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Ciclone Harry, in Calabria stimati 1,48 milioni di danni a pesca e acquacoltura

Il 95,8% della stima riguarda imbarcazioni e attrezzature in quattro comuni. Il decreto apre il percorso degli aiuti, ma non assegna ancora risorse alle imprese

Davide Ciravolo by Davide Ciravolo
24 Luglio 2026
in Istituzioni, Nazionali, News, Pesca
danni alla pesca in Calabria

danni alla pesca in Calabria

Il MASAF ha riconosciuto il carattere eccezionale degli eventi meteorologici che hanno colpito quattro comuni calabresi nei mesi di gennaio e febbraio 2026. La Regione ha stimato danni per 1.476.766,84 euro: 1.414.454,84 euro, pari al 95,8% del totale, riguardano imbarcazioni e attrezzature. Il decreto rende possibile l’attivazione degli interventi del Fondo di solidarietà nazionale, ma non assegna ancora contributi alle imprese.

Quasi 96 euro su 100 di danno stimato si concentrano sui mezzi necessari per lavorare. È questo il dato più concreto del decreto pubblicato dal MASAF, che accoglie la proposta presentata dalla Regione Calabria per il settore della pesca e dell’acquacoltura.

L’importo indicato non è uno stanziamento né la somma già riconosciuta alle singole aziende. Rappresenta la stima regionale dei danni compresi nella declaratoria, riferita a territori e categorie di perdita delimitati con precisione.

Imbarcazioni e attrezzature concentrano il 95,8% dei danni

Il danno economico complessivo è stato stimato dal competente dipartimento della Regione Calabria in 1.476.766,84 euro.

La ripartizione è netta: 62.312 euro riguardano le produzioni ittiche, mentre 1.414.454,84 euro sono riferiti a imbarcazioni e attrezzature. La seconda voce rappresenta il 95,8% del totale.

Il peso delle perdite materiali mostra quanto le conseguenze degli eventi meteomarini abbiano inciso sui beni indispensabili per mantenere operative le imprese. Il decreto, tuttavia, non quantifica eventuali mancati ricavi, giornate di attività perdute o altre conseguenze economiche indirette.

La cifra non può quindi essere sommata automaticamente ad altre valutazioni circolate dopo la tempesta. Le prime stime pubblicate da Pesceinrete sull’impatto di Harry nel Sud Italia arrivavano fino a 40 milioni di euro, ma riguardavano complessivamente Sicilia, Calabria e Sardegna e comprendevano fermo delle flotte, mancati guadagni, danni a imbarcazioni, attrezzature e infrastrutture portuali.

I due importi descrivono perimetri territoriali e categorie di danno differenti e non sono direttamente confrontabili.

La declaratoria riguarda quattro comuni

Il provvedimento individua i comuni di Carlopoli e San Pietro a Maida, in provincia di Catanzaro; Bagnara Calabra, nella Città metropolitana di Reggio Calabria; e Cariati, in provincia di Cosenza.

La delimitazione comprende i territori comunali, le acque interne presenti al loro interno e il mare antistante, secondo quanto disposto dal decreto. Le misure possono riguardare le produzioni della pesca e dell’acquacoltura, le strutture aziendali, gli impianti produttivi e le infrastrutture delle imprese e dei consorzi interessati.

La cifra di 1,48 milioni non rappresenta pertanto il bilancio complessivo dei danni subiti lungo l’intera costa calabrese. È una stima circoscritta alle aree e alle perdite comprese nella proposta regionale accolta dal Ministero.

Anche il periodo amministrativo considerato è più ampio dei soli giorni nei quali Harry ha raggiunto la maggiore intensità. La documentazione richiamata dal decreto prende in esame le condizioni meteomarine verificatesi dal 17 gennaio al 17 febbraio 2026.

Il decreto apre l’iter degli aiuti, ma non dispone i pagamenti

La declaratoria rende applicabili gli interventi compensativi previsti dal decreto legislativo 102 del 2004. L’operatività del Fondo di solidarietà nazionale è stata estesa alle imprese e ai consorzi della pesca e dell’acquacoltura dalla legge di Bilancio 2024.

Il quadro normativo comprende anche il decreto-legge 25 del 27 febbraio 2026, convertito con modificazioni dalla legge 59 del 27 aprile 2026, adottato per fronteggiare gli eventi meteorologici eccezionali che hanno colpito Calabria, Sardegna e Sicilia.

Il decreto ministeriale compie dunque un passaggio necessario: riconosce il carattere eccezionale degli eventi, delimita le aree interessate e individua le tipologie di danno per le quali possono trovare applicazione le misure di sostegno.

Non stabilisce quanto riceverà ciascuna impresa, non individua i beneficiari e non dispone il pagamento di 1,48 milioni di euro. La concessione degli aiuti dipenderà dalle successive procedure, dalla verifica dei requisiti e dei danni ammissibili e dalle risorse effettivamente disponibili.

Le imprese devono attendere la procedura dedicata al comparto ittico

L’avviso pubblicato dalla Regione Calabria per i danni alle strutture aziendali è rivolto alle imprese agricole e non costituisce la procedura attuativa del decreto destinato alla pesca e all’acquacoltura.

Anche le segnalazioni raccolte in precedenza per il comparto ittico avevano una funzione preliminare: servivano alla delimitazione delle aree e alla quantificazione dei danni e non erano domande di risarcimento.

Le imprese interessate dovranno quindi fare riferimento agli atti specifici che disciplineranno requisiti, termini, documentazione e risorse.

Il dato oggi acquisito è preciso: la Regione ha stimato 1,48 milioni di euro di danni, quasi interamente concentrati su imbarcazioni e attrezzature. L’entità degli aiuti effettivamente concedibili sarà definita soltanto con le successive fasi amministrative.

Tags: acquacolturaCalabriaciclone Harrydanni meteomariniFondo di solidarietà nazionaleimbarcazioni da pescaMasafpesca
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Davide Ciravolo

Autore Pesceinrete, retail ittico e mercati seafood Davide Ciravolo è autore Pesceinrete. Si occupa di mercati, distribuzione e scenari commerciali della filiera ittica, con particolare attenzione al rapporto tra prodotto, retail e consumi. La sua esperienza come ex buyer di Esselunga gli permette di osservare il settore seafood anche dal punto di vista della GDO e delle dinamiche di assortimento.

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