Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha approvato la sub-graduatoria FEAMPA per l’arresto definitivo delle unità a strascico della GSA 17 con lunghezza fuori tutto pari o superiore a 18 metri e inferiore a 24. Il decreto rende finanziabili le prime dieci delle 77 domande ammesse, per un importo complessivo di 4.198.420 euro. Le altre 67 risultano ammesse ma non finanziabili con l’attuale dotazione. Un eventuale scorrimento sarà possibile soltanto qualora vengano assegnate ulteriori risorse.
Il dato che sintetizza il provvedimento è netto: dieci domande finanziabili su 77 ammesse.
Il decreto del Masaf non apre una nuova procedura, ma approva una delle sub-graduatorie previste per l’attuazione della misura FEAMPA dedicata all’arresto definitivo delle attività di pesca. Il segmento interessato è quello dello strascico nella GSA 17, per le imbarcazioni comprese tra 18 e 24 metri di lunghezza fuori tutto.
È un atto tecnico, ma la sua portata non si esaurisce nella distribuzione dei contributi. Settantasette domande ammesse, riferite ad altrettante unità, indicano che l’uscita definitiva dalla pesca è stata considerata un’opzione concreta da una platea molto più ampia rispetto a quella che oggi può essere sostenuta finanziariamente.
Il decreto, da solo, non consente di stabilirne le ragioni. Non dice quanto abbiano inciso i costi operativi, la riduzione delle giornate di attività, lo stato delle risorse, l’età degli operatori o le difficoltà del ricambio generazionale. Attribuire tutte le domande a una sola causa sarebbe quindi improprio. Il dato certo è la forte differenza tra le istanze ammesse e quelle coperte.
Dieci pescherecci assorbono l’intera dotazione disponibile
Le unità collocate nelle prime dieci posizioni sono Zaffiro, Mostrillo, Orgoglio, Fratelli Gasparroni, Rosa dei Venti, Invincibile, Gironimo, Orsera, Andrea M. e Mare Primo.
Gli importi associati alle singole domande vanno dai 321.310 euro di Orgoglio ai 514.510 euro di Fratelli Gasparroni. La loro somma raggiunge esattamente i 4.198.420 euro messi a disposizione dal provvedimento.
La misura rientra nella Priorità 1, Obiettivo specifico 1.3, codice 5, del Programma nazionale FEAMPA 2021-2027 e trova il proprio fondamento nell’articolo 20 del Regolamento UE 2021/1139, dedicato all’arresto definitivo delle attività di pesca. La finalità è contribuire al riequilibrio dei segmenti nei quali la capacità della flotta non risulta proporzionata alle possibilità di pesca.
Sei delle dieci unità finanziabili sono iscritte a Chioggia
La distribuzione territoriale delle prime dieci posizioni presenta una concentrazione evidente. Sei unità risultano iscritte a Chioggia: Zaffiro, Orgoglio, Gironimo, Orsera, Andrea M. e Mare Primo.
Gli importi riferiti a queste sei imbarcazioni ammontano complessivamente a 2.391.540 euro, pari a poco meno del 57% della dotazione finanziata.
Le altre quattro posizioni riguardano Mostrillo, iscritta a San Benedetto del Tronto; Fratelli Gasparroni e Rosa dei Venti, entrambe con ufficio di iscrizione a Civitanova Marche; e Invincibile, iscritta a Giulianova.
La presenza di sei unità chioggiotte tra le prime dieci non basta a descrivere la condizione dell’intera marineria locale. Segnala però quanto il percorso di riduzione della capacità interessi uno dei principali poli italiani dello strascico adriatico.
Gli importi indicati per tutte le domande superano i 32 milioni
La parte più significativa della graduatoria comincia dopo la decima posizione. Le successive 67 domande sono state dichiarate ammesse, ma non dispongono al momento di copertura finanziaria.
La somma aritmetica degli importi riportati nelle 77 posizioni raggiunge 32.063.840 euro. La dotazione di 4.198.420 euro copre quindi poco più del 13% del valore complessivamente associato alle domande presenti nell’elenco.
Questo confronto deve essere letto correttamente. I 32 milioni non rappresentano un debito del Ministero, né una somma già riconosciuta alle imprese non finanziate. Per le posizioni successive alla decima non esiste, allo stato attuale, un diritto automatico all’erogazione. Il dato misura esclusivamente la distanza tra gli importi indicati nella graduatoria e le risorse oggi disponibili.
Il decreto stabilisce che, qualora vengano assegnati ulteriori fondi, si potrà procedere allo scorrimento. La prima posizione oggi ammessa ma non finanziabile è la numero undici, relativa all’unità Ferdinando Arlotti, per un importo indicato di 316.480 euro.
Il provvedimento completa progressivamente il quadro delle sub-graduatorie dedicate allo strascico nella GSA 17. Pesceinrete aveva già raccontato l’assegnazione di oltre 2,5 milioni per dodici unità comprese tra 12 e 18 metri e quella relativa alle imbarcazioni tra 24 e 40 metri, con venti domande ammesse e due finanziabili.
L’approvazione della graduatoria non equivale al pagamento
Anche per le prime dieci posizioni, il contributo non viene erogato automaticamente. Il decreto precisa che il pagamento resta subordinato al rispetto degli obblighi previsti per i beneficiari e all’esito positivo dei controlli di primo livello.
La graduatoria attribuisce dunque una priorità nell’accesso alle risorse, ma non conclude il procedimento. Prima della liquidazione dovranno essere completate le verifiche amministrative e soddisfatte tutte le condizioni previste dalla misura.
Ridurre la capacità di pesca può essere necessario per ricostruire un equilibrio sostenibile tra flotta e risorse disponibili. Ma una graduatoria tanto lunga ricorda che l’arresto definitivo non è soltanto una variabile tecnica.
Per l’amministrazione significa sottrarre capacità a un segmento considerato non equilibrato. Per i porti significa vedere uscire dalla pesca imbarcazioni, imprese e competenze costruite nel tempo. La misura potrà dirsi davvero efficace solo se alla riduzione della flotta corrisponderanno condizioni economiche, ambientali e operative più solide per chi continuerà a lavorare in mare.













