All’estremità settentrionale della Danimarca, il porto di Skagen, principale scalo peschereccio del Paese, ha avviato un percorso di elettrificazione delle operazioni portuali legate alla pesca pelagica. Con il sostegno dell’Unione europea, il porto sta progressivamente sostituendo l’utilizzo dei generatori diesel a bordo con sistemi di alimentazione elettrica da terra per le fasi di scarico del pescato.
Le navi pelagiche che operano a Skagen, impegnate nello sbarco di specie come aringhe, spratti e melù, richiedono un elevato fabbisogno energetico durante le operazioni di scarico, che possono protrarsi da circa dieci fino a oltre trenta ore, soprattutto nei periodi di maggiore attività. In assenza di un collegamento elettrico da terra, l’energia necessaria viene prodotta a bordo tramite generatori diesel, con un impatto rilevante in termini di consumi e di emissioni.
L’utilizzo continuativo dei generatori durante le soste in porto comporta infatti emissioni di anidride carbonica, ossidi di zolfo, ossidi di azoto e particolato, oltre a un incremento del rumore e dell’inquinamento atmosferico locale. Questi effetti incidono sia sull’ambiente sia sulle condizioni di lavoro degli operatori portuali e sulla qualità della vita delle aree urbane prossime allo scalo.
Per rispondere a queste criticità, il porto di Skagen e l’Organizzazione danese dei produttori pelagici hanno strutturato un progetto articolato in tre fasi. La prima riguarda la realizzazione dell’infrastruttura di alimentazione elettrica da terra, la seconda l’adeguamento tecnico delle navi per consentire il collegamento alla rete portuale, la terza il potenziamento della capacità della rete elettrica a servizio dello scalo.
In una nota pubblicata dalla Direzione generale Affari marittimi e pesca della Commissione europea, la sostituzione dei generatori diesel con l’alimentazione elettrica da terra durante le operazioni di sbarco consente di ridurre in modo significativo le emissioni atmosferiche associate alla sosta delle navi, contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria e alla riduzione del rumore in ambito portuale. Al tempo stesso, l’investimento rafforza l’efficienza operativa e la competitività del porto nel lungo periodo.
La riuscita del progetto è stata possibile grazie a un coordinamento stretto tra autorità portuale e armatori. Da un lato, il porto ha richiesto garanzie sull’effettivo utilizzo dell’infrastruttura elettrica una volta realizzata; dall’altro, gli operatori della flotta pelagica hanno avuto bisogno di certezze sulla continuità e sull’affidabilità della fornitura energetica. Attualmente due navi sono già state dotate delle apparecchiature necessarie per il collegamento alla rete di terra, mentre una terza unità è in fase di adeguamento.
Una volta completata l’implementazione, le operazioni di scarico potranno svolgersi senza il ricorso ai generatori diesel durante la permanenza in porto. Le stime indicano, per le singole imbarcazioni coinvolte, una riduzione del consumo annuo di gasolio compresa tra il 3 e l’8 per cento, con benefici ambientali e operativi che si riflettono sull’intero sistema portuale.
Il porto di Skagen ha inserito l’elettrificazione tra le azioni strategiche per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO₂. Con mezzi e attrezzature elettriche già presenti in ambito portuale, l’alimentazione da terra delle navi pelagiche rappresenta un ulteriore passaggio in un percorso orientato alla sostenibilità operativa. Un’esperienza che offre indicazioni utili anche per altri porti pescherecci europei impegnati nella transizione energetica.












