La riunione inaugurale del Comitato europeo per gli oceani (Ocean Board) ha riunito un’ampia gamma di soggetti interessati provenienti da diversi settori per sostenere l’attuazione del Patto UE sugli oceani. In qualità di membro a pieno titolo del Comitato, Europêche ha svolto un ruolo chiave nel trasmettere le prospettive del settore della pesca in questa piattaforma intersettoriale. Le discussioni hanno evidenziato l’urgente necessità di migliorare la coerenza tra le politiche e i soggetti interessati, garantendo al contempo che gli sforzi compiuti producano risultati concreti e misurabili.
Tim Heddema, vicepresidente di Europêche, in rappresentanza dell’organizzazione all’incontro, ha ribadito che la pesca è fondamentale per un’economia oceanica sostenibile, contribuendo alla sicurezza alimentare, all’approvvigionamento di proteine a basso impatto ambientale e alla vitalità delle comunità costiere. Allo stesso tempo, il settore continua a subire crescenti pressioni dovute a crisi globali, instabilità geopolitica e oneri normativi sempre più stringenti. Affrontare queste sfide strutturali richiede un’azione immediata e mirata, compreso lo sviluppo di un quadro normativo omnicomprensivo per la pesca (Fisheries Omnibus) al fine di razionalizzare simultaneamente molteplici quadri normativi.
Europêche ha inoltre evidenziato la crescente sfida della compressione spaziale, poiché la crescente domanda di spazio marittimo esercita pressione sulle tradizionali zone di pesca. L’organizzazione ha sottolineato la necessità di riconoscere la pesca come un’attività strategica di primario interesse pubblico, garantendo un accesso equo e una coesistenza positiva tra i diversi settori. Allo stesso tempo, ha evidenziato la necessità di continuare a costruire le politiche per la pesca, l’ambiente e gli oceani su una solida base scientifica e basata su dati concreti, con il settore della pesca che svolge un ruolo chiave nella raccolta dei dati marini. In questo contesto, iniziative come OceanEye dovrebbero rafforzare e ampliare i sistemi esistenti.
Nel contesto della governance e della diplomazia oceanica, il signor Heddema ha auspicato un approccio più deciso da parte dell’UE per la salvaguardia degli interessi della pesca, garantendo parità di condizioni e rafforzando la sovranità sui prodotti ittici. Ha inoltre sottolineato l’importanza di investire nel futuro del settore, in particolare attraverso una strategia di rinnovamento generazionale per il settore blu, volta ad attrarre giovani professionisti, e attraverso il proseguimento degli sforzi nell’ambito del Partenariato per la transizione energetica.
L’organizzazione ha anche evidenziato la necessità di affrontare in modo più efficace i principali fattori di degrado ambientale, quali l’inquinamento, l’eutrofizzazione e i cambiamenti climatici. In questo contesto, Europêche ha sottolineato l’importanza di un approccio politico equilibrato che consideri l’impatto cumulativo di tutte le pressioni sugli ecosistemi marini, garantendo che le misure che incidono sulla pesca rimangano proporzionate e integrate in un quadro politico più ampio.
Europêche ha accolto con favore l’appello del Commissario Kadis ad accelerare l’azione, ridurre la frammentazione, dare impulso all’economia blu e conseguire risultati tangibili, rilevando che queste priorità indicano la giusta direzione. In questo contesto, secondo Europêche, il successo non consiste solo nell’adottare politiche, ma nel conseguire risultati concreti. I progressi devono pertanto essere valutati attraverso indicatori concreti quali le prestazioni della flotta, i livelli di produzione e l’analisi costi-benefici socio-economica. In definitiva, il Patto sugli oceani sarà giudicato in base alla sua capacità di produrre risultati equilibrati: soddisfare la crescente domanda di prodotti ittici, sostenere le comunità costiere e ridurre la dipendenza dalle importazioni dell’UE, garantendo al contempo la salvaguardia degli ecosistemi marini.
Prospettiva del Comitato economico e sociale europeo
Javier Garat, in rappresentanza del Comitato economico e sociale europeo (CESE), ha sottolineato che la nuova strategia deve andare oltre il linguaggio simbolico. La strategia deve fornire soluzioni concrete, ricostruire la fiducia e garantire una governance inclusiva supportata da investimenti adeguati. Ciò include un maggiore sostegno alla ricerca, alle competenze marittime, un piano d’azione sui “prodotti ittici blu” e l’attrazione delle nuove generazioni nel settore della pesca.












