• HOME
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
mercoledì 16 Settembre, 2026
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home Istituzioni Europee

Kadis e la pesca italiana, il valore dell’ascolto si misura nelle decisioni

Diciotto mesi dopo il confronto con la marineria di San Benedetto del Tronto, il Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani torna nei porti italiani. La Sicilia offre oggi un nuovo banco di prova: capire quanto la conoscenza diretta dei territori riesca davvero a lasciare una traccia nelle politiche che Bruxelles sta costruendo.

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
14 Settembre 2026
in Europee, In evidenza, Istituzioni, News, Pesca, Sostenibilità
Kadis e la pesca italiana

Kadis e la pesca italiana

La visita di Costas Kadis in Sicilia porta il Commissario europeo dentro alcuni dei nodi più complessi della pesca mediterranea. Il suo valore, però, non può essere misurato durante il tour. Nel marzo 2025 Kadis spiegò che conoscere direttamente le realtà locali serviva a orientare meglio le politiche europee. Oggi, con la Politica comune della pesca già sottoposta a valutazione e la Vision 2040 in preparazione, la questione diventa concreta: quanto di ciò che Bruxelles ascolta nei porti riesce a diventare riconoscibile nelle decisioni?

Portare un Commissario europeo nei porti, davanti alle flotte e alle comunità che vivono quotidianamente gli effetti delle politiche dell’Unione significa aggiungere alla lettura dei dossier la conoscenza diretta dei territori.

È questo il valore immediato della presenza di Costas Kadis in Sicilia.

La pesca mediterranea concentra nello stesso spazio sostenibilità delle risorse, redditività delle imprese, capacità della flotta, costi operativi, ricambio generazionale, concorrenza internazionale e futuro delle comunità costiere. Questioni che nei documenti possono essere affrontate separatamente, ma che nella vita di un’impresa incidono contemporaneamente sulla stessa attività.

Vederle da vicino conta.

Il punto decisivo viene dopo: capire se quella conoscenza contribuisca a precisare, modificare o arricchire le politiche che seguiranno.

È qui che il precedente italiano di Kadis acquista interesse. Non per stabilire se una visita sia stata utile o inutile, ma per porre una domanda più rigorosa: come si misura l’effetto dell’ascolto istituzionale?

Dalle Marche alla Sicilia, il significato dell’ascolto

Nel marzo 2025 Kadis compì la sua prima visita ufficiale in Italia. Dopo gli incontri istituzionali a Roma raggiunse San Benedetto del Tronto insieme al ministro Francesco Lollobrigida per confrontarsi direttamente con una delle principali realtà pescherecce dell’Adriatico.

Il Commissario indicò allora con chiarezza il significato di quel confronto: conoscere problemi, opportunità e caratteristiche dei territori era necessario per “orientare al meglio le politiche europee”.

Quella dichiarazione offre oggi un criterio con cui leggere anche la missione siciliana.

Da allora il quadro europeo è avanzato. Il Patto europeo per gli oceani è stato adottato, la Commissione ha completato la valutazione della Politica comune della pesca e sta preparando una Vision 2040 per pesca e acquacoltura destinata a definire una prospettiva di lungo periodo per il settore.

Rimane però difficile stabilire quale parte dell’ascolto avvenuto nelle Marche sia confluita concretamente in questi processi.

Nella documentazione pubblicamente disponibile non emerge un provvedimento europeo specificamente riconducibile alla visita di San Benedetto del Tronto.

Questo non dimostra che quell’incontro non abbia prodotto effetti.

Né sarebbe ragionevole aspettarsi che una singola missione territoriale generi, da sola, un atto europeo riconoscibile.

Mostra però qualcosa di importante: il passaggio tra ascolto e decisione è molto meno visibile dell’ascolto stesso.

Ed è precisamente qui che nasce l’interrogativo che oggi ci riguarda.

Ascoltare non significa accogliere, ma deve lasciare una traccia

A San Benedetto del Tronto, di fronte alle preoccupazioni del settore, Kadis ribadì che le decisioni sulla gestione della pesca devono poggiare sulle evidenze scientifiche e sullo stato degli stock, richiamando nello stesso tempo la necessità di tenere insieme tutela dell’ecosistema e sostenibilità economica delle comunità.

È un punto essenziale.

Ascoltare una marineria non significa trasformarne automaticamente le richieste in una decisione europea.

La politica comune deve comporre dati scientifici, conservazione delle risorse, condizioni economiche e sociali, sicurezza alimentare, interessi differenti e obblighi internazionali.

Pretendere una corrispondenza diretta tra ogni istanza avanzata in un porto e una successiva misura di Bruxelles sarebbe quindi semplicistico.

La domanda corretta è un’altra: quanto è leggibile il percorso compiuto da ciò che viene ascoltato?

Quali elementi emersi dai territori contribuiscono a modificare una valutazione? Quali vengono accolti? Quali non possono esserlo? Quali problemi generano nuovi strumenti? Quali restano aperti?

Non si tratta di chiedere che Bruxelles dia ragione a chi parla.

Si tratta di poter comprendere che cosa Bruxelles faccia di ciò che ascolta.

È una distinzione importante anche perché la stessa Commissione attribuisce un ruolo esplicito al confronto con gli stakeholder. Nel percorso verso la Vision 2040 per pesca e acquacoltura, i contributi raccolti dovranno concorrere alla costruzione della strategia insieme al dialogo su competitività, level playing field, sicurezza alimentare, conservazione delle risorse e transizione delle comunità costiere.

L’ascolto, dunque, non è un elemento accessorio del processo.

Proprio per questo può essere legittimamente osservato anche nei suoi esiti.

La Sicilia arriva mentre l’Europa sta tracciando il futuro della pesca

La tempistica rende la missione siciliana particolarmente significativa.

La Commissione ha ormai completato la valutazione della Politica comune della pesca, registrando progressi ma anche criticità ancora aperte.

La gestione basata sulla scienza e la riduzione della pressione su numerosi stock rappresentano risultati da riconoscere. Allo stesso tempo, il quadro europeo continua a evidenziare difficoltà economiche, problemi di ricambio generazionale, dipendenza energetica, esigenze di modernizzazione e una dimensione socioeconomica che resta centrale per la tenuta del settore.

Uno studio pubblicato nell’aprile 2026 sulla capacità e sulla sostenibilità della flotta europea aggiunge altri elementi: aumento dei costi operativi, volatilità dei mercati, invecchiamento delle imbarcazioni e della forza lavoro e necessità di investimenti.

La diagnosi, quindi, non arriva soltanto dalle marinerie.

Una parte delle criticità che il settore porta ai tavoli istituzionali è riconosciuta dalle stesse analisi europee.

Ed è questo che rende particolarmente delicato il passaggio dalla diagnosi alla politica.

La sostenibilità biologica resta un presupposto irrinunciabile. Senza stock in salute non esiste futuro per la pesca.

Ma nemmeno gli stock in salute, da soli, garantiscono l’esistenza di una pesca europea.

Servono imprese economicamente sostenibili, lavoratori, competenze, investimenti, sicurezza, ricambio generazionale e comunità capaci di continuare a esercitare l’attività.

Non sono obiettivi alternativi alla conservazione.

Sono parte dello stesso problema di lungo periodo.

Nel Mediterraneo questa relazione incontra una complessità ulteriore.

Le flotte dell’Unione operano in un bacino condiviso con Paesi terzi; gli stock superano i confini amministrativi; imprese e prodotti competono sugli stessi mercati senza essere necessariamente sottoposti alle medesime condizioni normative.

Non a caso il tema del level playing field (condizioni di concorrenza eque) compare anche nel percorso europeo verso il 2040.

La questione diventa allora più ampia della singola misura di gestione:

come tenere insieme sostenibilità delle risorse, competitività delle imprese e permanenza delle attività produttive europee nello stesso mare?

La verifica comincia dopo la visita

È difficile immaginare una fase più appropriata per conoscere direttamente il Mediterraneo.

Ma proprio perché Bruxelles sta tracciando il futuro della pesca, l’ascolto non può essere considerato un risultato in sé.

Nessuna decisione europea complessa nasce da una sola visita e sarebbe improprio cercare una relazione causale diretta tra un incontro in un porto e un successivo atto della Commissione.

La verifica è diversa.

Bisognerà osservare se le politiche future sapranno leggere meglio le specificità dei diversi bacini; se modernizzazione della flotta e ricambio generazionale saranno affrontati come componenti della sostenibilità; se il rapporto con i Paesi terzi troverà strumenti capaci di coniugare apertura del mercato e condizioni di concorrenza più equilibrate; se dimensione biologica, economica e sociale riusciranno a dialogare maggiormente dentro le decisioni.

