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Guerra con l’Iran: Hormuz sotto pressione e costi in aumento per il seafood

Rotte deviate, assicurazioni ritirate e noli in crescita: il conflitto in corso incide su energia, logistica e filiera ittica europea

Davide Ciravolo by Davide Ciravolo
3 Marzo 2026
in In evidenza, Mercati, News
Hormuz Strait seafood supply chain disruption

Hormuz Strait seafood supply chain disruption

Il commercio globale sta cambiando traiettoria nel punto più delicato del pianeta: lo Stretto di Hormuz. Con la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, diversi vettori marittimi hanno ridotto l’operatività nel Golfo o hanno ordinato alle navi di riposizionarsi verso aree di sicurezza. In parallelo, il settore assicurativo marittimo ha iniziato a ritirare o annullare coperture “war risk” per le acque del Golfo Persico e aree adiacenti, aumentando il livello di rischio operativo per gli armatori.

Hormuz non è un passaggio qualsiasi: da qui transita circa il 20% del petrolio mondiale. In seguito agli attacchi, i prezzi di petrolio e gas hanno reagito al rialzo, con il mercato che incorpora il rischio di una riduzione prolungata dei flussi energetici. Il primo impatto per la filiera ittica è diretto: quando il greggio sale, salgono i costi del gasolio marino e della logistica, e l’onda si propaga su trasformazione, refrigerazione e distribuzione.

Sul lato trasporti, alcune compagnie di navigazione hanno annunciato sospensioni, deviazioni e sovrapprezzi legati al conflitto, con incrementi che colpiscono anche i container refrigerati. Per il seafood la questione è centrale: tonno, gamberi tropicali, pesce bianco e numerose referenze congelate o trasformate dipendono dal trasporto reefer su lunghe distanze e da tempi di transito stabili. Quando la rotta si allunga o il costo del container aumenta, la pressione ricade su importatori e trasformatori, e in seconda battuta sul prezzo finale.

La crisi non riguarda solo il mare. Il cargo aereo sta subendo interruzioni e deviazioni lungo i corridoi tra Asia ed Europa. FedEx ha comunicato la sospensione temporanea dei servizi di ritiro e consegna in diversi Paesi del Medio Oriente, segnalando anche possibili allungamenti dei tempi di transito su altri mercati della regione. Per i prodotti freschi e premium che viaggiano in aereo, ogni ora conta: più tempo in transito significa più costo e più complessità nella gestione della qualità.

Il fronte assicurativo può amplificare ulteriormente l’effetto. La revoca delle coperture per rischio guerra rende più oneroso transitare e può spingere ulteriori navi a evitare l’area, riducendo capacità disponibile e alimentando volatilità sui noli. In scenari di instabilità prolungata, questo mix — energia, noli, assicurazioni — tende a scaricarsi su tutta la catena: dalla materia prima alla logistica, fino alla distribuzione.

Per il settore ittico europeo non è il momento delle previsioni “a sensazione”, ma del monitoraggio operativo. Tre indicatori meritano attenzione quotidiana: andamento del petrolio, livello dei surcharge sui container (con focus sui reefer), e disponibilità/costi del cargo aereo sulle direttrici Asia–Europa. In mercati interconnessi, una crisi in un collo di bottiglia logistico può entrare nei bilanci in pochi giorni, soprattutto per chi lavora su contratti spot, importazioni regolari e programmi di produzione basati su flussi puntuali.

La guerra con l’Iran sta mostrando un dato semplice: quando un’area strategica diventa instabile, l’effetto non resta confinato alla cronaca internazionale. Diventa costo, tempo, rischio. E, per chi opera nel seafood, diventa una variabile commerciale concreta.

 

Tags: assicurazioni marittimecargo aereofiliera itticaGolfo Persicoguerra Irannoli containerpetroliorotte commercialiseafood europeoStretto di Hormuz
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Davide Ciravolo

Davide Ciravolo

Autore Pesceinrete, retail ittico e mercati seafood Davide Ciravolo è autore Pesceinrete. Si occupa di mercati, distribuzione e scenari commerciali della filiera ittica, con particolare attenzione al rapporto tra prodotto, retail e consumi. La sua esperienza come ex buyer di Esselunga gli permette di osservare il settore seafood anche dal punto di vista della GDO e delle dinamiche di assortimento.

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