Il caro gasolio riporta la pesca italiana davanti a una questione urgente: non solo l’annuncio di nuove misure, ma la loro effettiva attuazione in tempi compatibili con la crisi che stanno vivendo le imprese. Dal recente tavolo convocato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste sono arrivate indicazioni attese dal comparto su credito d’imposta carburante, nuova misura FEAMPA, pagamenti degli arresti temporanei e sblocco delle graduatorie per gli arresti definitivi.
Il confronto, presieduto dal Sottosegretario Patrizio La Pietra, si è svolto in una fase di forte pressione per le marinerie. L’aumento del gasolio di bordo sta riducendo i margini delle imprese e, in alcuni casi, rende sempre più difficile programmare l’attività in mare. La protesta contro il caro carburante conferma un malessere che non riguarda soltanto il costo di una singola voce di bilancio, ma la sostenibilità complessiva dell’attività di pesca.
La misura più attesa riguarda il credito d’imposta sul carburante. Secondo quanto emerso dall’incontro, la piattaforma telematica per la presentazione delle domande dovrebbe aprire indicativamente dal 20 giugno e restare disponibile per trenta giorni, fino al 20 luglio. Le imprese potranno caricare le domande relative alle fatture del gasolio riferite al trimestre marzo-maggio 2026.
Il decreto, firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, è attualmente in fase di registrazione alla Corte dei Conti. Il beneficio potrà arrivare fino al 20%, entro il limite dello stanziamento complessivo previsto, pari a 10 milioni di euro. Sul piano procedurale, è stato indicato che per il credito d’imposta non dovrebbe essere richiesto il Durc, mentre il documento resterà necessario per accedere al premio relativo all’arresto definitivo.
Le organizzazioni della pesca hanno accolto positivamente il confronto, ma il punto centrale resta la rapidità dell’attuazione. La disponibilità delle risorse, in questa fase, non è un dettaglio amministrativo: per molte imprese significa poter sostenere i costi delle uscite, pagare equipaggi e fornitori, mantenere la continuità operativa e garantire l’approvvigionamento di prodotto ittico nazionale.
Tra le posizioni più articolate c’è quella di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, che ha partecipato al tavolo dopo aver trasmesso al Ministero un documento in undici punti sulle principali emergenze del comparto ittico nazionale.
“Registriamo con soddisfazione gli impegni assunti dal Sottosegretario La Pietra e dalla struttura del Ministero su alcuni dei dossier più urgenti per il settore”, ha dichiarato Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca. “In una fase segnata dall’esplosione dei costi energetici e da una forte tensione finanziaria per le imprese, la disponibilità di strumenti capaci di garantire liquidità rappresenta un segnale concreto e atteso dall’intera filiera”.
Il richiamo alla liquidità è il cuore del problema. Per le imprese della pesca, infatti, una misura produce effetti solo se diventa rapidamente accessibile. Quando i costi di esercizio crescono e la marginalità si riduce, ogni ritardo nelle procedure rischia di aumentare la fragilità finanziaria delle aziende.
Confcooperative Agroalimentare e Pesca ha richiamato anche i dati del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, secondo cui tra il 23 febbraio e il 25 maggio il prezzo del gasolio avrebbe registrato un aumento del 50%, con punte fino all’80% tra aprile e la prima settimana di maggio. Numeri che spiegano perché il dossier carburante sia diventato uno dei fronti più sensibili per la tenuta economica della flotta.
Anche Coldiretti Pesca, attraverso la responsabile nazionale Daniela Borriello, ha valutato positivamente l’annuncio sull’apertura della piattaforma per il credito d’imposta carburante, definendolo una misura attesa dalle imprese della pesca in una fase segnata dal forte incremento dei costi energetici, aggravato dalle tensioni internazionali e dalle incertezze dei mercati.
Per Coldiretti Pesca è positivo anche l’impegno del Ministero ad attivare entro luglio il nuovo intervento finanziato con risorse FEAMPA, che potrà garantire ulteriore sostegno alle marinerie in una fase particolarmente complessa. Allo stesso tempo, lo sblocco delle graduatorie per le demolizioni e l’accelerazione sui pagamenti degli arresti temporanei rappresentano segnali attesi dal settore.
“Ora è fondamentale continuare a tenere alta l’attenzione perché i problemi della pesca sono tanti e le nostre aziende sono giustamente preoccupate”, ha affermato Borriello. “È necessario che gli impegni annunciati vengano rispettati nei tempi indicati. I pescatori hanno bisogno di risposte rapide e di liquidità immediata per affrontare l’aumento dei costi e continuare a garantire occupazione, produzione e approvvigionamento di pesce nazionale”.
