• HOME
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
martedì 15 Settembre, 2026
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home Nutrizione e salute

Pesceinrete intervista Davide Valsecchi

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
11 Febbraio 2015
in Nutrizione e salute

La semplicità di fruire dei mezzi di comunicazione e la conseguente agevolezza nel comunicare offrono oggi facili opportunità di successo, ma affinché esso perduri nel tempo e si consolidi negli anni, il protagonista di tale successo si deve distinguere per capacità, conoscenza, passione, originalità. Insomma occorre che abbia una forte personalità e la spiccata capacità di reinventarsi continuamente, segni particolari che, senza ombra di dubbio, potremmo trovare nella carta d’identità di Davide Valsecchi, chef, pescivendolo, imprenditore.

Con lui abbiamo parlato con semplicità di semplicità, l’elemento prezioso che arricchisce ogni  suo piatto.

Dall’acquisto al piatto, il prodotto ittico attraversa una serie di passaggi che è necessario abbiano un unico e comune denominatore: il consumo consapevole.

Assolutamente si, un’idea di base, per quanto mi riguarda, talmente forte che ha caratterizzato la mia prima esperienza televisiva, circostanza che nasce proprio da un particolare che  voglio raccontare poiché attesta quanto io creda seriamente nell’importanza della consapevolezza del giusto consumo del pesce. Quando mi hanno chiamato per la trasmissione “I menù di Benedetta” io dissi che, se non avessi fatto quello che faccio tutti i giorni cioè consigliare il modo migliore di consumare il pesce, non avrei avuto nessun interesse ad apparire, proprio perché sono stufo di vedere che ormai, all’interno del piatto, soprattutto quando si tratta di pesce, il contenuto è veramente limitatissimo. Abbiamo un miliardo di ricette, ma nessuno si sofferma mai a spiegare quale sia il prodotto ittico da utilizzare. Il consumo consapevole è la base di tutto, tutt’ora io nella trasmissione RAI  “Detto e Fatto” mi presto, più che altro con gli autori, a cercare di spiegare alla gente come si leggono i cartellini, il mezzo migliore per tutelare il nostro mare, per tutelare il nostro prodotto, pratica già in uso nell’acquisto della verdura e di tanti altri prodotti ma che nel pesce è lontana anni luce. Qualche segnale positivo comincia comunque a farsi sentire, in questo ultimo anno sono stato  contattato e chiamato per partecipare ad eventi organizzati da Slow Food e Slow Fish, con la funzione di  filtro fra i vari passaggi commerciali del pescato fino ad arrivare al  consumatore finale.  Il concetto di consumo consapevole va comunque chiarito, trovo che sia assolutamente troppo semplice pensare che l’acquirente quando compera del pesce fresco ha per forza comperato bene. Nella mia attività io vendo sia il surgelato che il fresco, solo in questa maniera sono sicuro di riuscire a dare a 360 gradi il consiglio adatto. La gente compra il pesce spada fresco ma non si cura di vedere se nel cartellino sia segnata la zona di cattura FAO 37, che sia quindi un prodotto del nostro mare, che sia di una filiera corta. Potrebbe trattarsi di uno spada del Pacifico, potrebbe essere uno spada dell’Atlantico, vedendolo fresco gli acquirenti sono sicuri che si tratti di una scelta giusta. Non sempre la freschezza è sinonimo di qualità, a volte si confonde il fresco con il decongelato. Fare luce su queste situazioni è la battaglia che faccio costantemente. Io sono innamorato del prodotto surgelato e meno male che esiste. Non tutti viviamo nelle vicinanze del mare, non tutti possono avere la pescheria col prodotto a filiera corta a portata di mano, ma ciò non significa che non sia possibile mangiare del buon pesce, genuino e fresco, quello surgelato.

Stai dicendo che il prodotto congelato o surgelato è buono come il fresco qualora quest’ultimo sia veramente buono e di certa provenienza?

Io dico che è più buono. Faccio un esempio pratico: il pesce spada congelato, da sashimi grade per intenderci, con un’ ottima congelatura   raggiunta con i metodi sofisticati delle navi fattoria, secondo me è  a pari mare. Attenzione, io sto mettendo allo stesso livello il pesce oceanico, quindi se scegliamo uno spada dell’Oceano Atlantico o dell’ Oceano Pacifico e lo compriamo congelato oltre a pagarlo meno siamo sicuri di avere un prodotto migliore dello stesso spada comperato nel bancone del fresco che ovviamente non sia del Mar Mediterraneo. Il gambero argentino congelato è un altro esempio di un prodotto fantastico, sicuramente sempre meglio di un gambero argentino decongelato che, a chi non è molto attento, potrebbe essere venduto per fresco.

Per incoraggiare la fiducia del consumatore nei confronti dei prodotti della pesca è auspicabile migliorare le informazioni fornite sulle etichette. Quanto i nuovi metodi di etichettatura sono garanti della salute dell’acquirente?

