L’approvazione del DDL “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti agroalimentari italiani” segna un passaggio rilevante nel rafforzamento del quadro normativo a difesa delle filiere produttive nazionali, con implicazioni dirette anche per il comparto ittico. A sottolinearlo è stato il ministro Francesco Lollobrigia, intervenuto questo pomeriggio in conferenza stampa al Masaf, evidenziando la portata strategica del provvedimento per la tutela del sistema agroalimentare nel suo complesso.
Nel suo intervento, il ministro ha richiamato il contesto economico in cui si inserisce la riforma, con un agroalimentare italiano che ha raggiunto i 72,4 miliardi di euro di export, sostenuto da un piano di investimenti pubblici superiore ai 16 miliardi di euro negli ultimi tre anni. Un quadro che riguarda da vicino anche la filiera ittica, sempre più esposta a dinamiche internazionali, pressioni sui costi e fenomeni di concorrenza sleale.
Il cuore del DDL è rappresentato dalla revisione del sistema sanzionatorio, costruito per risultare finalmente efficace. Le sanzioni saranno commisurate al fatturato delle imprese, introducendo un principio di proporzionalità che mira a colpire in modo concreto le pratiche scorrette. Un elemento particolarmente rilevante anche per il settore della pesca e della trasformazione, dove la competizione con prodotti di importazione e le distorsioni legate all’origine rappresentano criticità strutturali.
Accanto alla leva sanzionatoria, il provvedimento interviene sull’organizzazione dei controlli lungo l’intera filiera. Viene strutturata una cabina di regia permanente che coordinerà ispettorati, forze dell’ordine e autorità competenti, con un approccio basato sull’analisi del rischio. Un cambio di passo significativo anche per il comparto ittico, dove in passato la frammentazione dei controlli e la sovrapposizione delle competenze hanno spesso generato inefficienze, incidendo sia sulla capacità di contrasto alle irregolarità sia sull’operatività degli operatori.

Il DDL introduce inoltre nuove fattispecie di reato, tra cui l’agropirateria e la frode organizzata nel settore agroalimentare. Strumenti che possono trovare applicazione concreta anche nella filiera ittica, dove fenomeni come l’etichettatura ingannevole, la sostituzione di specie e la falsa indicazione dell’origine continuano a rappresentare una delle principali aree di rischio per il mercato e per la tutela del consumatore.
Particolare attenzione è riservata anche alle pratiche di imitazione del Made in Italy e all’uso improprio delle certificazioni, con un rafforzamento delle sanzioni penali nei casi più gravi. Un tema che interessa direttamente il pescato e i prodotti trasformati, spesso coinvolti in dinamiche di Italian sounding o in comunicazioni commerciali poco trasparenti, soprattutto nei mercati internazionali.
Un passaggio centrale riguarda la tutela delle indicazioni geografiche e delle denominazioni, che rappresentano un asset strategico anche per alcune produzioni ittiche e trasformate. In questo ambito, il rafforzamento delle norme punta a garantire maggiore protezione a quei prodotti che costruiscono valore proprio sulla riconoscibilità territoriale e sulla qualità certificata.
Il provvedimento introduce inoltre aggiornamenti normativi specifici per il comparto della pesca, intervenendo su un sistema che, secondo quanto evidenziato nel corso della conferenza, presentava criticità legate all’inefficacia delle sanzioni e alla disomogeneità delle norme. In diversi casi, l’azione di controllo risultava limitata proprio dalla scarsa incisività degli strumenti disponibili, con ricadute sia sul contrasto alle irregolarità sia sulla concorrenza tra operatori.
Nel corso della conferenza, Lollobrigia ha rivendicato il lavoro svolto per arrivare all’approvazione del DDL, sottolineando le difficoltà incontrate lungo l’iter e le pressioni esercitate da diversi interessi. Ha inoltre ribadito che il provvedimento rappresenta un punto di partenza, in un contesto in cui il sistema agroalimentare,e con esso la filiera ittica – richiede un aggiornamento continuo degli strumenti normativi.
L’entrata in vigore della legge nella Giornata del Made in Italy rafforza anche il valore simbolico dell’iniziativa, che punta a consolidare la credibilità delle produzioni italiane sui mercati globali, offrendo al contempo maggiori garanzie agli operatori corretti e ai consumatori. Per il settore ittico, si apre così una fase in cui la tutela normativa può diventare leva concreta per migliorare trasparenza, competitività e posizionamento lungo tutta la filiera.