E bisognerà capire quale spazio avranno pesca, acquacoltura e comunità costiere nel futuro quadro finanziario europeo, tema già al centro del confronto sul post-2027 approfondito da Pesceinrete.

È lì che potrà essere cercato, eventualmente, anche il valore della missione siciliana.

Una visita istituzionale non è di per sé un risultato. Può essere una parte del processo che conduce a un risultato.

Può aumentare la conoscenza. Può correggere una percezione. Può mettere un decisore davanti a problemi che un dossier restituisce soltanto in parte. Può avvicinare chi costruisce una politica a chi ne sperimenta quotidianamente gli effetti.

Tutto questo ha valore.

Il compito dell’osservatore viene dopo: verificare se quel valore sia riuscito a trasferirsi nelle scelte.

Nel marzo 2025 Kadis disse che conoscere direttamente le realtà locali era essenziale per orientare meglio le politiche europee.

È probabilmente il criterio più corretto con cui leggere anche la sua presenza in Sicilia.

Non serve celebrarla. Non serve neppure anticiparne un giudizio negativo. Serve ricordarla quando arriveranno le decisioni.

Perché allora la domanda più interessante non sarà se Costas Kadis sia stato in Sicilia.

Sarà capire se, nelle politiche europee che verranno, sarà possibile riconoscere che in Sicilia c’è stato davvero.

Tags: Diciotto mesi dopo il confronto con la marineria di San Benedetto del Tronto
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Glassatura del pesce surgelato, cos’è e come incide sul peso netto

Prossimo articolo

Mitilicoltura 2026: A.M.A. conferma la crisi da caldo estivo e chiede dati certi per tutelare le imprese

Mariella Ballatore

Mariella Ballatore

Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

Articoli Correlati

Filetti di salmone norvegese fresco

Salmone norvegese: l’innovativo modello che conquista il mercato

by Redazione
16 Settembre 2026

Dal sushi alla cucina di casa, il salmone norvegese è entrato stabilmente nelle abitudini alimentari di milioni di persone. La...

marcatori genetici per le vongole

Vongole, un nuovo strumento genetico per selezione e tutela

by Tiziana Indorato
16 Settembre 2026

Un gruppo internazionale di ricerca ha sviluppato il primo pannello genomico a media densità destinato contemporaneamente alla vongola verace filippina...

pianificazione dello spazio marittimo

Pianificazione dello spazio marittimo, l’UE prepara una gara da 3,6 milioni

by Candida Ciravolo
15 Settembre 2026

La Commissione europea prepara una gara da 3,6 milioni di euro per il nuovo ciclo del meccanismo di assistenza alla...

import italiano di pesci lavorati

Pesci lavorati, l’import italiano supera 3,2 miliardi nel 2025

by Luca Di Noto
15 Settembre 2026

Nel 2025 l’Italia ha importato pesci lavorati per 3,204 miliardi di euro, il 6% in più rispetto all’anno precedente. Le...

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.







Articoli più letti

  • 10 pesci costosi e prelibati
  • Le specie di sarago del Mediterraneo
  • Pesci con più e meno mercurio
  • Molva, una ricchezza del Mare del Nord
  • Molluschi bivalvi: descrizione e caratteristiche
  • Congelare il tonno in scatola
  • Gattuccio e palombo, gli squali buoni da mangiare
  • Triglia: caratteristiche e proprietà nutrizionali
  • Mangiare il tonno crudo: vantaggi e pericoli
  • Sgombro e lanzardo, pesce azzurro per il cuore
Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura. In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

Newsletter

Categorie

  • News Ittico
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Associazioni di categoria
  • Sindacati
  • ONG
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas
  • Nutrizione e salute
  • Approfondimenti
  • Chi siamo
  • Policy editoriali
  • Partner
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Mappa del sito

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits

Pesceinrete
Gestisci Consenso

Usiamo cookie tecnici per far funzionare il sito, e cookie statistici (anche di terze parti) per capire come viene usato e migliorarlo. Puoi accettare tutto, rifiutare tutto o scegliere quali attivare — restando comunque libero di navigare senza restrizioni.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Personalizza
  • {title}
  • {title}
  • {title}
  • Home
  • Nutrizione e salute
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits