Mentre l’acquacoltura globale entra nel vivo di un 2026 dominato dalla digitalizzazione e dalla trasparenza, BioMar Group delinea una strategia di crescita che punta a ridefinire gli equilibri della nutrizione ittica. Con lo sguardo rivolto a una potenziale IPO (Initial Public Offering – Offerta Pubblica Iniziale) e una forte spinta sulla Ricerca e Sviluppo, il colosso danese si posiziona come protagonista di una transizione che unisce efficienza produttiva e responsabilità ambientale.
Il Gambero come motore della crescita internazionale
Il 2026 segna un punto di svolta per il segmento dei gamberi, individuato da BioMar come il principale driver di espansione in America Latina e nei mercati asiatici. In Ecuador, Costa Rica, Cina e Vietnam, l’azienda sta implementando tecnologie avanzate di monitoraggio e formulazioni mangimistiche basate sui Big Data. L’obiettivo è duplice: migliorare l’efficienza alimentare e garantire la resilienza in un mercato globale sempre più volatile.
La sfida delle certificazioni: la strategia per il Mediterraneo
Se la competizione sulla sostenibilità in Italia ha già visto traguardi importanti da parte dei player locali, BioMar risponde su scala europea. La piena operatività degli stabilimenti certificati ASC Feed di Brande (Danimarca) e Nersac (Francia) — traguardi consolidati nel corso del 2025 — rappresenta oggi un asset fondamentale per servire il mercato italiano.
Queste strutture sono state strategicamente potenziate per rifornire gli allevatori italiani:
- Settore acque dolci: lo stabilimento danese è il fulcro per la fornitura di mangimi certificati per la troticoltura.
- Settore marino: l’impianto francese garantisce mangimi ASC per tutte le fasi di vita di orate e branzini.
Questa rete internazionale permette agli acquacoltori italiani di allinearsi alle richieste sempre più stringenti del retail e dei consumatori, garantendo una tracciabilità totale e riducendo i rischi lungo la catena di approvvigionamento.
Innovazione e proteine alternative
Oltre alle certificazioni, il 2026 di BioMar è caratterizzato dall’accelerazione sull’uso di materie prime non convenzionali. L’uso di proteine monocellulari, farine di insetti e fonti alternative di EPA/DHA non è più una sperimentazione, ma una realtà industriale. Secondo l’AD Carlos Diaz, la collaborazione con la comunità scientifica e la grande distribuzione è la chiave per creare marchi ittici che sappiano comunicare valore nutrizionale e sicurezza alimentare.
Il dinamismo di BioMar conferma dunque che la competizione nel settore del feed non si gioca più solo sulla prossimità territoriale, ma sulla capacità di offrire garanzie globali e innovazione scientifica costante.
Per le aziende che operano in Italia, la sfida è mantenere il primato della qualità in un mercato dove player internazionali stanno alzando l’asticella delle certificazioni e della complessità tecnologica. Chi saprà narrare meglio questa evoluzione conquisterà la fiducia di un mercato che non ammette zone d’ombra.












