10% invece del 20%. Un esempio eclatante, ma poco conosciuto, e che si commenta da solo riguarda il famoso e ricercato tartufo bianco d’Alba che alla produzione ha un’IVA al 5%.

“Siamo stanchi –  ribadisce il Presidente dell’Associazione Mediterranea Acquacoltori (A.M.A.) Federico Pinza – nel vedere sempre associata l’ostrica allo champagne, quando invece si dovrebbe associarla alle decine di imprese e micro-imprese che lavorano duro, che investendo con un elevato rischio di impresa e che contribuiscono alla diversificazione delle produzioni della molluschicoltura nazionale, in un momento particolarmente difficile per la predazione del granchi blu sulle vongole veraci di allevamento e per le alte mortalità di mitili allevate osservate a fine estate 2024”.

Nel contempo sorprende come, nelle ultime settimane, molti addetti del settore stanno rapidamente sostenendo l’adeguamento dell’IVA sulle ostriche, dopo anni di silenzio e immobilismo.

A.M.A. ha sempre creduto nelle potenzialità dell’ostricoltura nazionale e lo dimostrano i fatti facilmente documentabili:

  • 10 maggio 2014 Cesenatico – AMA è sponsor dell’evento l’ostricoltura – Stato dell’arte e prospettive in Italia -Aspetti tecnici e produttivi giornata di confronto
  • Commissione Agricoltura della Camera 2017 – Proposta congiunta AMA, API e ACI all’adeguamento dell’Iva sulle Ostriche al 10%
  • Aquafarm 2019 – Presso lo stand AMA sono stati invitati i tre principali produttori francesi di giovanili di ostrica concava, per consentire i necessari contatti con i produttori e allevatori italiani
  • Aquafarm 2024 – Presso lo Stand AMA sono stati invitati i principali produttori di ostriche nazionali ed è stato dato risalto all’evento nazionale a La Spezia “Italian Oyster Fest”
  • Commissione Agricoltura della Camera 2024 – Nuova richiesta AMA per l’adeguamento IVA sulle ostriche al 10%
  • Italian Oyster Fest -La Spezia – 2023-2024 – Ama è presente con uno stand e organizza workshop anche sullo sviluppo della produzione nazionale di ostriche
  • Commissione Agricoltura della Camera 2025 – Nuova richiesta AMA per l’adeguamento IVA sulle ostriche al 10%

 

A.M.A., finalmente si può parlare seriamente di ostriche

Tags: adeguamento IVA prodotti itticiAMA ostricoltura italianaIVA ostriche Italiamolluschicoltura nazionale e ostricheproduzione ostriche 2025 Italiasettore ostricoltura italiana 2024
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Commenti 1

  1. Lucio Grassia says:
    1 anno fà

    Soffocata inutilmente tutta la buona volontà di stare zitto, mi chiedo chi inconscientemente ha scelto quella pessima foto di ostriche di brutta estetica senza sapere né capire che sono bruttissime ostriche quasi sicuramente NON italiane probabilmente scarto francese. Posso affermare dopo decenni nel settore ostrica in Italia ed Estero , che quelle sono tra le più brutte ed anche invendibili in Nord Europa per chi rispetta le Norme che codificano l’aspetto della conchiglia .: un autogol già chi i miei ex Clienti di lanterne rideranno ma arrabbiati al vedere quelle orribili ciabatte di scarto altrui ! E se invece fossero ostriche italiane? Allora voi che avete da decenni il.mio numero di telefono , dite loro che mi chiamino e con piacere , il solito di sempre gratuitamente come a tutti, spiegherò o rispiegherò , come faccio dal 2009 , cosa fare e non fare per ottenere una conchiglia di forma armoniosa da vedere e dentro carne da mangiare. L’ostrica “prima si mangia con gli occhi ” per la sua bellezza e poi si mangia il frutto crudo o cotto o chissà …?….. Ciao. LG

    Rispondi

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