• HOME
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
giovedì 17 Settembre, 2026
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home In evidenza

Pubblicato il nuovo Piano Draghe per la pesca dei molluschi bivalvi

Regole confermate, gestione consortile e nuove criticità ambientali: cosa racconta davvero il nuovo quadro nazionale per vongole e fasolari

Tiziana Indorato by Tiziana Indorato
2 Gennaio 2026
in In evidenza, Istituzioni, Mercati, Nazionali, News, Sostenibilità
Piano Draghe 2025–2030

Il nuovo Piano nazionale di gestione delle draghe idrauliche arriva in una fase delicata per la pesca dei molluschi bivalvi in Italia. Dopo anni segnati da restrizioni normative, pressioni ambientali crescenti e crisi produttive localizzate, il documento adottato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste aggiorna il quadro regolatorio già definito nel 2019, fissando le regole per il periodo 2026–2030

Più che introdurre cambiamenti strutturali, il Piano consolida un modello gestionale che negli ultimi anni si è progressivamente affermato come riferimento per questo segmento della pesca italiana. Un modello costruito su regole stabili, responsabilità condivise e un forte coinvolgimento degli operatori attraverso i Consorzi di gestione.

Un sistema fondato sulla gestione compartimentale

Il Piano conferma l’impianto basato sui Consorzi di Gestione dei Molluschi Bivalvi, che operano su base compartimentale e rappresentano l’elemento centrale dell’organizzazione della pesca con draghe idrauliche. A questi organismi resta affidata la definizione operativa delle attività: dalle giornate di pesca alle chiusure temporanee, dalla rotazione delle aree alle attività di semina e ripopolamento.

La logica di fondo è quella di una gestione adattiva, costruita su caratteristiche biologiche ben precise. I molluschi bivalvi oggetto di pesca sono risorse poco mobili, legate al fondale dopo la fase larvale, e la loro disponibilità dipende in larga misura dalla qualità dell’habitat e dalla capacità di rigenerazione dei banchi. Per questo motivo, il Piano ribadisce l’importanza del monitoraggio scientifico continuo, svolto in collaborazione con istituti di ricerca individuati dai Consorzi stessi.

Continuità delle regole e controllo dello sforzo di pesca

Dal punto di vista operativo, il Piano Draghe 2025–2030 si colloca in una linea di forte continuità con il passato. Il numero delle imbarcazioni autorizzate resta fissato su base storica e non può essere aumentato né trasferito tra compartimenti marittimi. Si tratta di un numero chiuso che rappresenta uno dei principali strumenti di controllo dello sforzo di pesca.

Restano invariati anche i limiti quantitativi. La quantità massima giornaliera pescabile per imbarcazione è confermata a 400 kg, senza tolleranze, mentre l’attività settimanale non può superare le quattro giornate di pesca. A questi vincoli si affiancano ulteriori fermi, anche volontari, decisi dai Consorzi in funzione dello stato della risorsa e delle condizioni di mercato.

Il Piano sottolinea come la quantità pescata non debba essere interpretata esclusivamente come indicatore dello stato biologico dei banchi. Al contrario, viene riconosciuto il ruolo della regolazione dell’offerta come strumento per preservare la sostenibilità economica delle imprese, evitando squilibri che potrebbero incidere negativamente sul valore del prodotto.

Attrezzi, selettività e impatto ambientale

Un altro elemento rilevante riguarda l’evoluzione tecnica delle draghe idrauliche. Il Piano prende atto dei miglioramenti introdotti negli ultimi anni per aumentare la selettività degli attrezzi e ridurre l’impatto sul fondale e sul novellame. Modifiche alla struttura delle draghe, alla disposizione degli ugelli e alla gestione del flusso d’acqua sono state sperimentate e adottate in diversi compartimenti, spesso con il supporto di progetti finanziati attraverso fondi europei.

Questi interventi non vengono presentati come soluzioni definitive, ma come parte di un processo continuo di adattamento, necessario per mantenere la funzionalità degli habitat bentonici e la capacità produttiva delle aree di pesca nel medio-lungo periodo.

Il contesto ambientale e le criticità emergenti

Il Piano non ignora le difficoltà che il settore sta affrontando. In particolare, viene evidenziato l’impatto crescente di fattori ambientali esterni, come l’aumento della temperatura delle acque e la diffusione di specie alloctone invasive. Il caso del granchio blu rappresenta uno degli esempi più critici, soprattutto per alcune aree dell’Adriatico, dove la presenza della specie ha inciso pesantemente sulla disponibilità di vongole, arrivando in alcuni casi a compromettere intere stagioni produttive.

