• HOME
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
giovedì 17 Settembre, 2026
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home Istituzioni Europee

Pesca Ue, il 17 marzo a Bruxelles si aprono i dossier più sensibili per il settore

Cormorani, accordi con Paesi terzi e fondi 2028-2034: a Bruxelles la Commissione pesca del Parlamento europeo affronta dossier destinati a incidere sul futuro del comparto

Tiziana Indorato by Tiziana Indorato
13 Marzo 2026
in Europee, Istituzioni, News, Pesca, Sostenibilità
commissione Pesca Parlamento europeo

Il 17 marzo la Commissione pesca del Parlamento europeo tornerà a riunirsi a Bruxelles con un’agenda che mette insieme alcuni dei temi più delicati per la filiera: la gestione dei cormorani, gli accordi di pesca con Paesi terzi e il nuovo quadro delle risorse europee per il periodo 2028-2034. Sul tavolo arriveranno anche le proposte per i progetti pilota e le azioni preparatorie del bilancio Ue 2027, ma il cuore politico della giornata sarà soprattutto in quei dossier destinati a orientare le scelte future su pesca, acquacoltura e politiche marittime.

Tra i passaggi più attesi della mattinata c’è il confronto sulla gestione dei cormorani, un tema che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nel dibattito europeo. In molte aree continentali, soprattutto dove insistono impianti di acquacoltura, lagune, valli e sistemi di pesca interna, la pressione esercitata da questa specie è diventata un fattore economico e produttivo che non può più essere trattato come questione marginale. Il tema coinvolge la tutela della fauna selvatica, la protezione degli stock ittici e la sostenibilità delle attività che vivono di equilibrio tra ambiente e produzione.

La difficoltà, oggi, sta proprio qui: tenere insieme protezione della specie e salvaguardia delle imprese. L’Europa continua a confrontarsi con approcci nazionali molto diversi, mentre cresce la richiesta di una linea più armonizzata e più solida sul piano tecnico e scientifico. Il fatto che la questione approdi ancora una volta al centro dei lavori parlamentari segnala con chiarezza che il problema è uscito dalla dimensione locale per entrare stabilmente nella sfera delle priorità politiche.

Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà sul protocollo di attuazione dell’accordo di partenariato sostenibile sulla pesca tra Unione europea e Isole Cook per il periodo 2025-2032. La commissione esaminerà la bozza di raccomandazione relativa al dossier, che riguarda l’accesso della flotta europea a risorse tonniere in un’area strategica del Pacifico. Si tratta di un fascicolo che va letto oltre la sua dimensione geografica, perché ogni accordo di questo tipo racconta il modo in cui Bruxelles intende tenere insieme interessi della flotta, cooperazione internazionale, sostenibilità e presenza politica nei rapporti con i Paesi terzi.

La politica esterna della pesca, infatti, continua a essere uno dei terreni su cui l’Unione misura la propria capacità di conciliare approvvigionamento, regole e relazioni internazionali. Per questo anche un passaggio istruttorio come quello previsto il 17 marzo merita attenzione: i protocolli non sono mai soltanto strumenti tecnici, ma riflettono una visione più ampia del ruolo europeo nei mari extraeuropei e del rapporto tra accesso alle risorse, controllo delle attività e sostegno alle economie partner.

Ancora più rilevante, per gli equilibri dei prossimi anni, sarà il blocco dedicato al nuovo ciclo di programmazione finanziaria. La Commissione presenterà in commissione Pesca i testi collegati al sostegno dell’Unione alla Politica comune della pesca, al Patto europeo per gli oceani e alla politica marittima e dell’acquacoltura nel quadro 2028-2034. In parallelo verranno illustrati anche i nuovi strumenti orizzontali relativi al fondo europeo che ricomprende coesione, agricoltura, aree rurali, pesca e mare, insieme al sistema di monitoraggio della spesa e allo strumento Global Europe.

Qui si concentra una delle partite più importanti per il comparto. Il tema non riguarda soltanto la quantità delle risorse disponibili, ma la loro collocazione politica e la loro capacità di tradursi in interventi efficaci. La nuova impostazione proposta da Bruxelles punta su integrazione, flessibilità e orientamento ai risultati. Il nodo vero sarà capire se questo disegno riuscirà a rafforzare la capacità di risposta sui territori costieri e nelle filiere produttive oppure se rischierà di diluire il peso specifico della pesca dentro contenitori finanziari più ampi.

