• HOME
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
martedì 15 Settembre, 2026
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home In evidenza

DNA ambientale, la FAO guarda ai pescherecci per monitorare il mare

Un manuale tecnico FAO-GFCM indica come l’eDNA possa integrare la raccolta dati su biodiversità, specie vulnerabili e impatti della pesca, valorizzando anche il ruolo operativo delle flotte

Alice Giacalone by Alice Giacalone
6 Luglio 2026
in In evidenza, News, Pesca, Sostenibilità
Ricercatrice analizza campioni in laboratorio per il monitoraggio del DNA ambientale marino

L’analisi del DNA ambientale può integrare i monitoraggi tradizionali della pesca e degli ecosistemi marini

Il DNA ambientale può diventare uno strumento utile per rafforzare il monitoraggio della pesca e degli ecosistemi marini. Un manuale tecnico FAO-GFCM analizza l’impiego degli approcci basati su eDNA, con particolare attenzione alla metaprobe, un campionatore passivo utilizzabile durante le normali attività di pesca. Non si tratta di sostituire le campagne scientifiche tradizionali, ma di integrarle con dati meno invasivi, più capillari e potenzialmente preziosi nei contesti in cui le informazioni biologiche ed ecologiche restano incomplete.

Il DNA ambientale entra nella cassetta degli attrezzi della pesca

Il mare viene ancora osservato meno di quanto servirebbe. Campagne scientifiche, catture commerciali, osservazioni a bordo e rilievi visivi hanno costruito una base informativa essenziale, ma non priva di limiti: costi elevati, copertura discontinua, difficoltà operative, selettività degli attrezzi e impatto diretto sugli organismi campionati.

È in questo spazio che si inserisce il manuale tecnico FAO-GFCM dedicato agli approcci basati su DNA ambientale, pubblicato come FAO Fisheries and Aquaculture Technical Paper n. 725. Il documento tratta l’eDNA come uno strumento operativo da affiancare ai sistemi tradizionali di monitoraggio della pesca e degli ecosistemi marini.

Il DNA ambientale è il materiale genetico che gli organismi rilasciano nell’ambiente attraverso muco, cellule, escrezioni, tessuti o decomposizione. Analizzando acqua, sedimenti o altri substrati, è possibile rilevare la presenza di specie e comunità biologiche senza cattura diretta e senza osservazione visiva.

Per la pesca questo passaggio è rilevante. In aree complesse come il Mediterraneo e il Mar Nero, dove convivono stock condivisi, pressioni antropiche, habitat sensibili e disponibilità di dati non sempre uniforme, l’eDNA può contribuire a migliorare la lettura degli ecosistemi e a ridurre alcuni vuoti informativi.

Non sostituisce i monitoraggi tradizionali, li rafforza

Il valore del documento sta anche nella prudenza. La FAO e la GFCM non presentano l’eDNA come una scorciatoia. Il manuale chiarisce che questi approcci richiedono protocolli standardizzati, controlli contro le contaminazioni, laboratori adeguati, database genetici affidabili e competenze bioinformatiche.

È un punto decisivo. Il DNA ambientale non misura automaticamente l’abbondanza degli stock, non elimina la necessità delle campagne scientifiche e non rende superflui i dati raccolti con metodi tradizionali. Può però aggiungere un livello informativo ulteriore, soprattutto nei casi in cui le tecniche convenzionali risultano costose, invasive o non sufficientemente frequenti.

Le applicazioni indicate dal manuale riguardano il monitoraggio della biodiversità, il rilevamento di specie rare o vulnerabili, l’individuazione di specie non indigene, lo studio di aree di riproduzione e nursery, la caratterizzazione delle comunità associate alla pesca a strascico e la valutazione degli effetti combinati di rifiuti sul fondale e pressione di pesca.

La metaprobe e il possibile ruolo delle flotte

La parte più operativa del manuale riguarda la metaprobe, un campionatore passivo progettato per raccogliere DNA ambientale durante le attività di pesca. Si tratta di una piccola sfera forata, stampata in 3D, realizzata in materiale biodegradabile e contenente garze sterili capaci di trattenere materiale genetico presente nell’ambiente.

A differenza dei sistemi attivi, che richiedono il prelievo e la filtrazione dell’acqua, la metaprobe lavora per accumulo passivo. Può essere collocata dentro una rete, legata a un attrezzo o utilizzata in combinazione con diverse tipologie di pesca, compresi strascico e palangari. Una volta recuperata, la garza viene conservata in provette sterili e trasferita in laboratorio per l’analisi.

Il passaggio è importante perché sposta il monitoraggio fuori da una dimensione esclusivamente sperimentale. I pescherecci possono diventare piattaforme diffuse di osservazione, capaci di raccogliere dati durante le normali uscite in mare. Non significa caricare le imprese di nuovi obblighi, ma immaginare procedure semplici, standardizzate e compatibili con il lavoro a bordo.

