La pesca della lampuga (Coryphaena hippurus) con dispositivi di concentrazione del pesce (FAD) potrà iniziare il 15 agosto e proseguire fino al 31 dicembre. Il nuovo provvedimento del MASAF chiarisce il calendario per il triennio 2026-2028. Per il 2026 l’Italia dispone del livello massimo di catture più elevato tra i Paesi UE interessati da questa pesca: 1.174 tonnellate.
Dal 15 agosto al via la pesca con FAD
A pochi giorni dall’apertura della stagione, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha definito il riferimento operativo per le imbarcazioni inserite nell’elenco nazionale delle unità autorizzate alla pesca della lampuga con FAD.
La campagna potrà svolgersi dal 15 agosto al 31 dicembre nel 2026, 2027 e 2028.
Il provvedimento aggiorna la disposizione del 30 marzo, nella quale compariva la data del 10 agosto. Lo stesso decreto precisa che si trattava di un mero errore materiale e riallinea l’apertura al 15 agosto, in coerenza con la disciplina che vieta questa attività dal 1° gennaio al 14 agosto.
Per gli operatori, dunque, il riferimento è chiaro: la pesca con FAD è consentita dal 15 agosto.
Pesca ricreativa, stessi tempi e limiti giornalieri
La stessa finestra temporale vale per la pesca ricreativa della lampuga, consentita fino al 31 dicembre.
Il limite è fissato a 10 chilogrammi oppure cinque esemplari di qualsiasi taglia per persona al giorno.
Il decreto entra in vigore il giorno della pubblicazione sul sito del MASAF ed è trasmesso agli organi di controllo e agli Uffici marittimi.
Una stagione che conta anche per la piccola pesca
Dietro il calendario c’è anche un’attività con un peso economico concreto per diverse marinerie mediterranee. La GFCM-FAO riconosce alla lampuga una rilevanza sociale ed economica nel Mediterraneo occidentale e centrale, dove viene pescata con FAD soprattutto dalle flotte di piccola scala di Italia, Malta, Spagna nelle Baleari e Tunisia.
Per il 2026 il regolamento europeo assegna all’Italia un livello massimo di catture di 1.174 tonnellate, contro 517 tonnellate per Malta e 127 per la Spagna. La capacità massima della flotta italiana è fissata a 261 pescherecci, con un massimo di 100 FAD per unità.
Numeri che aiutano a leggere diversamente l’apertura del 15 agosto: non è soltanto una scadenza amministrativa, ma l’avvio di una pesca fortemente stagionale che interessa lavoro, sbarchi e mercato.
È un equilibrio che riguarda più in generale il futuro della piccola pesca mediterranea, chiamata a tenere insieme sostenibilità della risorsa e sostenibilità economica delle imprese, uno dei nodi centrali anche nel percorso verso la nuova MedFish4Ever.
Sul mercato la disponibilità stagionale pesa sui prezzi
La stagionalità emerge anche dalle quotazioni. Nel settembre 2025 BMTI e Italmercati rilevavano per la lampuga prezzi all’ingrosso tra 7 e 9 euro al chilo; con l’aumento della disponibilità, nelle settimane successive le quotazioni si sono portate intorno a 7,50 euro/kg.
Il dato va però letto correttamente: sono prezzi all’ingrosso, non prezzi di prima vendita riconosciuti ai pescatori, e il limite nazionale di 1.174 tonnellate rappresenta un tetto alle catture, non una previsione degli sbarchi effettivi. Non è quindi corretto utilizzare questi due numeri per stimare automaticamente il fatturato della stagione.
Resta però un’indicazione chiara: quando il prodotto entra nel pieno della disponibilità, la lampuga trova uno spazio riconoscibile sul mercato nazionale. Ed è anche per questo che il 15 agosto segna, per una parte della piccola pesca mediterranea, l’inizio di una stagione che conta.













