Pesce: conoscerlo, cucinarlo, mangiarlo – È iniziata ieri, e proseguirà fino al 9 settembre, la 35a sessione del COFI. Al centro del dibattito, nel corso della cinque giorni, temi importanti come lo sviluppo sostenibile della pesca e l’acquacoltura nel contesto del clima cambiamento, l’integrazione della biodiversità nell’acquacoltura e nella pesca, la garanzia di una crescita equa per i piccoli operatori e i progressi compiuti nello sviluppo delle Linee guida per l’acquacoltura sostenibile.
Ieri, durante la prima giornata dei lavori in corso a Roma, la FAO ha presentato il libro Fish – Know it, cook it, eat it. Incorniciata in un ricettario basato su preparazioni culinarie tradizionali per specie diverse, questa pubblicazione è un vero manuale in grado di offrire informazioni sulle caratteristiche nutrizionali, su come evitare le frodi, sul commercio del pesce, sulle preoccupazioni ambientali, sulle sfide della governance degli oceani e riporta anche alcuni notevoli fatti scientifici.
Ogni specie ittica presente in questa pubblicazione, sottolinea la FAO, è stata inquadrata in un contesto che normalmente i libri di cucina non offrono: culturale, storico o ambientale; mentre si toccano temi di economia e commercio.
“Il cibo ai nostri tempi è, dopo tutto, tanto una forma di coscienza globale quanto una questione di sostentamento. Mentre la maggior parte dei libri di cucina inizia con il pesce appollaiato sul bancone della cucina, il nostro inizia al banco del pesce, e anche sott’acqua, con consigli su come valutare il prodotto o evitare le frodi. Il pesce potrebbe non essere sufficiente per garantire la sicurezza alimentare mondiale, ma non ci sarà sicurezza alimentare mondiale senza pesce”, sottolinea la FAO, ricordando che non solo 800 milioni di persone nel mondo soffrono la fame, ma che il pesce rappresenta un quinto dell’assunzione delle proteine animali per quasi la metà della popolazione.
Ampio spazio del libro è dedicato all’acquacoltura. Più della metà della domanda mondiale di pesce è oggi soddisfatta dall’acquacoltura che, come sottolinea la FAO, con tutte le sue difficoltà e la sua imperfezione, aiuta ad alleviare la pressione sugli oceani.
L’acquacoltura è anche un settore in costante innovazione che va incontro alle esigenze del mondo di “produrre più pesce, idealmente – leggiamo nel testo – un terzo in più entro il 2030, con particolare attenzione alle regioni con deficit alimentare, in primis l’Africa, ma di farlo in modo sostenibile”.
A questo libro partecipano cinque rinomati chef, due dei quali stellati Michelin con piatti all’insegna dello zero spreco, del rispetto della biodiversità e della ricerca di una sana alimentazione.
È possibile scaricare Fish – Know it, cook it, eat it qui.
Pesce: conoscerlo, cucinarlo, mangiarlo