Accanto al credito d’imposta, il MASAF ha confermato il lavoro su una nuova misura finanziata con risorse FEAMPA, costruita sul modello dell’intervento emergenziale già utilizzato per fronteggiare gli effetti della crisi ucraina. L’obiettivo è mettere a disposizione circa 70 milioni di euro per pesca e acquacoltura. Il provvedimento dovrà ottenere il via libera della Conferenza Stato-Regioni e sarà poi attuato attraverso bandi gestiti dalle singole Regioni, con avvio previsto entro luglio una volta completate le procedure amministrative.
La rimodulazione dei fondi risponde anche alla necessità di sostenere le amministrazioni regionali che hanno già esaurito le proprie disponibilità finanziarie. Per pesca e acquacoltura il passaggio è rilevante, perché consente di lavorare a una risposta più ampia rispetto agli effetti della crisi internazionale, in un quadro in cui le imprese chiedono strumenti chiari, finanziati e rapidamente accessibili.
Un altro capitolo riguarda gli arresti temporanei. Secondo quanto comunicato nel corso del tavolo, gli uffici ministeriali puntano a emanare il bando per il fermo 2025 entro la fine di luglio. Per le annualità precedenti, il 2023 risulterebbe liquidato al 90%, mentre i primi pagamenti riferiti al 2024 sono attesi nei prossimi giorni. L’obiettivo indicato è arrivare entro il 2026 alla liquidazione di tutte le pratiche pendenti fino all’annualità 2025.
Sul fronte degli arresti definitivi, le ultime graduatorie mancanti, relative alle GSA 9 e 17, dovrebbero andare in registrazione all’Ufficio Centrale del Bilancio, con successivo avvio delle liquidazioni. Anche questo passaggio è atteso da molte imprese, perché consente di chiudere percorsi amministrativi rimasti aperti e di programmare con maggiore chiarezza le scelte economiche collegate alla demolizione.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema degli ammortizzatori sociali. Il Sottosegretario La Pietra ha confermato l’impegno a rendere effettivamente applicabile la CISOA ai lavoratori marittimi attraverso le necessarie modifiche normative. È una richiesta sostenuta da tempo dal mondo cooperativo, affinché lo strumento possa rispondere alle specificità della pesca, comprese le interruzioni dell’attività legate al fermo obbligatorio e non obbligatorio.
Il quadro, però, resta più ampio del solo caro carburante. Confcooperative Agroalimentare e Pesca ha richiamato l’attenzione anche sulla riduzione delle giornate di pesca in Adriatico, sulla concorrenza delle flotte extra-UE nel Canale di Sicilia e sulle difficoltà gestionali che interessano diverse marinerie dello Ionio e del Tirreno. Questioni diverse, ma riconducibili a un’esigenza comune: garantire sostenibilità economica, tutela del lavoro e continuità produttiva.
“Le misure annunciate vanno nella direzione auspicata dal settore”, ha sottolineato Tiozzo, “ma resta indispensabile intervenire rapidamente per garantire la tenuta economica delle imprese e la salvaguardia dell’occupazione. La crisi energetica continua, infatti, a incidere pesantemente sulla sostenibilità delle attività di pesca e sulla capacità delle imprese di programmare il proprio futuro”.
Anche Legacoop Agroalimentare, con il presidente Cristian Maretti, ha espresso una valutazione positiva della convocazione e dei temi affrontati, auspicando uno sforzo amministrativo straordinario per dare risposte nel più breve tempo possibile alle marinerie. Una posizione che conferma come le principali rappresentanze del settore convergano su un punto: ridurre la distanza tra decisioni annunciate, procedure amministrative e disponibilità effettiva delle risorse.
Il tavolo MASAF rappresenta dunque un passaggio importante, ma la verifica arriverà nelle prossime settimane. L’apertura effettiva della piattaforma, la pubblicazione dei bandi FEAMPA, la registrazione delle graduatorie e l’avvio dei pagamenti diranno se gli impegni assunti riusciranno a incidere concretamente sulla condizione delle imprese.
Per la pesca italiana il fattore tempo è ormai decisivo. Il caro gasolio pesa sui bilanci, ma soprattutto sulla possibilità stessa di lavorare. Le misure annunciate vanno nella direzione attesa dal settore; ora la partita si sposta sull’attuazione. Liquidità, tempi certi e procedure rapide sono le condizioni necessarie per evitare che l’emergenza si traduca in nuova perdita di capacità operativa, occupazione e produzione nazionale.
















