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Home Nutrizione e salute

Vista, olfatto e tatto per valutare la freschezza del pesce

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
5 Novembre 2015
in Nutrizione e salute

Molte persone, semplicemente, non si intendono di pesce, non sanno riconoscere le specie, non sanno utilizzarlo in cucina, ma soprattutto non sanno come riconoscere il pesce fresco da quello avariato: vi spieghiamo come fare.
Il pesce riesce a sopravvivere, a norma di legge, per quattro giorni dal momento in cui è stato pescato e ovviamente la sua freschezza al giorno 1 o al giorno 4 non è la stessa: ecco come riconoscere il pesce migliore da quello peggiore. In questa sede tralasceremo gli altri prodotti ittici, vale a dire crostacei, molluschi, echinodermi, che hanno criteri diversi.

La prima cosa che bisogna valutare quando si entra in una pescheria è l’odore. Già annusando l’aria ci si rende conto se l’odore è di mare, di fresco, o se sentiamo odore di marcio, insomma, una puzza: nel secondo caso è bene uscire fin da subito. Purtroppo non possiamo metterci a annusare i singoli pesci, cosa che invece possiamo fare a casa per capire se abbiamo conservato un pesce per troppo tempo.

Un aspetto che possiamo valutare già in negozio è però il colore. Il colore si controlla molto bene perché il pesce fresco, a causa di quella ‘roba bavosa’ che si chiama cuticola che lo ricopre quando si tocca, ha dei riflessi che riprendono i colori dell’arcobaleno, è iridescente, un po’ come l’olio per terra quando piove. Il pesce ‘andato’ perde la cuticola e diventa opaco.

Si guarda subito, inoltre, anche l’occhio: l’occhio del pesce deve essere nero e deve essere sporgente. Con il passare del tempo tende prima ad essere velato, ovvero diventare grigio, poi il globo oculare perde sostanza, diventando così non sporgente ma incavato. Se l’occhio è concavo e non convesso meglio lasciar perdere il pesce.

Bisogna poi valutare alcuni aspetti che, però, richiedono di toccarlo. Questo in casa o al supermercato si può fare abbastanza tranquillamente, mentre in pescheria dobbiamo necessariamente chiedere al pescivendolo di mostrarci rigidità e branchie.
Per prima cosa bisogna controllare le branchie: bisogna aprirle, tirare su l’opercolo che si trova alla fine della testa e vedere il colore dell’organo, che deve essere rosso acceso, meglio se con qualche goccia di sangue, per capire che non ha ancora avuto modo di coagularsi, quindi è fresco. Se vediamo marroncino o rosso molto scuro significa che è stato pescato già da un po’.

Ultimo, dobbiamo valutare il corpo del pesce: deve essere rigido e non floscio, a differenza di quanto potremmo pensare. Se lo prendiamo per la coda, deve dondolare come uno stoccafisso e non come un calzino: il rigor mortis,la contrazione perenne che avviene quando un animale muore, nel pesce si forma e si rilascia molto più velocemente dei mammiferi, in cui impiega diversi giorni: per cui un pesce poco dopo pescato ha già il corpo rigido, che poi inzia ad afflosciarsi. Se quando viene preso in mano ‘balla’ un po’ troppo è bene lasciar perdere e non acquistarlo.

Fonte Tutto Green

Tags: pesce
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Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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