AGCI annuncia l’avvio del progetto ZoeAI, finanziato dalla Regione Lazio attraverso la misura Feampa e coordinato dalla cooperativa AGEI, che introduce un approccio innovativo e sostenibile al contenimento del granchio blu. Il progetto pilota, sviluppato nel Lazio, si fonda su un’intuizione scientifica decisiva: intervenire sul granchio blu allo stadio larvale, sfruttando i meccanismi naturali dell’ecosistema, invece di agire solo sugli adulti già dannosi.
ZoeAI – realizzato in collaborazione con CREA, Università di Roma Tor Vergata ed Ente Parco Nazionale del Circeo – utilizza sistemi avanzati di monitoraggio per individuare con precisione l’ingresso delle larve zoea nelle lagune costiere, fase cruciale e finora poco esplorata del ciclo vitale della specie. Un passaggio chiave che può aprire la strada a strategie di contenimento più efficaci e sostenibili.
Agire sulle larve per ristabilire gli equilibri naturali
Le larve zoea, grandi appena un millimetro, rappresentano il punto più vulnerabile del granchio blu. Il biologo Andrea Fusari (AGEI) sintetizza così l’approccio: “Non contrastare il granchio blu quando è ormai adulto e dannoso, ma agire prima, sfruttando i meccanismi naturali dell’ecosistema”.
La strategia elaborata da AGEI prevede la semina mirata di giovanili di specie ittiche autoctone – Sparidi e Mugilidi – che nei primi stadi di crescita si nutrono di zooplancton, incluse le larve del granchio blu. Grazie ai dati generati da ZoeAI, sarà possibile sincronizzare l’introduzione di questi giovanili con la presenza delle zoee, soprattutto nelle aree prossime ai canali di comunicazione con il mare.
Un intervento mirato che permette di ripristinare dinamiche ecologiche naturali, riducendo il numero di individui che raggiungeranno lo stadio adulto e limitando così i danni a biodiversità, pesca e acquacoltura.
Un modello per tutte le regioni italiane
Pur nascendo nel Lazio, ZoeAI rappresenta un progetto pilota di interesse nazionale, potenzialmente replicabile in tutte le regioni italiane e mediterranee dove il granchio blu sta compromettendo ecosistemi, attività di pesca e acquacoltura.
I punti di forza del modello:
- utilizzo esclusivo di specie autoctone, senza impatti negativi sugli ecosistemi;
- costi contenuti, grazie a filiere già attive come quella della riproduzione artificiale di specie allevabili (es. orata);
- elevata efficacia potenziale, intervenendo nel momento più delicato del ciclo biologico del granchio blu.
Ricerca, prevenzione e innovazione per la gestione futura
l finanziamento della Regione Lazio conferma la volontà di affrontare le criticità ambientali con strumenti innovativi e basati sulla conoscenza scientifica.
Se i risultati del progetto ZoeAI confermeranno le aspettative, AGCI ritiene che il modello possa diventare un riferimento per tutte le regioni costiere, aprendo la strada a interventi fondati su processi ecologici e controllo biologico, capaci di ristabilire gli equilibri naturali lavorando con la natura, non contro di essa.
“Con ZoeAI, AGCI con AGEI conferma il ruolo delle cooperative come presidio di innovazione e sostenibilità nei territori – ha dichiarato il presidente di AGCI Pesca e Acquacoltura, Enrico Casola – un contributo concreto per trasformare un’emergenza nazionale in un’opportunità di gestione intelligente delle risorse.”












