Bruxelles ha autorizzato il Friuli Venezia Giulia a utilizzare 20 milioni di euro di risorse regionali per sostenere le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura colpite dall’aumento dei costi. Per il comparto ittico sono previsti contributi e prestiti agevolati fino a 50.000 euro per beneficiario, calcolati sui consumi stimati di carburante.
L’Europa autorizza, la Regione finanzia
Il punto politico sottolineato dall’eurodeputata della Lega Anna Maria Cisint e dall’assessore regionale Stefano Zannier è netto: i 20 milioni non arrivano dall’Unione europea.
La Commissione ha verificato la compatibilità del regime con le norme sugli aiuti di Stato, consentendo alla Regione di attivare risorse già stanziate nel proprio bilancio.
Secondo Cisint, si tratta della prima autorizzazione concessa a una Regione europea nell’ambito del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato adottato per fronteggiare gli effetti economici della crisi in Medio Oriente.
Cisint: “Risultato del lavoro comune”
“È un risultato concreto, frutto del lavoro svolto in questi mesi dalla Lega a Bruxelles e in Friuli Venezia Giulia”, afferma Cisint.
L’eurodeputata riferisce di avere portato all’attenzione della Commissione le difficoltà dei settori maggiormente esposti all’aumento dei costi di carburanti e fertilizzanti. Parallelamente, la Regione, con il presidente Massimiliano Fedriga e l’assessore Stefano Zannier, ha predisposto la misura successivamente autorizzata da Bruxelles.
“Essere la prima Regione in Europa a ottenere questa autorizzazione conferma la capacità del Friuli Venezia Giulia di fare da apripista anche in sede europea”, aggiunge Cisint.
La Commissione europea ha ritenuto l’intervento necessario, adeguato e proporzionato rispetto agli effetti della crisi sui comparti interessati.
Per pesca e acquacoltura aiuti fino a 50.000 euro
Per le imprese della pesca e dell’acquacoltura, gli importi saranno determinati in base ai consumi stimati di carburante. Il sostegno potrà essere erogato attraverso contributi a fondo perduto o prestiti agevolati, entro il limite di 50.000 euro per beneficiario.
Il quadro tecnico del regime regionale prevede che gli aiuti siano concessi entro il 31 dicembre 2026. La dotazione complessiva riguarda però anche il settore agricolo e non è stata ancora indicata la quota riservata specificamente a pesca e acquacoltura.
La partita si sposta sulle procedure
L’autorizzazione europea rende possibile l’intervento, ma non apre automaticamente le domande.
Serviranno ora gli atti regionali con i criteri di accesso, le modalità di calcolo dei consumi, la documentazione richiesta e le scadenze per presentare le istanze.
Il risultato istituzionale è stato raggiunto. Per le imprese ittiche, quello concreto dipenderà dalla rapidità con cui i 20 milioni saranno trasformati in aiuti effettivamente accessibili.













