• HOME
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
sabato 8 Agosto, 2026
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home In evidenza

Pesca 2026, strette su nasello, scampo e Fossa di Pomo

Due decreti MASAF introducono misure mirate nel Canale di Sicilia e in Adriatico: stop temporaneo per il nasello, nuove restrizioni per lo scampo e limiti nella Fossa di Pomo

Tiziana Indorato by Tiziana Indorato
29 Giugno 2026
in In evidenza, Istituzioni, Nazionali, News, Pesca
Pescherecci italiani interessati dalle nuove regole MASAF 2026 su nasello, scampo e Fossa di Pomo

I decreti MASAF 2026 introducono nuove misure per la pesca del nasello nel Canale di Sicilia e per la tutela dello scampo in Adriatico

Il MASAF interviene con due decreti distinti sulla gestione della pesca nel 2026. Nel Canale di Sicilia, GSA 12-16, viene introdotto uno stop di trenta giorni alla pesca bersaglio del nasello con palangari fissi, reti da posta calate e reti a tremaglio, dal 2 al 31 luglio 2026. In quel periodo sarà vietato catturare, detenere a bordo, trasbordare, trasferire e sbarcare nasello, con divieto esteso anche alla pesca sportiva e ricreativa. In Adriatico, nelle GSA 17 e 18, vengono rafforzate le misure per la tutela dello scampo e della Fossa di Pomo: nelle zone A e B individuate dal decreto è vietata la cattura dello scampo fino al 30 novembre 2026, mentre nel “Fondaletto” sono previste ulteriori restrizioni dal 1° agosto al 31 ottobre 2026.

Due decreti, due aree di pesca, due specie diverse. Ma una stessa direzione: la gestione della pesca nel Mediterraneo entra in una fase sempre più selettiva, costruita su misure puntuali per stock, attrezzi, coordinate e periodi dell’anno.

Il primo provvedimento riguarda il nasello nel Canale di Sicilia. Il secondo interviene sullo scampo in Adriatico e sulla Fossa di Pomo, una delle aree più sensibili della pesca demersale adriatica. Non si tratta di un unico fermo pesca e non sarebbe corretto raccontarlo così. Sono misure diverse, rivolte a comparti diversi, ma lette insieme indicano con chiarezza il cambio di passo della regolazione: meno interventi indistinti, più gestione mirata.

Per la flotta non è un passaggio marginale. Le nuove disposizioni incidono sulla programmazione delle attività, sulle possibilità di cattura, sulla gestione dei conferimenti e sull’organizzazione del lavoro in mare. Per il mercato, invece, confermano che la disponibilità di alcune specie potrà dipendere sempre di più non solo dalla stagione e dalle condizioni meteo-marine, ma anche da finestre normative precise.

Nasello, stop di trenta giorni nel Canale di Sicilia

Il decreto sul nasello riguarda le unità che effettuano pesca bersaglio di Merluccius merluccius nelle GSA da 12 a 16, l’area del Canale di Sicilia. La misura prevede un’interruzione temporanea obbligatoria e continuativa di trenta giorni, dal 2 luglio al 31 luglio 2026.

Il divieto riguarda tre tipologie di attrezzi: palangari fissi, reti da posta calate e reti a tremaglio. Durante il periodo di stop non sarà consentito catturare nasello, ma nemmeno detenerlo a bordo, trasbordarlo, trasferirlo o sbarcarlo.

È un punto importante perché il provvedimento non si limita a fermare l’attività di pesca bersaglio. Interviene anche sulle fasi successive alla cattura, rendendo la misura più netta sul piano operativo e più chiara nella fase dei controlli.

Il decreto si inserisce nel quadro delle raccomandazioni della CGPM sulla gestione degli stock demersali nello Stretto di Sicilia. Il testo richiama la misura pilota dei trenta giorni di sospensione per gli attrezzi utilizzati nella pesca del nasello durante la riproduzione. Allo stesso tempo evidenzia un elemento biologico decisivo: il nasello si riproduce durante tutto l’anno. Per questo la sospensione può essere considerata efficace anche in un mese diverso da quelli originariamente indicati.

Il divieto riguarda anche la pesca sportiva e ricreativa

La misura non riguarda solo la pesca professionale. Il decreto estende il divieto anche alla pesca sportiva e ricreativa nelle stesse GSA 12-16.

È una scelta significativa perché rafforza il senso del provvedimento: quando l’obiettivo è ridurre la pressione su una specie, la restrizione non viene limitata alle attività commerciali, ma viene estesa anche agli altri prelievi.

Per le imprese interessate, luglio diventa quindi un mese da pianificare con attenzione. La sospensione può incidere sulle giornate di attività, sulla disponibilità di prodotto e sulla gestione commerciale del nasello in un periodo dell’anno già delicato per il mercato.

Per la filiera il segnale è chiaro: il nasello resta una specie centrale per il Mediterraneo, ma proprio per questo continua a essere oggetto di misure di gestione sempre più stringenti.

Scampo e Fossa di Pomo, nuove restrizioni in Adriatico

Il secondo decreto riguarda l’Adriatico e dà attuazione alle misure sul regime di sforzo di pesca per gli stock demersali chiave nelle GSA 17 e 18. Al centro del provvedimento c’è lo scampo, Nephrops norvegicus, specie di alto valore commerciale e particolarmente sensibile alla pressione della pesca demersale.

