Guida per le buone pratiche ambientali nell’acquacoltura – L‘Algeria cerca il suo spazio nel settore del’acquacoltura marina, grazie a un’iniziativa promossa dal Ministero dell’Ambiente e delle Energie Rinnovabili in collaborazione con il Ministero della Pesca e delle Produzioni Ittiche, e con il sostegno della Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit (GIZ). Questo sforzo congiunto ha portato alla creazione di una guida per le buone pratiche ambientali nell’acquacoltura, che mira a indirizzare e mitigare gli effetti ambientali dell’attività, specie nel Mediterraneo dove l’orata e la spigola sono le specie prevalentemente allevate.
La ricerca ha mostrato che, sebbene l’acquacoltura possa avere impatti sull’ambiente, questi tendono ad essere localizzati e possono essere significativamente ridotti, se non eliminati, adottando pratiche di gestione adeguate.
Una guida di supporto per il settore dell’acquacoltura algerina
La guida è quindi uno strumento vitale per i produttori, offrendo raccomandazioni per ridurre l’impatto sulle risorse naturali e promuovere un’acquacoltura responsabile e sostenibile. Attraverso l’adozione di codici di condotta e la guida di buone pratiche, l’Algeria sottolinea il suo impegno verso lo sviluppo di un settore acquicolo che rispetta gli equilibri ambientali, garantendo al contempo la sostenibilità economica, la tutela dell’ambiente e il benessere sociale.
Sviluppo responsabile dell’acquacoltura
Questa iniziativa rappresenta un modello per lo sviluppo responsabile dell’acquacoltura, enfatizzando l’importanza di pratiche che rispettino gli equilibri naturali e promuovano la biodiversità marina.
Guida per le buone pratiche ambientali nell’acquacoltura











