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Home Acquacoltura

Vongola Verace: ciclo di produzione più corto di tre mesi

Naturedulis avvia le prime semine 2025 con il supporto scientifico di Nofima: l’obiettivo è accorciare il ciclo produttivo e portare prima sul mercato la Vongola Verace (Ruditapes philippinarum)

Tiziana Indorato by Tiziana Indorato
15 Dicembre 2025
in Acquacoltura, In evidenza, News, Sostenibilità
vongole veraci

C’è un momento preciso in cui un settore capisce di essere entrato in un’altra fase: quando smette di affidarsi soltanto alla variabilità naturale e inizia a costruire, con metodo, la propria prevedibilità. Per la venericoltura italiana, quel momento porta un nome tecnico e una ricaduta molto concreta: parte il programma di allevamento selettivo della Vongola Verace (Ruditapes philippinarum).

L’idea, in sé, è tutt’altro che nuova. L’allevamento selettivo è da decenni uno degli strumenti più efficaci per migliorare crescita, resa e qualità nelle produzioni zootecniche e in diverse specie ittiche. La novità sta nel fatto che, ora, questo approccio diventa operativo anche per una delle specie simbolo della molluschicoltura europea: la Vongola Verace.

Il punto di partenza è l’Emilia-Romagna, nella Laguna di Goro, ambiente ad alta produttività dove la disponibilità di nutrienti e la gestione degli spazi di allevamento hanno costruito nel tempo un’economia locale strettamente legata ai bivalvi. Qui opera Naturedulis, che gestisce uno schiuditoio e fornisce vongole giovani ad altri allevatori della regione. In altre parole, non è solo un produttore: è un nodo di filiera. Ed è proprio da questa posizione che nasce l’ambizione di “fare un salto”: valorizzare il potenziale naturale delle vongole con un breeding mirato, per utilizzare meglio le risorse dell’ecosistema e aumentare l’efficienza produttiva.

Quell’ambizione è diventata realtà grazie al progetto BIVALVI (Advancing European bivalve production systems), finanziato da ERA-NET BlueBio, che mette insieme competenze industriali e ricerca applicata. Da un lato c’è l’esperienza di Naturedulis e dei suoi clienti, maturata sul campo; dall’altro c’è la scienza dell’allevamento sviluppata da Nofima, realtà norvegese che lavora su programmi di breeding fin dagli anni Sessanta e che, nel tempo, ha contribuito a strutturare percorsi di miglioramento genetico per più specie e contesti produttivi.

Il passaggio decisivo, però, non è il progetto in sé: è la sua traduzione in mare. All’inizio del 2025 gli allevatori hanno iniziato a seminare le prime vongole selezionate specificamente per una crescita rapida. L’obiettivo dichiarato è netto: arrivare a un prodotto pronto per il mercato entro Natale 2025, accorciando il ciclo produttivo di almeno tre mesi. Se confermata dai risultati di campo, una riduzione di questo tipo non è un dettaglio: significa intervenire sulla rotazione dei lotti, sull’esposizione ai rischi stagionali, sulla programmazione dei conferimenti e, soprattutto, sulla capacità di dare continuità a una produzione che spesso paga la volatilità biologica e ambientale.

C’è poi un aspetto che rende questa notizia più grande della singola specie. La Vongola Verace è una specie a basso livello trofico: non richiede mangimi come i pesci allevati, e la sua logica produttiva si inserisce in quella transizione, sempre più citata ma non sempre praticata, verso sistemi alimentari in grado di “scendere” nella catena alimentare mantenendo valore nutrizionale e riducendo pressione sulle risorse. Proprio per questo, il breeding sui bivalvi viene considerato un tassello strategico: in Europa è ancora poco diffuso, e la mancanza di programmi strutturati significa rinunciare a margini importanti di miglioramento su efficienza, qualità e mortalità.

Il progetto BIVALVI coinvolge anche l’Università di Bologna, a conferma di un’impostazione che non separa ricerca e produzione, ma le mette nello stesso perimetro operativo. E quando succede, la genetica smette di essere un argomento da addetti ai lavori e diventa un’infrastruttura invisibile della filiera: quella che, stagione dopo stagione, può trasformare un settore in un’industria più stabile.

Per chi lavora nella molluschicoltura, la domanda ora è una sola e vale più di ogni slogan: cosa diranno le prossime raccolte. Perché il breeding non vive nelle intenzioni, vive nei numeri. E se i numeri confermeranno l’obiettivo, la Vongola Verace  avrà inaugurato un nuovo modo di pensare la produzione: non contro la natura, ma con la natura, usando scienza e metodo per ridurre l’incertezza e aumentare valore.

 

 

Tags: acquacolturabivalvibreedingERA-NET BlueBiofiliera itticaLaguna di GoromolluschicolturaNaturedulisNofimaRuditapes philippinarumSacca di Goroschiuditoioselezione geneticasostenibilitàspecie a basso livello troficoUniversità di Bolognavenericolturavongola di Manila
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