La Commissione europea ha approvato un regime di aiuti di Stato da 20 milioni di euro finanziato dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia per sostenere le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura colpite dall’aumento dei costi causato dalla crisi in Medio Oriente. Per pesca e acquacoltura gli aiuti saranno collegati ai consumi stimati di carburante, con un tetto di 50.000 euro per impresa. La misura resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026. Non è stata ancora comunicata la quota della dotazione complessiva riservata alla filiera ittica.
Aiuti fino a 50.000 euro per le imprese ittiche
Il via libera di Bruxelles consente al Friuli Venezia Giulia di intervenire a sostegno delle attività che stanno subendo gli effetti del rincaro dei carburanti. Il regime da 20 milioni di euro non è destinato esclusivamente alla filiera ittica, ma comprende anche le aziende agricole, per le quali sono considerati pure i maggiori costi dei fertilizzanti.
Per le imprese attive nella produzione primaria dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, l’importo sarà determinato sulla base di stime del consumo di carburante. Il sostegno potrà essere concesso attraverso sovvenzioni dirette oppure prestiti agevolati e non potrà superare i 50.000 euro per beneficiario.
Il comunicato della Commissione europea non indica, al momento, come saranno ripartite le risorse tra agricoltura, pesca e acquacoltura. Non sono precisati neppure i termini per la presentazione delle richieste, i periodi di consumo presi in considerazione o la documentazione che dovrà essere prodotta.
Il via libera europeo è il primo passaggio
L’approvazione della Commissione autorizza la Regione a concedere gli aiuti, ma non equivale ancora all’apertura delle domande. Per gli operatori saranno quindi decisivi gli atti regionali che dovranno stabilire criteri, procedure e modalità di erogazione.
Tra gli aspetti da chiarire figurano il metodo utilizzato per stimare i consumi di carburante, le spese ammissibili, i requisiti richiesti alle imprese e l’eventuale applicazione di coefficienti differenziati in base alle attività svolte.
La scelta di utilizzare anche indicatori indiretti consente di costruire una procedura potenzialmente più semplice rispetto a una verifica puntuale di ogni maggiore costo sostenuto. L’effettiva accessibilità della misura dipenderà però dalle regole operative adottate dalla Regione.
Il regime rientra nel nuovo quadro METSAF
Il piano del Friuli Venezia Giulia è stato approvato nell’ambito del Middle East Crisis Temporary State Aid Framework, il quadro temporaneo di aiuti di Stato per la crisi in Medio Oriente, indicato con l’acronimo METSAF.
Adottato dalla Commissione europea il 29 aprile 2026, il METSAF permette agli Stati membri di sostenere temporaneamente i settori più esposti agli aumenti dei prezzi dei carburanti, dei fertilizzanti e dell’energia. Il quadro riguarda le imprese agricole, della pesca e alcuni comparti dei trasporti e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026.
Le sue regole prevedono due principali possibilità: compensare fino al 70% dei maggiori costi di carburante e fertilizzanti verificati direttamente presso il beneficiario, senza un limite massimo prestabilito, oppure riconoscere fino a 50.000 euro per i maggiori costi del carburante stimati attraverso indicatori pertinenti.
Il Friuli Venezia Giulia ha scelto questa seconda impostazione per pesca e acquacoltura, fissando quindi il limite di 50.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria.
Una misura distinta dagli altri sostegni al carburante
La Commissione ha valutato il regime sulla base delle norme europee in materia di aiuti di Stato, in particolare dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e delle sezioni 1 e 2.1 del METSAF.
Secondo Bruxelles, la misura è necessaria, appropriata e proporzionata per sostenere le attività economiche interessate, senza alterare gli scambi in misura contraria all’interesse comune. Il procedimento europeo è identificato con il numero SA.123315.
Il nuovo intervento regionale si colloca accanto alle misure già adottate a livello nazionale contro il caro energia. Tra queste rientra il credito d’imposta del 20% sul carburante acquistato dalle imprese della pesca nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, finanziato con una dotazione di 10 milioni di euro.
Si tratta però di strumenti differenti per fonte, modalità di calcolo e gestione. Prima di considerare utilizzabili congiuntamente le due agevolazioni sarà quindi necessario attendere le indicazioni contenute nei provvedimenti regionali.
Per le imprese del Friuli Venezia Giulia, il valore concreto del regime dipenderà adesso dalla velocità con cui saranno definite le procedure. Con una scadenza fissata al 31 dicembre 2026, tempi chiari e modalità semplici di accesso saranno determinanti per trasformare l’autorizzazione europea in un sostegno effettivo alla pesca e all’acquacoltura.











