• HOME
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
giovedì 17 Settembre, 2026
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home Approfondimenti

WWF lancia #safesharks per salvare gli squali nel Mediterraneo

Redazione by Redazione
12 Ottobre 2018
in Approfondimenti

Gli squali sono sopravvissuti alle ere geologiche ma oggi sono a rischio per colpa dell’uomo, soprattutto nel Mediterraneo. Il WWF lancia il progetto lancia #safesharks a tutela della specie.

Sebbene si conosca ancora poco sulle loro abitudini, una cosa è certa: oltre la metà delle 86 specie che popolano il Mare Nostrum, tra squali, razze e chimere, sono a rischio soprattutto perché catturate nelle reti a strascico o negli attrezzi da pesca utilizzati per la pesca al tonno o al pesce spada. Si calcola che nel 2015 siano state pescate circa 14.065 tonnellate di squali e razze in Mediterraneo. Il 10-15% dei pesci catturati dai palangari (lunghissime lenze con centinaia di ami) destinati al pesce spada e tonno sono purtroppo squali pelagici. Il Mediterraneo quindi si conferma come uno dei luoghi più pericolosi al mondo per squali e razze soprattutto per questo fenomeno di by-catch: la cattura accidentale con reti e palangari colpisce anche molte altre specie protette come tartarughe marine, delfini e balene e perfino uccelli marini. Inoltre, se vengono sbarcati a terra dopo essere stati catturati, la carne di squalo (soprattutto verdesca e smeriglio) viene spesso spacciata per pesce spada sui banchi del mercato, costituendo un pericolo anche per la nostra sicurezza alimentare.
L’allarme è stato lanciato  dal WWF nell’ambito di Barcolana 2018, la regata velica più ‘affollata’ che quest’anno compie mezzo secolo. La scelta di Barcolana non è casuale: il WWF aveva già lanciato dalla sede triestina nel 2017 l’iniziativa SOS Plastica. Quest’anno, per la Campagna GenerAzione Mare, parte da Trieste il progetto SafeSharks che vedrà proprio in Adriatico il WWF attivarsi a tutela degli squali in collaborazione con COISPA, INCA e WWF Adria.  Il progetto contaminerà enti museali e Aree Marine protette Adriatiche con attività di sensibilizzazione ma soprattutto coinvolgerà circa 100 pescatori del basso Adriatico e i ricercatori, tutti uniti da un solo obiettivo: scoprire qual è la modalità migliore di rilascio degli squali in mare, una volta pescati accidentalmente, per aumentarne le probabilità di sopravvivenza. Gli squali, prima di essere liberati in mare, verranno marcati con uno speciale sistema satellitare (TAG) in grado di trasmettere le informazioni sugli spostamenti e soprattutto il loro termine di sopravvivenza. Grazie al monitoraggio satellitare si potranno anche mettere in sicurezza le aree di nursery e spawning – ovvero di crescita e riproduzione. Le attività di marcatura satellitare partiranno nei prossimi mesi e la raccolta dei dati ovviamente dipenderà dal numero dei TAG disponibili. Considerato il costo di ciascun apparecchio, circa 5.000 euro,  il WWF ha anche lanciato una raccolta fondi per sostenere il progetto che vuole salvare gli squali del Mediterraneo dall’estinzione.
“Nell’immaginario collettivo, lo squalo rappresenta ’il pericolo’ per eccellenza a tal punto che il termine squalo viene usato oggi nel linguaggio comune con un’accezione negativa”, spiega la presidente del WWF Italia Donatella Banchi che aggiunge: “Quello che non tutti sanno invece è che essendo all’apice della catena alimentare la sua è una funzione chiave nel mantenimento degli equilibri dell’ecosistema marino e che nel rapporto tra uomo, mare ed i suoi abitanti, il ruolo dello ‘squalo’ è tutto nostro perché oltre a cacciare nel suo territorio lo abbiamo perseguitato al punto da metterlo in serio pericolo di estinzione”.
“La mortalità degli squali a causa del by-catch è purtroppo altissima e in Italia siamo ancora lontani dall’adottare soluzioni tecniche negli attrezzi o modifiche nelle strategie di pesca che evitino di catturare questi animali”, ha dichiarato Giulia Prato, biologa marina e responsabile Mare di WWF Italia che aggiunge: “In questo caso i pescatori, come in molti altri progetti del WWF, sono i nostri migliori alleati: lavoreremo con loro, con i cittadini e le istituzioni per trovare le soluzioni più efficaci per aumentare la sopravvivenza degli squali, migliorare la raccolta dati e fermare anche il commercio illegale di carne di squalo in Italia, una delle piaghe”.
Poiché la salvaguardia di questi animali passa anche attraverso la conoscenza delle loro abitudini e dei rischi che corrono ancora per mano dell’uomo, il progetto SafeSharks prevede anche l’installazione di Info-Point interattivi in alcuni musei scientifici e Aree Marine Protette lungo le coste adriatiche, a partire dal Biodiversitario Marino – BioMa – presso le Scuderie di Miramare a Trieste (Riserva gestita dal WWF), il Museo di Zoologia Adriatica di Chioggia e la Riserva di Porto Cesareo in Puglia.