Molto, ritengo siano sufficientemente garanti. Più diventiamo fiscali, più ci preoccupiamo di quello che viene scritto nel cartellino, meno sottovalutiamo l’importanza e la necessità di fornire alla gente le giuste informazioni. È necessario che chi opera nel settore, facendo anche leva sulla popolarità come nel mio caso, faccia presente l’importanza di leggere bene le indicazioni riportate nelle etichette. Dal metodo di pesca, alla zona di cattura tutte le informazioni sono davvero utili per il consumatore finale, un acquirente meglio informato è meno raggirabile. Non dimentichiamoci che fino a qualche anno fa era facile trovare  nei banchi del congelato il pesce ghiaccio venduto come  bianchetto, oggi questo non è più possibile, i venditori, i commercianti, i dettaglianti, adesso come adesso avrebbero il timore di fare una cosa del genere.  Io sono per le migliori e più dettagliate informazioni affinché si possa maggiormente diffondere la conoscenza del buon pescato. Spesso nei programmi in tv ricordo che anche un  calamaro patagonico è un prodotto buono da mangiare e noto con piacere che la gente si va abituando e quando va in pescheria acquista con maggior consapevolezza.  La consapevolezza, la conoscenza del prodotto da parte dell’acquirente è sicuramente un ottimo deterrente per il venditore di indubbia serietà.

Consumo consapevole e sostenibilità vanno di pari passo?

Sostenibilità è una parola dal significato molto importante, secondo me combacia un po’ come la parola onestà. Ma chi decide la sostenibilità? L’etica o il mercato?  A volte si pensa di andare in una direzione per salvaguardare una determinata specie ittica e poi ci accorge che invece si arreca un danno. Pensiamo ad esempio alla pesca del tonno nel Mediterraneo, cattura limitata dall’ Unione Europea con l’applicazione delle quote tonno e al conseguente esubero della specie che si nutre di sarde e acciughe. Le conseguenze sono negative e come ovvio l’ecosistema ne risente. Quindi il concetto di sostenibilità apre dei grandi dibattiti ed è veramente difficile capire cosa sia meglio per l’uomo e cosa per il mare.

La tua cucina è sempre un inno e un invito alla semplicità?

Per me il pesce è un prodotto semplice e quindi alla portata di tutti. Bisogna cambiare il concetto obsoleto del pesce difficile da cucinare, questo è possibile baypassando alcuni passaggi come la pulizia e la sfilettatura magari facendosi aiutare dal proprio pescivendolo. Essenzialmente, quando il prodotto è quello giusto la ricetta non può che essere veramente semplice, l’acciuga ad esempio è già buona di suo! Capita che in cucina si cerchi di elaborare ricette a base  pesce per far risaltare l’impronta dello chef ma il pesce è già buono di suo, cuoce in poco tempo, non ha bisogno di particolari arricchimenti. Credo piuttosto che sia più coraggioso presentare un carpaccio di palamita, usando un prodotto davvero fresco, senza doverlo necessariamente impreziosire. Il pesce è semplice, se è buono è buono. Sì, per me l’idea di semplicità è sta proprio nella parola pesce, quindi, una cucina a base di pesce non può che essere una cucina semplice.

Davide tu hai al tuo attivo un libro di grande successo, la presenza in diverse trasmissioni televisive, rubriche giornalistiche ed ora anche un’interessante progetto che la pone come garante di qualità. Che pesci pigliare consigliato da  Davide Valsecchi ora è anche un sigillo di garanzia dei prodotti ittici a tutela del consumatore, ce ne parli!

Il libro “Che pesci pigliare?” secondo me è l’anello mancante, anche la mia casa editrice ha sposato l’idea che, più che nel cucinare (ormai le ricette si trovano dovunque) la difficoltà la si ritrova nella scelta del prodotto giusto. Spesso ricevo e-mail in cui mi scrivono: “Davide ti sentiamo parlare in televisione, però bisognerebbe averti al supermercato”. Da qui, mi è venuto in mente che in effetti sarebbe stato necessario avere un tramite fra i prodotti e il consumatore. Certo, siamo tutti consapevoli che, parlando ad esempio di gambero, quello di Mazara del Vallo è il migliore, ma è necessario considerare anche che viviamo in un periodo in cui non è semplice arrivare a fine mese e non tutti possono permettersi il meglio. È pur vero che ci sono anche degli ottimi gamberi che necessitano solo di essere controllati e di avere una certificazione che ne garantisca la bontà. Un controllo di qualità che risulterebbe anche una valida certificazione per le aziende che vogliono lavorare bene. E allora, collocare un bollino di “Che pesci pigliare? Consigliato da Davide Valsecchi” diventa un modo per dire “secondo me questo prodotto, pur non essendo il migliore sulla piazza, è un prodotto comunque buono e idoneo”. Cosa intendo per idoneo? Intendo salato a mano, con una giusta affumicatura, non siringato. L’intento di “Consigliato da Davide Valsecchi” è quello di dare un aiuto, un aiuto soprattutto alle aziende che vogliono fare leva sulla qualità, del resto la qualità paga.

Pescivendolo, chef, imprenditore, come preferisci essere chiamato?

Io faccio principalmente il pescivendolo e ci tengo anche a precisare che  sono una persona veramente umile. Non ho la presunzione di considerarmi il pescivendolo più bravo in assoluto, però sono sicuro che Davide Valsecchi sia il tramite giusto per far arrivare degli ottimi prodotti sul mercato. A conferma di ciò nel mio libro ho inserito “I top 18” cioè i 18 prodotti più venduti. La mia oggi  è una voce, un’opinione, che viene ascoltata perché è quella più vicina alle persone, vicina a chi va a comperare per poi cucinare. Saper riconoscere un buon pesce e saperlo cucinare e per far questo bisogna che le ricette non siano complicate. Io adoro abbinare il pesce alla verdura, credo sia un abbinamento facile e molto buono.

 

Acquista il libro di Davide Valsecchi

Ora in estemporanea ti chiedo una ricetta inedita per i lettori di Pesceinrete.

A me viene in mente una mille foglie con del pesce lama, capperi, puntarelle, pinoli e olive taggiasche denocciolate.

Con u po’ di pazienza si sfiletta il lama, si può anche comprare già sfilettato, la sua è una carne e bella soda e si presta perfettamente per comporre delle mille foglie.

La ricetta è semplicissima, si usa della puntarella, ormai sdoganata dai confini romani e molto utilizzata anche nel resto d’Italia, in Piemonte e in Liguria è richiestissima, si fa saltare appena un po’ in padella con un goccino d’olio e si aggiungono due capperi e due olive. A parte si fanno tostare dei pinoli, a me il pinolo tostato piace parecchio, dopodiché non si fa altro che assemblare un ciuffetto di puntarelle insieme agli altri ingredienti, una fettina di pesce lama, nuovamente un piccolo strato di puntarelle, fettina di lama e sopra aggiungerei un bel pane pugliese frullato, condito con del prezzemolo, tostato in padella.

Passare in forno otto minuti ed è pronto. L’abbinamento puntarella e lama è sicuramente qualcosa di fantastico.

Tags: chefconsumo consapevoleDavide Valsecchisostenibilità
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Semplici accorgimenti per consumare il pesce crudo in sicurezza

Prossimo articolo

Temperatura e salinità delle acque misurati dai satelliti

Mariella Ballatore

Mariella Ballatore

Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

Articoli Correlati

Cozze mediterranee e valore nutrizionale

Cozze, nelle femmine oltre dieci volte più EPA e DHA

by Candida Ciravolo
12 Agosto 2026

Nelle cozze mediterranee il sesso potrebbe incidere sul profilo nutrizionale. In uno studio pilota, il campione femminile ha mostrato quantità...

Assortimento di pesce, gamberi, cozze e calamari facili da cucinar

I pesci più facili da cucinare: 10 scelte che riescono anche al primo tentativo

by Candida Ciravolo
5 Agosto 2026

Il pesce più facile da cucinare per chi parte da zero è il filetto di merluzzo o di nasello già...

Dentice, Dentex dentex

Dentice: caratteristiche, habitat e valore del grande sparide mediterraneo

by Tiziana Indorato
31 Luglio 2026

Il dentice, Dentex dentex, è uno sparide predatore diffuso nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale. Vive su fondali rocciosi, secche e...

Occhione o pezzogna, Pagellus bogaraveo, pesce pregiato dei fondali mediterranei

Occhione o pezzogna, identità e valore di uno sparide pregiato

by Alice Giacalone
30 Giugno 2026

L’occhione è il nome comune con cui in molte aree italiane viene indicato il Pagellus bogaraveo, pesce della famiglia degli...

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.







Articoli più letti

  • 10 pesci costosi e prelibati
  • Le specie di sarago del Mediterraneo
  • Pesci con più e meno mercurio
  • Molva, una ricchezza del Mare del Nord
  • Molluschi bivalvi: descrizione e caratteristiche
  • Congelare il tonno in scatola
  • Gattuccio e palombo, gli squali buoni da mangiare
  • Triglia: caratteristiche e proprietà nutrizionali
  • Mangiare il tonno crudo: vantaggi e pericoli
  • Sgombro e lanzardo, pesce azzurro per il cuore
Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura. In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

Newsletter

Categorie

  • News Ittico
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Associazioni di categoria
  • Sindacati
  • ONG
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas
  • Nutrizione e salute
  • Approfondimenti
  • Chi siamo
  • Policy editoriali
  • Partner
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Mappa del sito

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits

Pesceinrete
Gestisci Consenso

Usiamo cookie tecnici per far funzionare il sito, e cookie statistici (anche di terze parti) per capire come viene usato e migliorarlo. Puoi accettare tutto, rifiutare tutto o scegliere quali attivare — restando comunque libero di navigare senza restrizioni.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Personalizza
  • {title}
  • {title}
  • {title}
  • Home
  • Nutrizione e salute
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits