ASC ha esteso di un anno la transizione obbligatoria al nuovo Farm Standard: la scadenza passa dal 1 maggio 2027 al 1 maggio 2028. Dal 1 luglio 2026 è in vigore anche la versione intermedia Farm Standard V1.0.1A, pensata come ponte operativo verso la V1.1, attesa per il 1 novembre 2026 e ancora soggetta ai processi di governance e approvazione. Per le aziende acquicole significa più tempo per preparare audit, procedure, documentazione e sistemi interni al nuovo quadro unico di certificazione.
La transizione rallenta, ma la direzione non cambia
Un anno in più per adeguarsi al nuovo sistema di certificazione. ASC ha spostato dal 1 maggio 2027 al 1 maggio 2028 la data obbligatoria per il passaggio dagli attuali standard per specie al nuovo ASC Farm Standard.
La decisione riguarda direttamente allevamenti certificati, aziende in transizione, organismi di certificazione e operatori della filiera che utilizzano la certificazione ASC come garanzia nei rapporti commerciali. Non è un cambio di rotta. Il Farm Standard resta il riferimento futuro della certificazione ASC. Cambiano i tempi, non l’obiettivo.
La proroga serve a rendere più gestibile un passaggio complesso. Per molte aziende, infatti, adeguarsi al nuovo standard non significa aggiornare un singolo documento, ma rivedere procedure, sistemi di raccolta dati, responsabilità interne, formazione del personale e preparazione agli audit.
Cosa cambia per le aziende acquicole
Il nuovo termine del 1 maggio 2028 dà più margine operativo agli allevamenti.
Le aziende avranno più tempo per verificare la conformità ai requisiti, organizzare la documentazione, formare i team interni e prepararsi alle verifiche. È un aspetto rilevante soprattutto per le realtà produttive più strutturate, dove la certificazione coinvolge più siti, più figure aziendali e una gestione articolata degli adempimenti ambientali e sociali.
La proroga consente anche di assorbire meglio le indicazioni emerse nella prima fase di applicazione. Mock audit, audit pilota e prime certificazioni hanno fornito ad ASC elementi utili per capire come lo standard funziona sul campo e dove servono maggiore chiarezza, coerenza e strumenti di supporto.
Una versione intermedia per evitare incertezze
In attesa della nuova versione V1.1, ASC ha pubblicato il Farm Standard V1.0.1A, in vigore dal 1 luglio 2026 al 1 febbraio 2027.
Si tratta di una versione intermedia, costruita come ponte pratico verso il prossimo aggiornamento dello standard. Il punto più concreto riguarda gli audit: la V1.0.1A sospende temporaneamente la verifica su un numero limitato di requisiti attualmente in revisione.
È una scelta tecnica, ma con effetti pratici importanti. Serve a evitare che le aziende siano valutate su requisiti destinati a essere chiariti o modificati, mentre prosegue il lavoro sulla versione V1.1, la cui pubblicazione è prevista per il 1 novembre 2026, subordinatamente ai processi interni di approvazione.
Il valore vero è nell’applicazione pratica
Il Farm Standard rappresenta l’evoluzione del sistema ASC: un unico quadro di riferimento al posto di più standard legati alle singole specie, con requisiti comuni sui principali aspetti ambientali e sociali della produzione acquicola.
Per la filiera, il passaggio è significativo. Uno standard unico può rendere il sistema più coerente e leggibile, ma richiede anche un’applicazione concreta dentro gli allevamenti. È lì che si misura la tenuta di una certificazione: non solo nella scrittura dei requisiti, ma nella capacità di trasformarli in procedure verificabili, dati affidabili e comportamenti aziendali misurabili.
ASC ha spiegato che i riscontri arrivati da aziende, auditor e stakeholder hanno evidenziato alcuni punti da affinare. In certi casi, informazioni equivalenti risultano già raccolte attraverso sistemi o meccanismi esistenti. In altri, l’esperienza sul campo ha mostrato la necessità di precisare meglio come applicare determinati requisiti nella pratica quotidiana.
La nuova scadenza non interessa solo chi alleva. Riguarda anche chi acquista, trasforma, distribuisce o comunica prodotto certificato.
Per i buyer, la certificazione resta uno strumento di selezione e garanzia. Per le aziende, è una leva commerciale ma anche un impegno organizzativo. Per gli auditor, è un sistema da applicare con criteri chiari e verificabili. Per questo il tempo aggiuntivo non va letto come una semplice dilazione, ma come una fase di consolidamento.
La transizione al Farm Standard prosegue, ma con una traiettoria più lunga e più realistica. Il 2028 diventa ora la nuova data da segnare in agenda per l’acquacoltura certificata ASC.