METTI UNO SQUALO 3D NEL CELLULARE.

Il WWF ha anche prodotto una speciale APP gratuita – ARLOOPA – di realtà aumentata grazie alla quale si può scaricare un’immagine tridimensionale di squalo bianco: per i visitatori degli Info-point del Progetto basterà avere  uno smartphone con cui scaricare il codice QR sul poster speciale installato nei Musei partners di  SafeSharks. Con l’immagine in 3D dello squalo ciascuno potrà poi fare una foto ovunque  si trovi e condividerla con i propri amici con #safesharks.
“Per conservare l’ambiente marino occorre farlo conoscere ed amare e il BioMa (Biodiversitario Marino di Miramare) ha programmi di educazione ambientale che si pongono tale obiettivo. Ha dichiarato Maurizio Spoto, direttore Riserva Marina di Miramare. “Inaugurato quest’anno a  marzo, è una moderna struttura di visita che presenta la biodiversità, ossia le specie e gli habitat marini, del Golfo di Trieste. Diorami e modelli a grandezza naturale, videwall e filmati, postazioni interattive propongono un’immersione virtuale nell’AMP di Miramare sotto al celebre Castello”.
 “Stiamo cominciando a conoscere qualcosa di più sugli squali e spesso gli studiosi si trovano di fronte a vere sorprese – ha dichiarato Nicola Bressi, etologo, ricercatore e curatore del Museo di Storia naturale di Trieste. “ad esempio, sappiamo che gli squali sono all’apice della catena alimentare ed è questo un ruolo fondamentale per i dinamici equilibri naturali degli oceani. Gli squali, infatti, controllano l’abbondanza e la distribuzione di altri pesci e di mammiferi marini con un effetto benefico anche su habitat importanti come barriere coralline e praterie sommerse”.

EFFETTO SQUALO.

La drastica diminuzione di questi predatori induce cambiamenti nella popolazione delle loro prede, cambiamenti che si trasmettono lungo la catena alimentare causando le cosiddette “cascate trofiche”. Ad esempio, uno studio condotto negli Stati Uniti ha rivelato che dal 1970 al 2005, sulla costa orientale del paese si è verificato un rapido declino di 11 differenti specie di squalo, a cui è corrisposto l’aumento di 12 specie di predatori intermedi, un’esplosione che ha provocato l’eliminazione di una grande quantità di bivalvi, e il conseguente fallimento della florida industria basata sulla pesca della capasanta locale, Argopecten irradian.
Gli squali fanno anche bene all’economia di molte aree costiere, e non solo: il turismo basato sullo shark-watching è, infatti, un’industria cresciuta rapidamente negli ultimi anni ma una recente ricerca svolta nelle 7 aree del mondo più interessate da questa attività (Bahamas, Isole Fiji, Palau, Maldive, Australia, Moorea (Polinesia francese), Gansbaai (Sud Africa), ha svelato che le comunità e i governi  tendono a gestire in maniera più oculata e con un’attenzione alla tutela dell’habitat costiero e marino laddove vivono gli squali. L’introito economico in queste aree ha poi delle cifre da capogiro, a partire dalle Bahamas, la ‘capitale’ del turismo ‘avvista-squali’, che beneficia di 113.8 milioni di dollari USA all’anno. La più piccola economia è  in  Sud-Africa e  si attesta con 4,4 milioni di dollari all’anno. Inoltre, tutti gli studi condotti per valutare il valore economico degli squali hanno ovunque dimostrato che il valore di uno squalo vivo è in larga misura maggiore di quello di uno squalo ucciso e commerciato. Nella regione di Palau, dove l’economia del turismo per le immersioni con gli squali genera l’8% del prodotto interno lordo con un fatturato annuo di 18 milioni di dollari l’anno, 100 squali pescati e commercializzati producono al massimo, una sola volta, un fatturato di 10.800$.

GLI SQUALI SIAMO NOI.

Delle 86 specie di squali mediterranee, quelle attualmente protette sono 24  e devono essere rilasciate illese e vive, non possono essere ritenute a bordo, sbarcate e commercializzate. Invece, spesso gli squali pescati accidentalmente, anche le specie protette, vengono introdotti nel mercato, volontariamente o involontariamente (in quanto non correttamente identificati), etichettati in modo scorretto (ad esempio come pesce spada) e/o venduti illegalmente, fenomeno conosciuto come frode alimentare che inficia la sicurezza del consumatore. Nonostante l’importanza ecologica e socio-economica della cattura accidentale degli squali e dell’introduzione nel mercato delle loro carni, non esiste ad oggi un appropriato programma di monitoraggio in Mediterraneo che fornisca informazioni dettagliate sulle specie ed il numero di individui di squali presenti, sui tassi di cattura accidentale nella pesca e sul fenomeno di frode alimentare. L’Italia è anche uno dei maggiori mercati al mondo per il consumo di carne di squalo ed il terzo paese al mondo per il volume di carne di squalo importata.
Tags: squali
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Rilasciati i due pescherecci mazaresi. Carlino: “Eravamo fiduciosi nell’operato del Governo e delle Autorità Diplomatiche”

Prossimo articolo

Dopo 17 anni apre Toyosu, il nuovo mercato del pesce di Tokyo

Redazione

Redazione

Articoli Correlati

acquacoltura italiana

Acquacoltura italiana, Leonardi a Pesceinrete indica le priorità per la crescita

by Mariella Ballatore
11 Settembre 2026

In un’intervista rilasciata a Pesceinrete, Matteo Leonardi individua le condizioni necessarie per rafforzare l’acquacoltura italiana: impianti più resilienti, gestione programmata...

Dentice, Dentex dentex

Dentice: caratteristiche, habitat e valore del grande sparide mediterraneo

by Tiziana Indorato
31 Luglio 2026

Il dentice, Dentex dentex, è uno sparide predatore diffuso nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale. Vive su fondali rocciosi, secche e...

Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale di UNCI AgroAlimentare, intervistato sul futuro della pesca italiana

Pesca italiana, Scognamiglio: senza imprese e giovani non esiste sostenibilità

by Davide Ciravolo
21 Luglio 2026

Il cambiamento climatico sta già modificando specie, aree di pesca e giornate di operatività, mentre il costo del gasolio e...

Annamaria Mele, presidente nazionale di ANAPI Pesca, durante un incontro dedicato al futuro della pesca italiana

Pesca oltre gli schieramenti, Mele: “Prima gli interessi del settore”

by Mariella Ballatore
15 Luglio 2026

La presenza di Annamaria Mele al workshop promosso da Agripesca manda un segnale chiaro: nella pesca è possibile superare la...







Articoli più letti

  • 10 pesci costosi e prelibati
  • Le specie di sarago del Mediterraneo
  • Pesci con più e meno mercurio
  • Molva, una ricchezza del Mare del Nord
  • Molluschi bivalvi: descrizione e caratteristiche
  • Congelare il tonno in scatola
  • Gattuccio e palombo, gli squali buoni da mangiare
  • Triglia: caratteristiche e proprietà nutrizionali
  • Mangiare il tonno crudo: vantaggi e pericoli
  • Sgombro e lanzardo, pesce azzurro per il cuore
Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura. In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

Newsletter

Categorie

  • News Ittico
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Associazioni di categoria
  • Sindacati
  • ONG
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas
  • Nutrizione e salute
  • Approfondimenti
  • Chi siamo
  • Policy editoriali
  • Partner
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Mappa del sito

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits

Pesceinrete
Gestisci Consenso

Usiamo cookie tecnici per far funzionare il sito, e cookie statistici (anche di terze parti) per capire come viene usato e migliorarlo. Puoi accettare tutto, rifiutare tutto o scegliere quali attivare — restando comunque libero di navigare senza restrizioni.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Personalizza
  • {title}
  • {title}
  • {title}
  • Home
  • Nutrizione e salute
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits