Il percorso verso una pesca e un’acquacoltura europee più efficienti dal punto di vista energetico entra in una fase politica e operativa decisiva. Il 17 febbraio 2026, a Bruxelles, la Commissione europea (DG MARE) riunirà istituzioni e principali stakeholder del settore nella conferenza di alto livello “Navigating Change: Towards the Energy Transition in the EU Fisheries and Aquaculture”, organizzata nell’ambito dell’Energy Transition Partnership (ETP), l’alleanza europea dedicata alla transizione energetica del comparto.
Secondo l’impostazione dell’evento, l’obiettivo è mettere a sistema il lavoro svolto negli ultimi due anni nei gruppi di consultazione dell’ETP e convergere su una visione condivisa: rendere il settore più competitivo e orientato alla neutralità delle emissioni di gas serra, senza perdere di vista redditività e sostenibilità degli ecosistemi marini.
Un tassello verso la roadmap UE attesa nel 2026
La conferenza viene presentata come una tappa chiave del percorso avviato dalla Commissione con la comunicazione sulla transizione energetica della pesca e dell’acquacoltura dell’UE (febbraio 2023), da cui è scaturita la consultazione strutturata attraverso la partnership ETP. In questa cornice, Bruxelles mira a raccogliere evidenze, priorità e raccomandazioni che confluiscano nella Roadmap europea per la transizione energetica del settore, la cui elaborazione è parte del lavoro in corso.
Chi partecipa e cosa prevede il programma
Il programma – indicato come preliminare – si svolgerà presso SPARKS (Rue Ravenstein 60, Bruxelles).
L’apertura istituzionale (ore 9:15) è dedicata al messaggio politico centrale: la transizione energetica come leva per coniugare profittabilità e tutela degli oceani. Tra gli interventi indicati in agenda figura il Commissario europeo Costas Kadis, insieme a rappresentanti della Presidenza del Consiglio UE e della commissione PECH del Parlamento europeo.
A seguire, lo schema dei lavori entra nel merito di “come” costruire la roadmap, alternando sessioni tecniche e confronti tra segmenti della filiera. È previsto un intervento della Direzione generale DG MARE sulla visione della roadmap, affidato – secondo agenda – alla Direttrice generale Charlina Vitcheva.
Nella parte centrale della giornata sono programmati panel dedicati alle raccomandazioni dell’ETP per la pesca (con riferimento a segmenti come piccola pesca, grande pesca e pesca d’altura, come riportato nel documento) e, nel pomeriggio, un panel specifico sull’acquacoltura che distingue tra allevamenti interni e offshore. La logica è far emergere i risultati della consultazione settoriale e metterli a confronto con possibili soluzioni, criticità e strumenti di supporto.
Un ulteriore passaggio guarda all’approccio “integrato”: cantieristica, porti e infrastrutture, trasformazione, mondo della ricerca e organizzazioni della società civile vengono richiamati come componenti che, nella transizione energetica, incidono tanto quanto l’operatività in mare e in impianto. In agenda compare anche un focus su innovazione a supporto della transizione energetica, con riferimento al progetto HY2FISH.
Perché conta anche per il mercato
Al di là dell’impianto istituzionale, il messaggio implicito è chiaro: la transizione energetica non riguarda solo il “motore” o il carburante. Riguarda costi operativi, accesso alle tecnologie, infrastrutture portuali, supply chain, e – soprattutto – la capacità di mantenere continuità produttiva in un contesto di regole climatiche sempre più stringenti. La conferenza di Bruxelles punta a trasformare questi elementi in un percorso leggibile: priorità condivise, ostacoli esplicitati, misure realistiche per accompagnare l’adozione.
Il programma si chiude con una sessione di dialogo con gli stakeholder (indicata come “TBD”, da definire) e con la plenaria conclusiva. È un dettaglio che conferma la natura ancora “in costruzione” dell’agenda, ma anche la volontà di lasciare spazio a un confronto finale orientato alle ricadute operative.