È una distinzione sostanziale. Quando i fondi cambiano architettura, cambiano anche priorità, linguaggi amministrativi, margini di accesso e peso negoziale dei diversi settori. Per pesca e acquacoltura il passaggio è decisivo, perché riguarda la possibilità di mantenere una riconoscibilità autonoma dentro le future politiche europee, in una fase in cui al comparto vengono chieste insieme transizione ecologica, competitività, innovazione, resilienza e tenuta sociale delle comunità costiere.

La riunione del 17 marzo offre quindi una fotografia molto precisa del momento che il settore sta attraversando. Da una parte emergono problemi concreti che chiedono risposte più coordinate, come nel caso dei cormorani. Dall’altra si consolidano i dossier internazionali che continuano a definire la postura esterna dell’Unione in materia di pesca. Sullo sfondo prende forma la cornice finanziaria che accompagnerà il comparto nel prossimo settennio e che avrà un impatto diretto sulla capacità di programmare investimenti, accompagnare le imprese e sostenere le trasformazioni già in atto.

Bruxelles, in giornate come questa, lavora spesso su testi preliminari, presentazioni e passaggi istruttori. Eppure è proprio in queste sedi che si capisce quali temi stanno salendo davvero nella gerarchia politica europea. Il 17 marzo servirà a leggere una direzione: quella di un settore chiamato a difendere il proprio spazio, a misurarsi con nuovi equilibri istituzionali e a ottenere strumenti all’altezza delle sfide che ha davanti.

Tags: acquacolturaBruxellesCommissione pescaCook Islandscormoranifiliera itticafondi europeiParlamento europeopesca UEPolitica Comune della Pesca
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Acquacoltura e accesso ai mercati: cosa chiedono davvero GDO e buyer internazionali

Prossimo articolo

Vongole lupino, Alto Adriatico in affanno: la crisi dello stock scuote ambiente e pesca

Tiziana Indorato

Tiziana Indorato

Autrice Pesceinrete Tiziana Indorato scrive per Pesceinrete occupandosi di seafood, sostenibilità, mercati, innovazione e scenari internazionali. I suoi articoli seguono l’evoluzione della filiera ittica con attenzione ai cambiamenti ambientali, commerciali e regolatori che incidono sul lavoro delle imprese e sulla percezione del prodotto ittico.

Articoli Correlati

quote di pesca UE-Mauritania

Accordo UE-Mauritania: quote sottoutilizzate, ma la flotta dei crostacei ha poche alternative

by Mariella Ballatore
16 Settembre 2026

L’accordo di pesca tra Unione europea e Mauritania risulta sovradimensionato nel suo volume complessivo, ma non per tutte le attività....

marcatori genetici per le vongole

Vongole, un nuovo strumento genetico per selezione e tutela

by Tiziana Indorato
16 Settembre 2026

Un gruppo internazionale di ricerca ha sviluppato il primo pannello genomico a media densità destinato contemporaneamente alla vongola verace filippina...

pianificazione dello spazio marittimo

Pianificazione dello spazio marittimo, l’UE prepara una gara da 3,6 milioni

by Candida Ciravolo
15 Settembre 2026

La Commissione europea prepara una gara da 3,6 milioni di euro per il nuovo ciclo del meccanismo di assistenza alla...

import italiano di pesci lavorati

Pesci lavorati, l’import italiano supera 3,2 miliardi nel 2025

by Luca Di Noto
15 Settembre 2026

Nel 2025 l’Italia ha importato pesci lavorati per 3,204 miliardi di euro, il 6% in più rispetto all’anno precedente. Le...

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.







Articoli più letti

  • 10 pesci costosi e prelibati
  • Le specie di sarago del Mediterraneo
  • Pesci con più e meno mercurio
  • Molva, una ricchezza del Mare del Nord
  • Molluschi bivalvi: descrizione e caratteristiche
  • Congelare il tonno in scatola
  • Gattuccio e palombo, gli squali buoni da mangiare
  • Triglia: caratteristiche e proprietà nutrizionali
  • Mangiare il tonno crudo: vantaggi e pericoli
  • Sgombro e lanzardo, pesce azzurro per il cuore
Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura. In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

Newsletter

Categorie

  • News Ittico
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Associazioni di categoria
  • Sindacati
  • ONG
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas
  • Nutrizione e salute
  • Approfondimenti
  • Chi siamo
  • Policy editoriali
  • Partner
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Mappa del sito

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits

Pesceinrete
Gestisci Consenso

Usiamo cookie tecnici per far funzionare il sito, e cookie statistici (anche di terze parti) per capire come viene usato e migliorarlo. Puoi accettare tutto, rifiutare tutto o scegliere quali attivare — restando comunque libero di navigare senza restrizioni.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Personalizza
  • {title}
  • {title}
  • {title}
  • Home
  • Nutrizione e salute
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits