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Granchio blu, Caterino: “Ora convivenza produttiva”

Al Seafood Expo Global 2026 il piano entra nella fase operativa: tecnologia, pesca selettiva ed export per trasformare la crisi in filiera

Redazione by Redazione
22 Aprile 2026
in Eventi e Fiere, In evidenza, Istituzioni, Nazionali, News
Gestione operativa del granchio blu in Italia

Dal contenimento meccanico alla valorizzazione commerciale: il piano straordinario per la gestione del granchio blu entra nella sua fase operativa e tecnologica, segnando il passaggio definitivo dalla risposta all’emergenza a una strategia di convivenza produttiva. In occasione del Seafood Expo Global 2026 che si è aperto ieri a Barcellona, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha presentato lo stato dell’arte delle azioni intraprese per tutelare la biodiversità lagunare del Delta del Po e le sue produzioni ittiche di eccellenza, come la vongola verace, duramente colpite dall’invasione della specie aliena.

A sviluppare il piano, poi approvato dal MASE e dal MASAF è stato il Commissario Straordinario per l’emergenza Granchio Blu, Enrico Caterino: “L’obiettivo non è più l’eradicazione totale, biologicamente complessa se non impossibile, ma la convivenza con questa specie, attraverso la gestione scientifica e integrata del fenomeno che garantisca una sostenibilità ambientale ed economica durature.- Ha sottolineato Caterino durante la presentazione – Grazie alla pesca intensiva selettiva e alla sperimentazione di macchinari dissuasori nelle lagune, stiamo riuscendo proteggere le nostre aree di produzione tradizionale. La creazione di una filiera dell’edibile e l’avvio dell’export sono i tasselli finali che permettono di trasformare un predatore in una voce positiva per il bilancio della nostra industria ittica, garantendo la sopravvivenza economica di migliaia di pescatori.”

Tecnologia e dissuasori: la nuova linea di difesa

Il cuore della strategia presentata nella più importante manifestazione europea del settore ittico, include anche l’impiego di soluzioni tecnologiche all’avanguardia progettate per proteggere i siti di semina dei molluschi. Il piano prevede la sperimentazione e l’installazione di dissuasori acustici a ultrasuoni e barriere elettriche a basso voltaggio, strumenti studiati per allontanare i predatori senza interferire con l’equilibrio delle altre specie locali. Parallelamente, è stata avviata la posa di barriere fisiche meccaniche, quali griglie a maglia stretta e reti rinforzate, collocate strategicamente a protezione degli allevamenti, per impedire la risalita massiva degli esemplari verso le aree più vulnerabili del Delta. La sperimentazione è stata condotta su indicazione del Commissario, con la collaborazione dei tecnici e ricercatori dell’ISPRA, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

Pesca selettiva e riequilibrio ecologico

Sul fronte dell’attività estrattiva, l’approccio si è evoluto verso una pesca selettiva intensiva. Attraverso l’impiego di attrezzature modificate, come nasse a geometria variabile e trappole progettate per massimizzare la cattura del granchio blu riducendo al minimo il by-catch di specie protette, le marinerie del Nord Adriatico hanno affinato le tecniche di prelievo mirato. Questa attività non ha solo lo scopo di ridurre la pressione predatoria sugli stock di vongole, ma punta a un monitoraggio biosistemico costante, permettendo alla ricerca scientifica di mappare in tempo reale gli spostamenti e la densità della popolazione invasiva.

Inoltre, viene incentivata la diversificazione delle produzioni in acquacoltura, promuovendo allevamenti di altre specie, quali l’ostrica concava, con ceppi genetici più resistenti sia agli attacchi del granchio blu che agli effetti del cambiamento climatico.

Dal prelievo all’export: la nascita di una filiera edibile

La vera svolta strategica riguarda però la trasformazione della criticità in risorsa economica, tanto che delle oltre 3.700 tonnellate catturate da aprile a novembre del 2025 tra Veneto ed Emilia Romagna, quasi 1.500 sono state commercializzate, il triplo rispetto all’anno precedente.

Il MASAF ha confermato l’apertura di solidi canali di esportazione per uso edibile, con particolare riferimento ai mercati degli Stati Uniti e dell’Asia, dove la richiesta di questo crostaceo è storicamente elevata. In ambito nazionale, sono stati siglati accordi con le principali realtà dell’industria conserviera per la lavorazione e il confezionamento di polpa di granchio surgelata e semilavorati destinati al settore HoReCa, garantendo così uno sbocco commerciale certo per il pescato e sostenendo il reddito delle cooperative locali duramente provate.

Il sistema Italia a Barcellona

Questo modello di resilienza, innovazione e sostenibilità, è stato il fulcro della partecipazione italiana al Seafood Expo Global 2026, dove il MASAF guida una delegazione di 93 aziende d’eccellenza, affiancate da otto Regioni (Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Campania, Toscana, Sardegna, Liguria e Calabria). La presenza istituzionale, finanziata dal FEAMPA 2021-2027 (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acqua Coltura), sottolinea come la gestione delle sfide ambientali sia oggi parte integrante della competitività della Blue Economy italiana, di cui la sola industria ittica è capace di generare oltre 11 miliardi di euro di valore aggiunto complessivo e sostenere 157 mila lavoratori.

Tags: acquacolturaBlue EconomyDelta del Poexport itticoFEAMPAgranchio bluMasafpesca selettivaSeafood Expo Global 2026specie invasivevongola verace
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