In questo scenario, il Piano inquadra anche le misure straordinarie di contenimento e le compensazioni economiche attivate per sostenere le imprese colpite, riconoscendo implicitamente i limiti di una gestione che, per quanto strutturata, deve confrontarsi con dinamiche ambientali sempre meno prevedibili.

Un documento di stabilizzazione, non di espansione

Nel complesso, il Piano Draghe 2025–2030 si configura come uno strumento di stabilizzazione. Non punta ad aumentare le capacità produttive del comparto, né ad allentare i vincoli esistenti. L’obiettivo è mantenere un equilibrio già fragile, preservando le condizioni minime per la continuità dell’attività di pesca e dell’occupazione ad essa collegata.

Per la filiera ittica, il documento rappresenta un riferimento importante perché mostra come, in questo segmento specifico, la sostenibilità venga declinata in termini concreti e operativi. Non come promessa di crescita, ma come gestione responsabile di una risorsa che, oggi più che mai, richiede attenzione, coordinamento e capacità di adattamento.

Tags: CoGeVodraghe idraulichefasolarigestione consortilegranchio bluMasafmolluschi bivalvisostenibilità pescaVongole
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Il 2025 del settore ittico: cosa resta, cosa cambia

Prossimo articolo

Tonno, i consumi in Europa tra stabilità apparente e cambiamenti silenziosi

Tiziana Indorato

Tiziana Indorato

Autrice Pesceinrete Tiziana Indorato scrive per Pesceinrete occupandosi di seafood, sostenibilità, mercati, innovazione e scenari internazionali. I suoi articoli seguono l’evoluzione della filiera ittica con attenzione ai cambiamenti ambientali, commerciali e regolatori che incidono sul lavoro delle imprese e sulla percezione del prodotto ittico.

Articoli Correlati

revisione della Politica comune della pesca

Politica comune della pesca, Strasburgo chiede una revisione mirata

by Davide Ciravolo
17 Settembre 2026

Il Parlamento europeo chiede una revisione "ambiziosa, mirata e tempestiva" della Politica comune della pesca. Gli obiettivi di sostenibilità restano...

pesce di lago nei menu

Pesce di lago, la riscoperta passa dalle antiche tecniche

by Mariella Ballatore
17 Settembre 2026

Il filo che unisce molti dei piatti di lago oggi presenti nei ristoranti non è soltanto la provenienza del pesce,...

Federpesca politiche UE pesca

Federpesca: bene il riconoscimento di von der Leyen, ma l’UE cambi rotta nelle politiche per la pesca

by Redazione
17 Settembre 2026

Federpesca accoglie positivamente il riconoscimento espresso da Ursula von der Leyen ai pescatori di Francia, Italia e Finlandia per la...

mercato baccalà 2026

Baccalà, nel 2026 il valore va spiegato meglio

by Alice Giacalone
17 Settembre 2026

Nel 2026 il mercato del baccalà è più selettivo: dopo un primo semestre debole, agosto ha segnato una ripresa dei...

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.







Articoli più letti

  • 10 pesci costosi e prelibati
  • Le specie di sarago del Mediterraneo
  • Pesci con più e meno mercurio
  • Molva, una ricchezza del Mare del Nord
  • Molluschi bivalvi: descrizione e caratteristiche
  • Congelare il tonno in scatola
  • Gattuccio e palombo, gli squali buoni da mangiare
  • Triglia: caratteristiche e proprietà nutrizionali
  • Mangiare il tonno crudo: vantaggi e pericoli
  • Sgombro e lanzardo, pesce azzurro per il cuore
Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura. In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

Newsletter

Categorie

  • News Ittico
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Associazioni di categoria
  • Sindacati
  • ONG
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas
  • Nutrizione e salute
  • Approfondimenti
  • Chi siamo
  • Policy editoriali
  • Partner
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Mappa del sito

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits

Pesceinrete
Gestisci Consenso

Usiamo cookie tecnici per far funzionare il sito, e cookie statistici (anche di terze parti) per capire come viene usato e migliorarlo. Puoi accettare tutto, rifiutare tutto o scegliere quali attivare — restando comunque libero di navigare senza restrizioni.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Personalizza
  • {title}
  • {title}
  • {title}
  • Home
  • Nutrizione e salute
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits