La campagna del tonno rosso entra nella sua fase più sensibile con un quadro normativo aggiornato a livello europeo. Il nuovo regolamento delegato della Commissione UE modifica il regolamento 2023/2053 e recepisce le misure adottate dall’ICCAT per la gestione del tonno rosso nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo, intervenendo su alcuni aspetti centrali per la programmazione delle attività di pesca, per il controllo delle operazioni e per la tracciabilità della filiera.
Il punto più immediato riguarda il calendario. La pesca del tonno rosso con reti a circuizione è autorizzata nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo dal 19 maggio al 1° luglio di ogni anno. Si tratta di una finestra breve, ad alta intensità operativa, nella quale si concentra una parte rilevante dell’attività delle flotte autorizzate e delle successive fasi legate al trasferimento, alla messa in gabbia e alla gestione del prodotto destinato all’allevamento.
La modifica non è soltanto una questione di date. Per le imprese della pesca, il calendario incide direttamente sull’organizzazione degli equipaggi, sulla disponibilità dei mezzi, sulla pianificazione economica e sui rapporti con la filiera a valle. Ogni variazione della stagione di pesca comporta effetti concreti sulla capacità delle aziende di programmare le uscite, gestire i costi e coordinare le operazioni in un comparto dove tempi, autorizzazioni e controlli sono parte integrante dell’attività produttiva.
Il regolamento interviene anche sul riporto delle quote non utilizzate. Uno Stato membro può chiedere di trasferire all’anno successivo fino al 20% del proprio contingente annuale di tonno rosso non utilizzato. È un passaggio rilevante perché introduce una maggiore flessibilità nella gestione delle possibilità di pesca, ma non si tratta di un automatismo. La richiesta deve essere inserita nel piano annuale di pesca e gestione della capacità ed è soggetta all’approvazione nell’ambito del quadro ICCAT.
Per l’Italia, il tema si inserisce in una campagna già definita sul piano nazionale per il triennio 2026-2028, con un contingente nazionale superiore a 6.100 tonnellate annue, ripartito tra i diversi sistemi di pesca, dalla circuizione al palangaro, dalle tonnare fisse alla piccola pesca costiera. Il nuovo quadro europeo rafforza quindi una cornice multilivello nella quale le decisioni internazionali, l’attuazione dell’Unione e la gestione nazionale si tengono insieme.
Un altro elemento significativo riguarda i controlli. Il regolamento aggiorna gli standard minimi per le procedure di videoregistrazione delle operazioni di trasferimento, messa in gabbia e rilascio del tonno rosso. È un aspetto tecnico solo in apparenza. La qualità delle registrazioni è diventata uno snodo essenziale per verificare il numero e, quando previsto, il peso degli esemplari trasferiti, messi in gabbia o rilasciati. In una filiera regolata da quote, autorizzazioni e obblighi documentali, il video non è un adempimento accessorio, ma una prova operativa.
Il rafforzamento delle procedure di controllo va letto dentro una trasformazione più ampia della pesca del tonno rosso. Dopo anni segnati da misure restrittive e da un forte presidio internazionale sulla risorsa, il settore si muove oggi in un equilibrio delicato: da un lato la necessità di garantire opportunità economiche alle imprese autorizzate, dall’altro l’esigenza di mantenere un sistema di gestione credibile, verificabile e coerente con gli obiettivi di conservazione.
La gestione del tonno rosso resta uno dei banchi di prova più importanti per la pesca mediterranea. È una specie di grande valore commerciale, con una filiera complessa e fortemente regolata, nella quale ogni passaggio deve essere tracciato con precisione. Per questo le nuove disposizioni europee non vanno lette come un semplice aggiornamento amministrativo, ma come un tassello ulteriore in un sistema che lega sempre più strettamente pesca, allevamento, controlli, responsabilità degli Stati membri e tenuta del mercato.
Per le marinerie e per gli operatori coinvolti, la nuova stagione richiede quindi organizzazione, puntualità documentale e piena consapevolezza delle regole. Il tonno rosso continua a rappresentare una risorsa strategica per il Mediterraneo, ma il suo valore economico passa ormai dalla capacità di dimostrare, in ogni fase, che la pesca autorizzata si muove dentro un quadro di gestione rigoroso, trasparente e sostenibile.