Il decreto istituisce due zone di tutela, denominate zona A e zona B, delimitate da coordinate geografiche riportate nell’allegato. In queste aree, dall’entrata in vigore del provvedimento e fino al 30 novembre 2026, è vietata la cattura dello scampo.

Anche in questo caso la norma va oltre il semplice divieto di pesca. Per le unità che transitano nelle zone interessate con velocità inferiori ai 6 nodi, oppure senza seguire rotte dirette e quindi con modalità compatibili con l’attività di pesca, è vietato detenere a bordo, trasbordare, trasferire e sbarcare scampo.

È un passaggio tecnico, ma decisivo. Il decreto distingue il transito effettivo dalla navigazione che può essere interpretata come attività di pesca. In questo modo riduce le zone grigie e rende più stringente il controllo sul rispetto della misura.

Nel “Fondaletto” divieti dal 1° agosto al 31 ottobre

Il decreto interviene anche sulla Fossa di Pomo, area da anni centrale nelle politiche di gestione dell’Adriatico. Nella zona del “Fondaletto”, dal 1° agosto al 31 ottobre 2026, saranno vietate le attività di pesca con reti a strascico a divergenti, sfogliare rapidi, reti gemelle a divergenti, palangaro fisso, attrezzi da posta e nasse.

Per i pescherecci già autorizzati alla pesca specifica nella Fossa di Pomo è previsto un ulteriore limite: non potranno pescare nella zona “Fondaletto” per più di un giorno di pesca a settimana.

Non è quindi solo una chiusura temporale. È anche una restrizione sulla frequenza di accesso all’area, con effetti diretti sull’organizzazione delle uscite e sulla gestione dell’attività.

Letti insieme, i due decreti raccontano una fase nuova della gestione della pesca italiana nel Mediterraneo. Il punto non è soltanto fermare le attività, ma governarle con strumenti più precisi. Le regole diventano più territoriali, più tecniche, più aderenti allo stato dei singoli stock.

Per gli operatori significa dover lavorare con calendari, attrezzi e coordinate sempre più determinanti. Per il mercato significa confrontarsi con una disponibilità del prodotto che potrà dipendere non solo dalla stagione e dalle condizioni del mare, ma anche da finestre normative mirate.

Nasello, scampo e Fossa di Pomo sono tre nomi diversi dentro lo stesso scenario: una pesca che resta attività economica essenziale, ma che deve muoversi in un equilibrio sempre più delicato tra reddito delle imprese, tutela delle risorse e responsabilità di filiera.

Tags: Adriaticocanale di siciliaCGPMFermo pescaFossa di PomoMasafNasellopesca 2026pesca demersalepesca professionalerisorse ittichescampo
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Acquacoltura, anche il suono entra nel benessere animale

Prossimo articolo

Il banco pesce racconta il mare che cambia

Tiziana Indorato

Tiziana Indorato

Autrice Pesceinrete Tiziana Indorato scrive per Pesceinrete occupandosi di seafood, sostenibilità, mercati, innovazione e scenari internazionali. I suoi articoli seguono l’evoluzione della filiera ittica con attenzione ai cambiamenti ambientali, commerciali e regolatori che incidono sul lavoro delle imprese e sulla percezione del prodotto ittico.

Articoli Correlati

Fondo calamità pesca e acquacoltura 2026

Unci AgroAlimentare, Scognamiglio: bene conferma fondo calamità naturali e climatiche pesca e acquacoltura

by Redazione
7 Agosto 2026

Per le imprese della pesca e dell’acquacoltura è importante poter contare su un ristoro dei danni alle attività provocati da...

pesce a casa

Meno fuori casa, il pesce prova a conquistare la cena domestica

by Alice Giacalone
7 Agosto 2026

Meno occasioni fuori casa non significano necessariamente meno disponibilità a spendere per mangiare bene. Una parte dei consumatori continua a...

Pesce spatola e varietà del Mediterraneo

Più specie nel carrello: cosa serve per trasformare la varietà del Mediterraneo in mercato

by Mariella Ballatore
7 Agosto 2026

Sugarello, lanzardo, palamita, boga, spatola e altre specie mediterranee possono trovare maggiore spazio sulle tavole italiane. Perché accada, devono diventare...

Francesco Paolicelli, bando FEAMPA Puglia per pesca e acquacoltura

Caro carburante, in Puglia scatta il bando FEAMPA: 800 mila euro subito, plafond fino a 10,2 milioni

by Luca Di Noto
7 Agosto 2026

La Puglia apre il bando FEAMPA per compensare l’aumento dei costi del carburante sostenuti dalle imprese della pesca e dell’acquacoltura....

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.






Articoli più letti

  • 10 pesci costosi e prelibati
  • Le specie di sarago del Mediterraneo
  • Pesci con più e meno mercurio
  • Molva, una ricchezza del Mare del Nord
  • Molluschi bivalvi: descrizione e caratteristiche
  • Congelare il tonno in scatola
  • Gattuccio e palombo, gli squali buoni da mangiare
  • Triglia: caratteristiche e proprietà nutrizionali
  • Mangiare il tonno crudo: vantaggi e pericoli
  • Sgombro e lanzardo, pesce azzurro per il cuore
Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura. In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

Newsletter

Categorie

  • News Ittico
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Associazioni di categoria
  • Sindacati
  • ONG
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas
  • Nutrizione e salute
  • Approfondimenti
  • Chi siamo
  • Policy editoriali
  • Partner
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Mappa del sito

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits

  • Home
  • Nutrizione e salute
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits