Nel 2026 la flotta norvegese potrà contare su 535 tonnellate di tonno rosso dell’Atlantico (Thunnus thynnus), con un incremento del 39% rispetto all’anno precedente. La decisione arriva dopo che la Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tonni dell’Atlantico (ICCAT) ha approvato il piano di pesca presentato dal governo norvegese.
Per il settore della pesca del Paese si tratta di un segnale importante. Negli ultimi anni il tonno rosso è tornato infatti a comparire con maggiore frequenza nelle acque dell’Atlantico nord-orientale, consentendo alla Norvegia di riavviare una pesca che per lungo tempo era rimasta marginale nelle attività della flotta nazionale.
Il Ministero della Pesca e degli Oceani norvegese ha sottolineato che l’aumento della quota rappresenta un’opportunità per i pescatori del Paese, che potranno contare su un maggiore accesso alla risorsa.
L’incremento autorizzato per il 2026 deriva da due fattori. Da un lato, l’ICCAT ha stabilito un aumento della quota complessiva di tonno rosso per il nuovo periodo di gestione triennale 2026-2028. Dall’altro, la Norvegia ha ottenuto una quota più ampia durante i negoziati internazionali sulla ripartizione delle catture.
Nel dettaglio, la quota totale per il tonno rosso nell’Atlantico nord-orientale è stata fissata a 48.403 tonnellate per il periodo 2026-2028. Alla Norvegia spetta lo 0,95% del totale, pari a 461,38 tonnellate, a cui si aggiunge la possibilità di utilizzare un trasferimento interannuale fino al 20%, portando il totale disponibile per il 2026 a circa 535 tonnellate.
La pesca sarà organizzata secondo un sistema di accesso limitato e fortemente regolamentato. Per il 2026 potranno registrarsi sette pescherecci con reti a circuizione (purse seine) e sei imbarcazioni con palangari. Per queste due categorie la quota complessiva è stata fissata a 440 tonnellate.
Le imbarcazioni partecipanti potranno ricevere fino a 100 tonnellate di quota, con un minimo garantito di 30 tonnellate.
Accanto alla flotta principale è previsto anche il coinvolgimento della piccola pesca costiera artigianale. Fino a 40 imbarcazioni potranno essere autorizzate a partecipare con una quota complessiva di 40 tonnellate. Per accedere a questo segmento di pesca le unità devono avere lunghezza inferiore ai 15 metri e operare in prossimità della costa utilizzando attrezzi selettivi.
Il progressivo ritorno del tonno rosso nelle acque settentrionali dell’Atlantico rappresenta uno dei fenomeni più osservati negli ultimi anni da ricercatori e operatori del settore. Dopo decenni segnati da una forte pressione di pesca, lo stock della specie ha beneficiato delle misure di gestione introdotte a livello internazionale dall’ICCAT, che hanno contribuito alla sua ricostruzione.
Parallelamente, numerose osservazioni segnalano una presenza crescente della specie nelle acque più settentrionali dell’Atlantico, una dinamica che potrebbe essere legata sia ai cambiamenti nelle condizioni ambientali sia alla disponibilità di prede lungo queste rotte migratorie.
Per la Norvegia, che storicamente non è tra i principali protagonisti della pesca del tonno rosso rispetto ai Paesi mediterranei, questa evoluzione apre nuove prospettive per la flotta nazionale e per l’industria della pesca del Paese. Allo stesso tempo, il ritorno della specie nei mari del Nord rappresenta un ulteriore elemento di interesse per comprendere come stanno cambiando la distribuzione degli stock e gli equilibri della pesca nell’Atlantico.












