Dal 1° agosto al 31 dicembre 2026, le unità autorizzate alle reti gemelle a divergenti non potranno utilizzare questo attrezzo nelle GSA 17 e 18 dell’Adriatico. Il MASAF ha disposto l’interruzione dopo avere accertato il consumo delle 1.510 giornate complessivamente assegnate al segmento OTT per il 2026.
Il decreto direttoriale introduce una interruzione obbligatoria continuativa che accompagnerà le imprese interessate fino alla fine dell’anno.
Il provvedimento si applica alle unità iscritte o con base logistico-operativa nei porti dei compartimenti marittimi delle GSA 17 e 18, corrispondenti all’Adriatico centro-settentrionale e meridionale, e autorizzate in licenza all’impiego delle reti gemelle a divergenti.
Perché scatta l’interruzione
Per il 2026 il Ministero aveva attribuito al segmento OTT un plafond complessivo di 1.510 giornate di pesca, riferito all’intera flotta autorizzata e non a ciascuna imbarcazione.
Le giornate erano state ricavate attraverso la conversione di 1.800 giornate assegnate alle reti a strascico OTB, sulla base di un documento tecnico del Consiglio nazionale delle ricerche.
Il monitoraggio ministeriale ne ha ora accertato l’esaurimento. Da qui lo stop previsto dal decreto pubblicato sul sito del MASAF.
Il provvedimento riguarda soltanto le reti OTT
Le OTT sono due reti gemelle trainate contemporaneamente dalla stessa imbarcazione mediante una coppia di divergenti. Sono quindi distinte dalle tradizionali reti a strascico OTB.
Il decreto non ferma tutto lo strascico nell’Adriatico, ma sospende esclusivamente l’impiego delle reti gemelle da parte delle unità comprese nel provvedimento.
L’utilizzo di altri attrezzi resta subordinato alle autorizzazioni riportate in licenza e alle norme applicabili nelle singole aree.
Le conseguenze per imprese ed equipaggi
Per armatori ed equipaggi interessati, la misura impone di riorganizzare uscite, turnazioni e manutenzioni per tutta la parte restante dell’anno.
Anche cooperative, mercati e compratori dovranno tenere conto dello stop nella programmazione degli approvvigionamenti. Il decreto, però, non indica il numero delle unità coinvolte, i quantitativi normalmente sbarcati con le reti gemelle o l’incidenza sulle singole specie.
La misura si inserisce nel quadro delle limitazioni allo sforzo di pesca e delle chiusure previste per gli stock demersali dell’Adriatico, già approfondite da Pesceinrete nell’articolo sulle disposizioni MASAF per la pesca nel 2026.
Il decreto non disciplina eventuali sostegni
Nel testo il Ministero riconosce il possibile impatto occupazionale e reddituale dell’interruzione, soprattutto sugli equipaggi.
Il provvedimento non contiene però stanziamenti, importi o procedure per richiedere compensazioni economiche.













