“Le preoccupazioni espresse da Bulgaria, Estonia, Italia, Lettonia e Portogallo sulla crisi energetica che sta colpendo pesca e acquacoltura sono pienamente condivisibili e risultano in linea con quanto AIC Pesca ha già rappresentato al Ministero nelle scorse settimane”. Così il presidente di AIC Pesca, Natale Amoroso, commenta il documento presentato in sede europea.
“Il rapido aumento del prezzo del gasolio – prosegue Amoroso – sta mettendo in seria difficoltà le nostre marinerie, incidendo direttamente sui redditi dei pescatori e sulla sostenibilità economica delle imprese. Un quadro che avevamo già evidenziato nelle interlocuzioni istituzionali, sottolineando il rischio concreto di riduzione delle uscite in mare e, nei casi più critici, della sospensione delle attività”.
Secondo AIC Pesca, la crisi in atto non riguarda soltanto i costi operativi, ma investe l’intera filiera ittica: “Si attiva una vera e propria reazione a catena che colpisce l’indotto, dalle attività portuali ai servizi logistici, fino alla tenuta occupazionale delle comunità costiere. Allo stesso tempo, l’instabilità dell’offerta rischia di favorire le importazioni da Paesi terzi, indebolendo ulteriormente il prodotto europeo”.
“Avevamo già rappresentato al Ministero – aggiunge Amoroso – l’urgenza di misure straordinarie e tempestive, indicando con chiarezza alcune priorità: sostegni diretti per compensare l’aumento dei costi energetici, interventi per l’ammodernamento delle flotte e per l’efficienza energetica, strumenti per rendere il settore più attrattivo per i giovani e garantire continuità produttiva alle imprese”.
“In ambito nazionale, il ricorso al credito d’imposta ha rappresentato un primo intervento utile, ma si tratta di un tampone che non può essere considerato risolutivo rispetto alla portata della crisi. L’Italia, da sola, non è nelle condizioni di colmare un divario così ampio e strutturale: proprio per questo diventa imprescindibile un’azione coordinata a livello europeo”.
“In questo senso, la richiesta avanzata dagli Stati membri di una maggiore flessibilità del FEAMPA rappresenta un passaggio fondamentale. Occorre mettere le imprese nelle condizioni di affrontare una fase straordinaria senza precedenti, evitando che una crisi congiunturale si trasformi in un danno strutturale”.
“Serve un intervento rapido e coordinato a livello europeo – conclude Amoroso – perché il comparto della pesca non può sostenere da solo l’impatto di shock energetici così intensi. Difendere oggi la sostenibilità economica del settore significa preservare un patrimonio produttivo, occupazionale e culturale essenziale per i nostri territori”.












