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Home Acquacoltura

Un robot tra le cozze: la Nuova Zelanda riscrive le regole dell’acquacoltura

Una startup accademica sviluppa un sistema subacqueo intelligente per ottimizzare la raccolta e la gestione degli allevamenti molluschicoli

Alice Giacalone by Alice Giacalone
29 Maggio 2025
in Acquacoltura, In evidenza, News, Sostenibilità, Tecnologia
innovazione tecnologica in acquacoltura

innovazione tecnologica in acquacoltura

L’innovazione tecnologica in acquacoltura prende corpo nelle acque della Nuova Zelanda, dove un robot subacqueo autonomo osserva la crescita delle cozze e fornisce dati utili per programmare la raccolta con maggiore precisione.

Sembra fantascienza, ma è realtà grazie a un progetto nato all’interno dell’Università di Canterbury, oggi diventato una vera e propria startup con ambizioni globali. Un’iniziativa che coniuga automazione, intelligenza artificiale e sostenibilità, offrendo nuove prospettive alla filiera molluschicola.

Un sistema intelligente che guarda sott’acqua

Il cuore del progetto è un AUV – Autonomous Underwater Vehicle – ideato per muoversi tra le corde degli allevamenti e misurare la dimensione delle cozze in tempo reale.

Dotato di sensori ottici e software di visione artificiale, il robot raccoglie dati utili alla pianificazione delle attività di raccolta e alla previsione delle rese. Un’operazione che normalmente richiede lavoro manuale e tempi lunghi, oggi viene svolta con efficienza, continuità e precisione.

“Vogliamo offrire agli allevatori uno strumento concreto per ridurre i margini di errore e aumentare il controllo sulla produzione”, ha spiegato Tim Rensen, ingegnere e dottorando all’Università di Canterbury, ideatore del sistema.

Dalla ricerca al mercato: una startup nata per innovare

Grazie al supporto dei programmi Kiwinet, Callaghan Innovation e Sprout Accelerator, il progetto ha lasciato i confini accademici per entrare nella fase di validazione industriale.

Rensen oggi è CTO della startup che sta industrializzando il robot. La sua squadra collabora con aziende pilota per adattare il sistema alle esigenze reali della produzione. L’obiettivo: rendere questa innovazione tecnologica in acquacoltura accessibile, affidabile e scalabile.

Il vantaggio è duplice: da un lato, la possibilità di ridurre l’incertezza nei cicli produttivi; dall’altro, un risparmio su risorse, personale e investimenti in attrezzature per il monitoraggio.

Un modello replicabile per l’acquacoltura globale

La Nuova Zelanda punta a triplicare il valore delle esportazioni ittiche nei prossimi dieci anni, anche grazie a condizioni geografiche favorevoli all’acquacoltura offshore. Le cozze, in particolare, giocano un ruolo cruciale: oltre ad avere un impatto ambientale molto basso, sequestrano carbonio nei gusci e rappresentano una fonte proteica sostenibile.

L’esperienza neozelandese dimostra come l’innovazione tecnologica in acquacoltura possa essere la chiave per aumentare la resilienza e la competitività delle produzioni marine, senza rinunciare alla sostenibilità.

Per i paesi del Mediterraneo, l’approccio sviluppato da Rensen e dal suo team potrebbe rappresentare una fonte d’ispirazione concreta: integrare tecnologia e visione strategica può fare la differenza, specialmente in contesti soggetti a pressione ambientale e mercati in rapida evoluzione.

Il caso neozelandese rappresenta un esempio virtuoso di trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca all’industria. L’innovazione tecnologica in acquacoltura, se accompagnata da investimenti mirati e politiche di sostegno, può contribuire a rendere il settore più sostenibile, automatizzato e pronto alle sfide future.

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Tags: acquacolturaAIcozzerobotica marinasostenibilitàstartup ittichetecnologia alimentarevisione artificiale
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Alice Giacalone

Alice Giacalone

Autrice Pesceinrete Alice Giacalone scrive per Pesceinrete occupandosi di attualità, imprese, mercati e scenari della filiera ittica. Nei suoi contributi segue l’evoluzione del settore seafood con attenzione ai temi che incidono sul lavoro degli operatori, dalla pesca all’acquacoltura, dalla sostenibilità alle dinamiche commerciali.

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