La pesca come infrastruttura di conoscenza

La prospettiva più interessante è culturale prima ancora che tecnologica. La pesca non viene letta solo come attività da regolare, ma anche come possibile infrastruttura di conoscenza ambientale. Le flotte commerciali e la piccola pesca, grazie alla frequenza delle uscite e alla conoscenza diretta delle aree di lavoro, possono contribuire a una raccolta dati più vicina al mare reale.

Naturalmente, il ruolo della ricerca resta centrale. I campioni raccolti a bordo devono essere gestiti, conservati, analizzati e interpretati dentro protocolli rigorosi. Ma il coinvolgimento dei pescatori può aumentare la copertura geografica e temporale del monitoraggio, rafforzando anche il rapporto tra scienza, amministrazioni e marinerie.

La transizione verso una pesca più sostenibile non può basarsi solo su divieti e riduzioni. Ha bisogno anche di informazioni migliori, strumenti meno invasivi e modelli capaci di coinvolgere chi opera ogni giorno in mare.

Il manuale FAO-GFCM indica proprio questa direzione: integrare innovazione molecolare, attività di pesca e gestione ecosistemica. Non per sostituire ciò che già esiste, ma per rendere il monitoraggio più completo, più capillare e più aderente alla complessità degli ecosistemi marini.

Tags: biodiversità marinaDNA ambientaleeDNAFAOgestione ecosistemicaGFCMinnovazione pescaMar NeroMediterraneometaprobemonitoraggio pescapesca sostenibilepescherecciricerca marina
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

ASC, più tempo alle aziende per passare al nuovo Farm Standard

Prossimo articolo

Ecuador, il gambero segna un nuovo record mondiale

Alice Giacalone

Alice Giacalone

Autrice Pesceinrete Alice Giacalone scrive per Pesceinrete occupandosi di attualità, imprese, mercati e scenari della filiera ittica. Nei suoi contributi segue l’evoluzione del settore seafood con attenzione ai temi che incidono sul lavoro degli operatori, dalla pesca all’acquacoltura, dalla sostenibilità alle dinamiche commerciali.

Articoli Correlati

pianificazione dello spazio marittimo

Pianificazione dello spazio marittimo, l’UE prepara una gara da 3,6 milioni

by Candida Ciravolo
15 Settembre 2026

La Commissione europea prepara una gara da 3,6 milioni di euro per il nuovo ciclo del meccanismo di assistenza alla...

import italiano di pesci lavorati

Pesci lavorati, l’import italiano supera 3,2 miliardi nel 2025

by Luca Di Noto
15 Settembre 2026

Nel 2025 l’Italia ha importato pesci lavorati per 3,204 miliardi di euro, il 6% in più rispetto all’anno precedente. Le...

mitilicoltura italiana in crisi

Mitilicoltura 2026: A.M.A. conferma la crisi da caldo estivo e chiede dati certi per tutelare le imprese

by Redazione
15 Settembre 2026

La mitilicoltura italiana attraversa una grave crisi produttiva legata alle elevate temperature marine dell’estate 2026. A.M.A. segnala morie del prodotto...

Kadis e la pesca italiana

Kadis e la pesca italiana, il valore dell’ascolto si misura nelle decisioni

by Mariella Ballatore
14 Settembre 2026

La visita di Costas Kadis in Sicilia porta il Commissario europeo dentro alcuni dei nodi più complessi della pesca mediterranea....

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.







Articoli più letti

  • 10 pesci costosi e prelibati
  • Le specie di sarago del Mediterraneo
  • Pesci con più e meno mercurio
  • Molva, una ricchezza del Mare del Nord
  • Molluschi bivalvi: descrizione e caratteristiche
  • Congelare il tonno in scatola
  • Gattuccio e palombo, gli squali buoni da mangiare
  • Triglia: caratteristiche e proprietà nutrizionali
  • Mangiare il tonno crudo: vantaggi e pericoli
  • Sgombro e lanzardo, pesce azzurro per il cuore
Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura. In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

Newsletter

Categorie

  • News Ittico
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Associazioni di categoria
  • Sindacati
  • ONG
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas
  • Nutrizione e salute
  • Approfondimenti
  • Chi siamo
  • Policy editoriali
  • Partner
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Mappa del sito

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits

Pesceinrete
Gestisci Consenso

Usiamo cookie tecnici per far funzionare il sito, e cookie statistici (anche di terze parti) per capire come viene usato e migliorarlo. Puoi accettare tutto, rifiutare tutto o scegliere quali attivare — restando comunque libero di navigare senza restrizioni.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Personalizza
  • {title}
  • {title}
  • {title}
  • Home
  • Nutrizione e salute
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits