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Home Sostenibilità

Oceana. 10 azioni chiave che potrebbero cambiare il futuro degli oceani

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
3 Gennaio 2016
in Sostenibilità

Oceana indica per l’anno 2016 dieci azioni chiave che potrebbero cambiare il futuro degli oceani e chiede a chi ha potere decisionale di adottare politiche ambiziose per intraprenderle. L’organizzazione internazionale per la conservazione marina chiede Paesi di passare dalle parole ai fatti dopo l’accordo di Parigi al summit Onu sul clima (COP21) evidenziando quanto ciò sia importante per garantire l’integrità di tutti gli ecosistemi , compresi gli oceani, così come la tutela della biodiversità “.

” Gli oceani sono la fonte primaria della vita sulla terra, ma noi continuiamo a saccheggiare con noncuranza la loro ricchezza e a compromettere sia il loro futuro che il nostro”, afferma Lasse Gustavsson, Direttore Esecutivo di Oceana in Europa. “Oceana inoltra un chiaro avvertimento: i problemi creati dagli esseri umani possono essere risolti solo dagli esseri umani. Ci sono azioni chiave che i leader mondiali, chi ha potere decisionale, l’industria e i cittadini possono prendere nel 2016 per iniziare a invertire il declino dei nostri oceani “.
Queste le 10 azioni chiave per il 2016 che potrebbero cambiare il futuro degli oceani:
1. Proteggere e gestire gli habitat e le specie vulnerabili. I governi del mondo hanno deciso di proteggere il 10% degli oceani entro il 2020 (Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica).
2. Pensare a lungo termine: i governi devono gestire pesca in modo sostenibile e scientificamente, e a partire dai consumatori, si dovrebbero fare opportune scelte sostenibili.
3. Migliorare la selettività degli attrezzi da pesca per ridurre le catture accessorie e i rigetti.
4. Porre fine alla pesca illegale e rendere coloro che traggono profitto da essa legalmente responsabili. La pesca illegale mette in pericolo non solo i mezzi di sussistenza dei pescatori onesti, ma anche specie minacciate e habitat marini, e rende impossibile gestire correttamente gli stock ittici.
5. Difendere gli abissi. Gli habitat delle acque profonde ospitano specie vulnerabili che si riproducono lentamente e che possono subire perdite irreversibili a causa di attività distruttive. 
6. Azione contro il cambiamento climatico. Gli oceani stanno diventando più caldi e più acidi a causa dei cambiamenti climatici. Questo costringe le specie a migrare e invadere altri ecosistemi. L’ impatto sulle comunità costiere è imprevedibile, ma catastrofico sotto tutti i possibili scenari.
7. Lotta per un mare pulito. Riciclare e riutilizzare per generare meno rifiuti e impedire che essi entrino nel mare. I rifiuti sono già stati trovati ovunque: da microplastiche nei pesci agli abissi.
8. Scegliere energie pulite. Gli oceani sono una fonte di energia rinnovabile (maree, onde e vento), e in cambio ricevono sversamenti di petrolio e combustibili.
9. Investire di più nella ricerca marina. Probabilmente sappiamo di più sullo spazio di quanto sappiamo degli oceani. Abbiamo bisogno di una migliore comprensione di come funzionano gli ecosistemi al fine di valutare meglio le minacce e agire prima che sia troppo tardi. Ci sono migliaia di specie ancora da scoprire!
10. Sensibilizzare l’opinione pubblica sul mare. Gli oceani coprono il 71% della superficie del pianeta. Essi dovrebbero essere al centro delle nostre politiche e anche i nostri pensieri!

Tags: consumo consapevoleLasse GustavssonOceanaoceanisostenibilità
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Mariella Ballatore

Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

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