Negli ultimi giorni il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha adottato una serie di atti amministrativi con ricadute dirette sull’attività di pesca. Provvedimenti diversi tra loro, ma accomunati da un elemento chiave: incidono su programmazione delle uscite, gestione delle giornate di lavoro e adempimenti tecnici. In un arco di tempo ristretto, il settore si è trovato a dover ricalibrare decisioni operative sulla base di note, decreti e scadenze.
Il quadro che emerge è quello di una gestione sempre più legata alla tenuta dei dati, al rispetto delle regole europee e alla capacità di intervenire in modo formale quando si verificano situazioni eccezionali.
Pesce spada: annullata la chiusura, la pesca resta aperta
Con una comunicazione di fine dicembre, il MASAF ha disposto l’annullamento della precedente nota che prevedeva la chiusura della pesca del pesce spada nel Mediterraneo a partire dalle ore 24.00 del 22 dicembre 2025. La decisione è motivata dall’aggiornamento della banca dati e dalla verifica di dati inconsistenti, da cui risulta che la quota assegnata all’Italia non è stata raggiunta. Di conseguenza, la pesca resta aperta.
L’effetto operativo è immediato: viene meno uno stop programmato e le attività possono proseguire nei limiti della quota disponibile. Il provvedimento conferma, ancora una volta, il ruolo centrale dei dati nella gestione delle possibilità di pesca.
VMS: dal 10 gennaio 2026 cessano le deroghe
Un’altra comunicazione del Ministero riguarda l’abrogazione delle deroghe previste dal Regolamento (CE) 1224/2009 in materia di VMS, con decorrenza dal 10 gennaio 2026. La nota richiama l’obbligo di monitoraggio della flotta e l’utilizzo del sistema nazionale di controllo pesca (SCP), ribadendo che le unità soggette al controllo devono essere dotate di dispositivi di bordo per la trasmissione dei dati di posizione e delle informazioni operative.
Il documento chiarisce inoltre l’orientamento verso sistemi di monitoraggio ibridi, in grado di operare via satellite o, ove possibile, tramite rete mobile terrestre o tecnologie equivalenti. Pur riconoscendo la complessità dell’adeguamento, legata al numero di unità coinvolte e alla disponibilità degli apparati sul mercato, la nota sottolinea che l’assetto normativo non consente deroghe all’obbligo.
Sforzo di pesca: rimodulazione dei giorni nel Mediterraneo
Un decreto direttoriale interviene sulla rimodulazione dello sforzo di pesca per il 2025 nelle GSA 8, 9, 10 e 11, attraverso trasferimenti di giorni di pesca tra segmenti di flotta. Il provvedimento si basa sui dati di consumo dello sforzo e mira a riallineare le possibilità di pesca ai limiti previsti dal quadro normativo di riferimento.
La rimodulazione incide direttamente sul calendario operativo delle imprese coinvolte, richiedendo una riorganizzazione delle attività per rientrare nei nuovi margini disponibili.
Messe insieme, queste tre novità restituiscono una fotografia chiara della fase che sta attraversando il settore. La pesca si muove sempre più dentro un perimetro in cui contano dati aggiornati, rispetto puntuale delle regole e capacità di assorbire cambiamenti che incidono direttamente sull’organizzazione del lavoro.
Per chi opera nelle marinerie, la questione non è interpretare le norme, ma tradurle rapidamente in decisioni pratiche: uscire o fermarsi, riorganizzare le settimane, adeguare le dotazioni di bordo, mantenere continuità nei rapporti commerciali. In questo senso, le ultime carte del MASAF non fanno rumore, ma pesano. E pesano subito.











