L’aumento repentino del prezzo del gasolio per la pesca rischia di mettere in seria difficoltà molte imprese del comparto. A evidenziarlo è Natale Amoroso, presidente nazionale di AIC Pesca, che invita le istituzioni a monitorare con attenzione l’andamento dei prezzi e ad intervenire rapidamente per evitare conseguenze pesanti per le marinerie italiane.
“In pochi giorni – afferma Amoroso – il costo del carburante è cresciuto in maniera molto significativa. Comprendiamo bene che le tensioni internazionali possano avere ripercussioni sui mercati energetici, ma aumenti così rapidi finiscono inevitabilmente per mettere in forte difficoltà le imprese della pesca”.
Il carburante rappresenta una delle principali voci di costo per l’attività dei pescherecci e, quando i prezzi aumentano in modo così improvviso, la sostenibilità economica delle uscite in mare diventa estremamente fragile.
“Per molte aziende – prosegue il presidente di AIC Pesca – il gasolio incide in maniera determinante sui costi operativi. Se il prezzo continua a salire con questa velocità, diventa sempre più difficile garantire l’equilibrio economico dell’attività e c’è il rischio concreto che diverse imbarcazioni scelgano di ridurre le uscite”.
Una situazione che, secondo AIC Pesca, potrebbe avere effetti sull’intera filiera.
“Quando la flotta rallenta – conclude Amoroso – le conseguenze si ripercuotono su tutto il sistema: dalle imprese di pesca all’indotto, fino alla disponibilità di prodotto nazionale sul mercato. Per questo chiediamo attenzione e interventi rapidi per evitare che eventuali dinamiche speculative aggravino ulteriormente una fase già complessa per il settore”.












