In collaborazione con l’Associazione Piscicoltori Italiani (API) prosegue il nostro focus sull’acquacoltura alla scoperta dello stato dell’arte di questo comparto che per molti aspetti rappresenta un leader della sostenibilità ed eccellenza riconosciuto a livello mondiale.
Eppure TV e social ci bombardano con notizie contradittorie. Da un lato vengono messi in risalto la qualità dell’acquacoltura nazionale, incoraggiando il consumo del pesce indispensabile per la salute umana, mentre dall’altra parte sentiamo la voce di coloro che gli allevamenti li vorrebbero tutti chiusi eliminando dalla nostra alimentazione non solo il pesce, ma anche carne, latte e formaggi.
La redazione di Pesceinrete, grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione Piscicoltori Italiani, ha il piacere di incontrare l’Ing. Roberto Cò, allevatore di specie marine in Liguria con una esperienza ventennale, neoeletto nel Consiglio Direttivo API durante l’Assemblea Generale dello scorso 22 ottobre, che risponde ad alcune nostre domande.
Il potenziale dell’acquacoltura per nutrire una popolazione in continua crescita è straordinario. Nonostante ciò il settore è circondato da notizie distorte, false e allarmistiche; fare impresa nell’ambito dell’allevamento è diventato un compito arduo. Come difendersi dalle cosiddette fake news?
La disinformazione è un fenomeno globale che assume un valore particolarmente dannoso quando colpisce attività che sono virtuose per loro stessa natura. Bisogna avere la costanza di informare in modo chiaro e continuativo, usando messaggi adatti ai diversi pubblici a cui ci si rivolge. La credibilità della fonte svolge un ruolo fondamentale ma anche la capacità di intercettare le emozioni e di esprimere messaggi chiari. Abbiamo purtroppo avversari (animalisti spesso ma non solo) molto battaglieri, che non si fanno scrupolo di distorcere la realtà per raggiungere l’obiettivo di diffamare l’allevamento come pratica in sé. Al contrario noi produttori siamo stati troppo spesso carenti nella fase informativa, su questo tema dobbiamo sicuramente lavorare, auspicabilmente in sinergia con le istituzioni che hanno l’obiettivo di sviluppare l’acquacoltura, come ampiamente definito dai programmi e dalle strategie Europee.
La ricerca svolge un ruolo chiave nell’azione di contrasto alla cattiva informazione?
Tutte le fonti qualificate sono molto importanti. Le persone tendono a dare credito a chi ha titoli e competenza. Così le ricerche e chi le compie sono un fattore fondamentale per fare una informazione corretta ma saranno sempre più efficaci solo se comunicate nel modo coerente al pubblico a cui ci si rivolge attraverso i media.In particolare la ricerca svolge un ruolo chiave grazie:
a. Programmi di monitoraggio ambientali sempre più sofisticati
b. Sviluppo di soluzioni tecnologiche sempre più innovative che possono rendere sempre più sostenibile il processo produttivo.

Quali concetti comunicare al consumatore finale per una migliore comprensione e una giusta valutazione di produzione e prodotto?
Il bilanciamento tra il benessere animale e le esigenze di una sana alimentazione, che è pienamente inserita in un contesto naturale e che aiuta lo sviluppo della fauna. In questo modo si può trasferire l’importanza di una produzione sostenibile e di un prodotto di alta qualità. In particolare va evidenziato il ruolo che l’acquacoltura svolge sia nel preservare le risorse marine selvatiche da un eccessivo sfruttamento, sia nel rendere disponibile alla popolazione alimenti di alto valore nutritivo a costi contenuti. Ad oggi non esiste un’alternativa all’acquacoltura, bisogno solo lavorare per sostenerne la crescita sostenibile.
Quali sono i motivi principali per cui supportare un settore considerato tra quelli in più rapida espansione a livello globale?
Il fabbisogno alimentare in crescita è davanti agli occhi di tutti. L’acquacoltura realizzata in modo appropriato ha come nemico solo la disinformazione, nemico non da poco ma può essere gestita. La necessità primaria di elementi nutrizionali che aiutano la salute delle persone in un contesto di sostenibilità globale può e deve essere una delle leve fondamentali.
Di cosa ha bisogno l’acquacoltura italiana per meglio imporsi sul mercato?
Il cibo italiano ha una reputazione straordinaria nel mondo. Il Paese è contornato da coste pescose con località rinomate per la qualità delle acque. Una visione sinergica di questi elementi può far comprendere l’eccezionale condizione in cui sono allevati pesci italiani, che uniscono tutti i valori del Paese. Anche in questo caso un prerequisito necessario è azione informativa e di comunicazione coordinata e proattiva.












