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Ricerca. Nuovo metodo per valutare la sicurezza alimentare

Un gruppo di scienziati coreani ha sviluppato una strategia semplice ma efficace per quantificare i livelli di istamina nei campioni di pesce

Redazione by Redazione
22 Gennaio 2021
in In evidenza, News, Nutrizione e salute
sicurezza alimentare

sicurezza alimentare

Nuovo metodo quantitativo per valutare la sicurezza degli alimenti. Un gruppo di scienziati coreani ha sviluppato una strategia semplice ma efficace per quantificare i livelli di istamina nei campioni di pesce.

L’istamina è un composto pericoloso che si trova nel cibo avariato, come lo sgombro, lasciato a temperatura ambiente per troppo tempo. Sfortunatamente, i metodi di rilevamento dell’istamina esistenti sono scomodi e costosi. Per affrontare questo problema, un team di scienziati dell’Università di Chung-Ang, in Corea, ha sviluppato una nuova strategia di quantificazione dell’istamina basata su nanoparticelle di carbonio fluorescenti e peptidi leganti l’istamina. Il loro approccio è semplice ed economico e consente di valutare in modo efficiente la sicurezza alimentare.

I consumatori di alimenti acquistati non hanno modo di accertare la qualità e la sicurezza del cibo che i sistemi di distribuzione esistenti forniscono. Sfortunatamente, una refrigerazione inappropriata a volte può portare al deterioramento degli alimenti, che è spesso difficile da rilevare. È il caso dello sgombro, che sviluppa prontamente livelli nocivi di istamina se lasciato a temperatura ambiente per troppo tempo. L’istamina è neurotossica e può scatenare gravi reazioni allergiche, tra cui eruzioni cutanee, vomito e diarrea. Poiché il pesce avariato a volte può avere un aspetto e un odore del tutto normali, è importante quantificare accuratamente i livelli di istamina nei campioni di pesce per garantire che la qualità del cibo sia stata adeguatamente mantenuta durante il trasporto e la conservazione.

Nello studio, condotto dal professor Tae Jung Park e Jong Pil Park e pubblicato su Biosensors and Bioelectronics, il team descrive il nuovo approccio basato sull’uso di nanoparticelle di carbonio fluorescenti e una proteina che si lega fortemente all’istamina.

La strategia proposta è stata convalidata utilizzando campioni di pesce con concentrazioni di istamina note e anche altre tecniche consolidate. Sorprendentemente, il nuovo metodo si è rivelato più potente di quelli esistenti nonostante fosse più semplice, come osserva il prof. Park: “Siamo riusciti a misurare con precisione le concentrazioni di istamina che vanno da 0,1 a 100 parti per milione, con un limite di rilevamento a partire da 13 parti per miliardo. Ciò significa che il nostro approccio non è solo più conveniente, ma anche più efficace e sensibile rispetto ai metodi attualmente disponibili “.

Pertanto, questo nuovo metodo non solo può rilevare livelli pericolosi di istamina, ma può anche valutare lo stato e la qualità dei prodotti alimentari, come spiega il Prof. Park: “Sebbene la rilevazione dell’istamina come fattore dannoso sia importante, il nostro approccio può inoltre servire a misurare oggettivamente la qualità e la freschezza del cibo, contribuendo in tal modo ad aumentare la sicurezza alimentare e a vantaggio dei consumatori”.

Inoltre, la metodologia proposta potrebbe essere applicata utilizzando altri peptidi per determinare con precisione la concentrazione di diverse sostanze chimiche nei campioni alimentari e nei campioni biomedici. Se adottato dalle industrie alimentari e mediche diagnostiche, questo metodo potrebbe fornirci la tanto necessaria garanzia che il cibo che consumiamo e le condizioni ambientali in cui viviamo siano sicuri

Tags: freschezza pesceistamina nel pescesicurezza alimentaresicurezza pesce
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